Monrupino · Ambiente e territorio · 4 novembre 2026
Poligono di Monrupino: rinnovati i disciplinari d’uso delle aree addestrative per il 2026–2031
La Giunta della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia ha annunciato il 31 ottobre 2026 l’approvazione dei disciplinari d’uso delle aree addestrative militari per il quinquennio 2026–2031. Tra le aree interessate figura espressamente il poligono di Monrupino–Repentabor. La novità riguarda la disciplina delle esercitazioni, la tutela dell’ambiente e le condizioni di fruizione del territorio.
Ente, atto e oggetto
Ente: Regione autonoma Friuli Venezia Giulia — Giunta regionale, con il coinvolgimento del Comitato misto paritetico e delle autorità militari.
Atto: approvazione dei disciplinari comunicata dalla Regione il 31 ottobre 2026; il numero e la data formale della DGR non sono riportati nel comunicato ufficiale consultato. Un precedente comunicato regionale del 6 ottobre 2026 dà conto dell’approvazione delle bozze in sede di Comitato misto paritetico.
Oggetto: regole di impiego delle aree addestrative e prescrizioni di tutela ambientale, con cartografie e coordinate delle zone interessate.
Importo: nessun finanziamento indicato; si tratta di disciplina d’uso, non di bando.
Gli aspetti territoriali
Secondo la Regione, il procedimento ha coinvolto 21 enti locali, nove dei quali hanno presentato osservazioni. Le verifiche ambientali comprendono le valutazioni di incidenza sui siti protetti. I nuovi disciplinari perseguono la compatibilità tra attività militari, biodiversità e fruizione del territorio. Le prescrizioni applicabili nello specifico a Monrupino devono essere accertate nel testo integrale e nelle relative mappe: non è corretto attribuire al singolo poligono tutte le misure previste per altri siti regionali.
Perché interessa alla Svizzera del Carso
Biodiversità e habitat: verificare eventuali prescrizioni di tutela e gli effetti sulla pianificazione di iniziative naturalistiche.
Sentieri e turismo sostenibile: confrontare le aree di esercitazione e di temporanea interdizione con itinerari escursionistici e ciclabili.
Patrimonio e rigenerazione: distinguere le aree militari tuttora operative da eventuali beni effettivamente dismessi o disponibili, senza presumere possibilità di riuso.
Verifica operativa proposta: acquisire disciplinare e cartografia riferiti a Monrupino; accertare se il Comune abbia presentato osservazioni; consultare i provvedimenti di sgombero e le limitazioni di accesso pubblicati dalla Regione prima di pianificare attività sul territorio.
Avvertenza: i disciplinari non autorizzano l’accesso alle aree interdette né rendono disponibili gli immobili militari a progetti civici.
Fonti ufficiali: Regione FVG — comunicato del 31 ottobre 2026 · Regione FVG — comunicato del 6 ottobre 2026 · Regione FVG — poligono di Monrupino e provvedimenti di sgombero.
Patrimonio · Rigenerazione · Aggiornamento del 3 novembre 2026
Dalle fortificazioni dismesse alla cultura: il caso dell’Opera 7 di Resia
La Regione Friuli Venezia Giulia ha approvato uno schema di convenzione con il Comune di Resia per il recupero dell’«Opera 7» di Sella Carnizza, ex manufatto militare destinato a diventare uno spazio per la memoria storica e la fruizione culturale. Il caso offre un riferimento concreto per ragionare sul futuro degli immobili militari inutilizzati del Carso, senza implicare che gli stessi finanziamenti siano disponibili per Monrupino.
Il provvedimento
Ente: Regione autonoma Friuli Venezia Giulia, Giunta regionale; Comune di Resia.
Atto: approvazione dello schema di convenzione, comunicata dalla Regione il 1° novembre 2026. Il numero e la data formale della deliberazione non sono riportati nel comunicato istituzionale consultato.
Oggetto: recupero strutturale e funzionale dell’ex fortificazione «Opera 7» a Sella Carnizza, in base alla normativa regionale sulla valorizzazione del patrimonio storico ed etnografico (L.R. 16/2014).
Finanziamento: 350.000 euro regionali, a copertura integrale della spesa preventivata dal Comune di Resia.
Interventi e condizioni
Il progetto comprende restauro conservativo, rimozione delle macerie, messa in sicurezza, adeguamento tecnologico e allestimenti espositivi con pannelli didattici e materiali dedicati alla storia delle fortificazioni di confine. La convenzione prevede il mantenimento della destinazione dell’immobile per almeno cinque anni dalla conclusione dei lavori; la rendicontazione è fissata al 30 giugno 2028 e la scadenza della convenzione al 31 dicembre 2028.
Possibile interesse per La Svizzera del Carso
L’esperienza di Resia può essere studiata come precedente amministrativo di recupero del patrimonio militare dismesso, con possibili collegamenti alle linee progettuali di Karst Energy Commons e REPE!. Per valutare un’applicazione nel territorio di Monrupino–Repentabor occorrerebbe prima identificare gli immobili, accertarne proprietà, disponibilità, vincoli e compatibilità urbanistiche, e avviare un confronto con i soggetti pubblici competenti.
Distinzione essenziale: i 350.000 euro sono assegnati all’intervento di Resia. Non si tratta di un bando aperto per il Carso, né di un finanziamento già concesso a progetti della Svizzera del Carso.
Fonte ufficiale: Regione FVG — «Cultura: Anzil, ok accordo con Comune Resia per recupero Opera 7», 1° novembre 2026.
MONITORAGGIO APPALTI E SPESA PUBBLICA · ATTO DEL 29 OTTOBRE 2026
Centro culturale di Col: aggiudicati i lavori di riqualificazione
La determinazione n. 227 del 29 ottobre 2026 del Comune di Monrupino–Občina Repentabor riguarda i lavori per l’edificio comunale di frazione Col n. 18, già sede della scuola elementare, nell’ambito del Patto Territoriale 2018–2020 dell’UTI Giuliana.
Un investimento per recuperare un edificio pubblico e restituirgli una funzione culturale per il territorio. L’aggiudicazione individua l’impresa incaricata, ma non coincide con l’avvio del cantiere né con la spesa già sostenuta. Presentiamo di seguito i dati principali, le scadenze e gli aspetti da seguire per una lettura trasparente dell’intervento.
Scheda riassuntiva dell’intervento
| Impresa aggiudicataria | CERBONE GIOVANNI & FIGLIO SRL |
|---|---|
| Importo contrattuale netto | € 846.576,98 oltre IVA |
| Contratto con IVA al 22% | € 1.032.823,92 |
| Quadro economico complessivo | € 1.482.400,00 |
| Procedura | Negoziata senza bando |
| Durata lavori | 365 giorni naturali e consecutivi dalla consegna |
| Rendicontazione | Termine prorogato al 31 dicembre 2027 |
| CIG / CUP | BCAD9708AE / H56D18000210002 |
Soggetti e gara
RUP: Roberto Prodan. Supporto al RUP: Gregor Regent. Progettista definitivo ed esecutivo: Roby Paoletic. Secondo la scheda della determinazione, l’offerta di FREGONESE LUIGI S.R.L. RESTAURI E COSTRUZIONI è stata esclusa automaticamente per anomalia; risultano inoltre tra i concorrenti DEA SOCIETÀ COOPERATIVA, C.E.T.I. COSTRUZIONI EDILI TECNOLOGIE IMPIANTI SRL e FRIULANA COSTRUZIONI SRL. L’esclusione per anomalia non costituisce di per sé un accertamento di illecito.
Cronoprogramma finanziario indicato
2026: 40% — € 413.129,57. 2027: 60% — € 619.694,35. Totale: € 1.032.823,92, corrispondente al contratto comprensivo di IVA al 22%. La programmazione non documenta pagamenti già eseguiti.
Da verificare: la scheda dell’atto riferisce un ribasso del 9,44%, mentre un diverso riepilogo di gara riporta il 24,19%; la divergenza richiede confronto con i verbali e gli atti ufficiali. Non viene qui assunto come definitivamente accertato nessuno dei due valori percentuali.
Documenti e controlli successivi
Restano da monitorare la pubblicazione integrale della determinazione e dei verbali, il quadro economico analitico, la stipula contrattuale, il verbale di consegna, gli stati di avanzamento, i pagamenti, eventuali varianti e la rendicontazione entro il 31 dicembre 2027.
Fonti consultabili: Scheda della determinazione n. 227/2026 (dati dichiarati provenienti dall’Albo Pretorio) · Riepilogo dell’esito della gara e rimandi agli atti ufficiali.
Nota metodologica: la scheda riprende fonti terze e i dati della determinazione da esse trascritti. L’originale integrale dell’atto comunale non è stato direttamente consultato in questa verifica. I dati non costituiscono una valutazione di legittimità.
Economia circolare · Aggiornamento del 29 ottobre 2026
Rifiuti verdi: verso nuovi contributi regionali per impianti di recupero
Novità istituzionale del 28 ottobre: la IV Commissione del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia ha esaminato lo schema di regolamento e ha espresso parere favorevole. Il provvedimento deve ora tornare alla Giunta per l’approvazione definitiva: non è ancora un bando aperto.
Riferimenti e importi
Ente: Regione autonoma Friuli Venezia Giulia — IV Commissione consiliare.
Atto: DGR n. 1449/2026, all’ordine del giorno della seduta del 28 ottobre 2026.
Oggetto: regolamento per la concessione di contributi alle imprese per impianti di trattamento dei rifiuti derivanti dalla manutenzione del verde pubblico e privato.
Risorse annunciate: € 100.000 complessivi per il 2026; contributo previsto fino al 50% delle spese ammissibili, con massimo di € 100.000 per intervento.
Requisiti in discussione
Lo schema esaminato contempla nuovi impianti di trattamento con capacità non inferiore a 1.000 tonnellate annue. In Commissione è stata richiesta una revisione della soglia per includere anche piccoli impianti di prossimità: la modifica non risulta ancora definitivamente approvata. Restano necessari autorizzazioni e titoli abilitativi previsti dalla normativa sui rifiuti.
Perché interessa alla Svizzera del Carso
La misura è da seguire nell’ambito di Fernetti Circular Valley: potrebbe contribuire alla fattibilità di una filiera locale per raccolta, recupero e valorizzazione di sfalci, potature e residui vegetali, tramite un’impresa ammissibile e operatori autorizzati. L’effettiva compatibilità dipenderà dal regolamento definitivo, dalla dimensione dell’impianto, dalla localizzazione e dal quadro autorizzativo.
Passo operativo: monitorare l’approvazione definitiva del regolamento, i criteri dimensionali e la successiva apertura delle domande prima di valutare partner imprenditoriali o investimenti.
Fonti istituzionali: Ordine del giorno IV Commissione — 28 ottobre 2026, DGR 1449/2026 · Comunicazione consiliare sull’esito e sulla proposta di modifica · Dettagli su dotazione e intensità del contributo.
Monitoraggio istituzionale · 28 ottobre 2026
Patrimonio, rigenerazione e sostenibilità: quattro opportunità concrete per il Carso
Tre misure di sostegno regionali e una novità normativa da valutare per Monrupino–Repentabor. Questa ricognizione distingue bandi aperti, procedure di candidatura e strumenti urbanistici: non indica finanziamenti già ottenuti né interventi comunali approvati.
1. Dimore e giardini storici · domande dal 2 al 23 novembre 2026
Ente / atto: Regione autonoma Friuli Venezia Giulia, DGR n. 1492 del 16 ottobre 2026. Oggetto: recupero, conservazione e valorizzazione di dimore e giardini storici. Contributo: fino all’80% della spesa ammissibile, entro i massimali di € 250.000 (enti pubblici), € 200.000 (privati, dimore inagibili) o € 150.000 (altri casi privati).
Possibile interesse: censire immobili storici idonei, coinvolgere i proprietari ammissibili e valutare un recupero che coniughi tutela, fruizione culturale e turismo di prossimità. Non è una misura generale per qualsiasi edificio abbandonato.
Fonte ufficiale: bando e documentazione Regione FVG.
2. Opere di arte pubblica · scadenza 19 novembre 2026
Ente / atto: Regione autonoma Friuli Venezia Giulia, avviso «Opere di Arte Pubblica» 2026 (numero della deliberazione da verificare nella documentazione allegata). Oggetto: produzioni artistiche visive e multimediali da collocare in spazi aperti accessibili al pubblico. Dotazione complessiva: € 500.000; contributi da € 25.000 a € 100.000 per progetto. Sono richieste entrate aggiuntive almeno pari al 30% del contributo richiesto.
Possibile interesse: proporre al Comune, unico potenziale soggetto richiedente nel caso prospettato, un intervento contemporaneo legato al paesaggio, alla memoria e ai percorsi del Carso, con artisti, sito individuato e piano di manutenzione. La Svizzera del Carso potrebbe contribuire alla costruzione della proposta, non candidarsi automaticamente come beneficiaria.
Fonte ufficiale: avviso Opere di Arte Pubblica.
3. EcoEventiFVG · schede per il 2027 dal 1° novembre al 15 dicembre 2026
Ente / atti: Regione autonoma Friuli Venezia Giulia, art. 161 della L.R. n. 5 del 9 giugno 2026 e D.P.Reg. n. 90/2026. Oggetto: elenco annuale degli eventi ecosostenibili e contributi agli organizzatori ammissibili. Contributo: 70% della spesa ammissibile, fino a € 20.000 per evento.
Possibile interesse: eventi su biodiversità, patrimonio carsico, prevenzione dei rifiuti ed economia circolare, a condizione che l’organizzatore rientri nelle categorie previste e che l’evento soddisfi i requisiti ambientali. Attenzione: la finestra indicata riguarda l’invio della scheda per l’inserimento nell’elenco 2027, non automaticamente la domanda di rimborso.
Fonte ufficiale: requisiti, elenco e contributi EcoEventiFVG.
4. Riuso temporaneo di immobili inutilizzati · novità normativa
Ente / atto: Regione autonoma Friuli Venezia Giulia, L.R. n. 11 del 16 ottobre 2026, «Riforma del governo del territorio», pubblicata sul BUR, supplemento ordinario n. 30 del 19 ottobre 2026. Oggetto: disciplina urbanistica e strumenti di rigenerazione, con particolare riferimento all’art. 33 sull’utilizzo temporaneo di immobili e aree inutilizzati, dismessi o sottoutilizzati e alla disciplina transitoria dell’art. 48. Finanziamento: non previsto direttamente dalla disposizione.
Possibile interesse: avviare una ricognizione di edifici e spazi pubblici o privati di Monrupino–Repentabor che possano ospitare, previa valutazione comunale, attività culturali, laboratori territoriali, servizi legati al turismo sostenibile o sperimentazioni civiche. Il riuso non è automatico: vanno verificati vincoli, disponibilità del bene, autorizzazioni, condizioni di sicurezza e regime transitorio applicabile.
Fonte ufficiale: BUR FVG, L.R. 11/2026.
Prossimi passi proposti: verificare con proprietari e uffici competenti un primo elenco di immobili storici e sottoutilizzati; valutare con il Comune la fattibilità di un’opera d’arte pubblica; individuare un eventuale soggetto organizzatore ammissibile per EcoEventiFVG. Ogni iniziativa richiede verifica documentale e decisioni dei soggetti competenti.
Nota editoriale: opportunità pubblicate prima del 28 ottobre 2026 e qui raccolte in un unico aggiornamento operativo. Informazioni e scadenze soggette agli atti ufficiali e alle eventuali rettifiche.
UNESCO 2026: la candidatura multinazionale sulle tradizioni dei minatori interessa anche REPE!
Novità da seguire: per il ciclo 2026 del patrimonio culturale immateriale UNESCO sono in esame 64 dossier. Tra questi compare la candidatura multinazionale Saint Barbara’s celebrations and traditions of miners, presentata da Polonia, Austria e Lussemburgo (dossier n. 02256).
La candidatura documenta celebrazioni, pratiche comunitarie, memoria e trasmissione culturale nelle comunità minerarie. Non è ancora un elemento iscritto nella Lista rappresentativa UNESCO: l’esito dipenderà dalla decisione del Comitato nel ciclo 2026.
Perché è rilevante per REPE! e La Svizzera del Carso
Il dossier costituisce un riferimento metodologico concreto per studiare come più Paesi documentino insieme una tradizione connessa al lavoro estrattivo, coinvolgendo portatori del patrimonio e comunità locali.
Per il Carso può ispirare la documentazione delle memorie e delle pratiche culturali legate alla pietra di Repen e alle reti transfrontaliere. Non equivale a un riconoscimento UNESCO della pietra carsica, dei kres o dei tabori, che sono elementi e percorsi distinti.
Prossimo passaggio
30 novembre – 5 dicembre 2026: seguire la sessione del Comitato intergovernativo e la decisione formale sulla candidatura. Solo allora sarà possibile indicare se l’elemento è stato iscritto.
UNESCO · DOSSIER 2026 E DOCUMENTI UFFICIALI →
Fonte primaria: UNESCO, dossier 02256, «Saint Barbara’s celebrations and traditions of miners», candidatura multinazionale Polonia–Austria–Lussemburgo. Stato: in esame, non iscritta alla data di questo aggiornamento.
BEI: 30 miliardi di euro per l’adattamento climatico entro il 2030
La Banca europea per gli investimenti ha presentato la nuova fase del proprio piano per l’adattamento climatico 2026–2030, con l’obiettivo di mettere a disposizione almeno 30 miliardi di euro entro il 2030, raddoppiando il volume di finanziamento rispetto ai cinque anni precedenti.
Il piano riguarda infrastrutture resilienti, sistemi idrici, agricoltura, edifici pubblici, reti energetiche e tecnologie europee per l’adattamento climatico.
Perché interessa il Carso
Per La Svizzera del Carso, il nuovo orientamento BEI è particolarmente rilevante perché riguarda direttamente alcune delle vulnerabilità e delle linee progettuali già individuate sul territorio:
- prevenzione e resilienza rispetto agli incendi;
- siccità e gestione della risorsa idrica;
- accumulo, risparmio e riutilizzo dell’acqua;
- agricoltura resiliente al cambiamento climatico;
- gestione e ripristino degli ecosistemi;
- infrastrutture e reti energetiche più resilienti;
- soluzioni basate sulla natura;
- tecnologie e imprese attive nell’adattamento climatico.
Per il Carso significa che progetti come Carso Carbon & Nature, KARST-SAFE, Living Karst e Karst Energy Commons possono essere letti dentro un quadro europeo nel quale resilienza climatica, gestione del territorio e capacità di prevenzione stanno diventando sempre più centrali.
Dalla vulnerabilità al progetto finanziabile
Un elemento particolarmente interessante del nuovo piano è l’obiettivo della BEI di aiutare amministrazioni pubbliche, imprese e istituzioni finanziarie a trasformare i dati sui rischi climatici in progetti concretamente finanziabili.
È previsto anche ClimateSET, un nuovo strumento digitale sviluppato con Copernicus Climate Change Service per identificare i rischi climatici territoriali e le possibili misure di adattamento.
Prima conoscere il rischio, poi costruire il progetto, infine individuare lo strumento finanziario adatto.
Cosa significa operativamente
Il piano BEI non è un nuovo bando locale aperto oggi e non significa che siano automaticamente disponibili 30 miliardi per singoli Comuni o progetti del Carso.
È però un segnale strategico molto importante: nei prossimi anni una quota crescente della finanza europea sarà orientata verso progetti capaci di dimostrare resilienza climatica, prevenzione, gestione dell’acqua, adattamento dell’agricoltura e protezione degli ecosistemi.
Prossima azione: verificare progressivamente quali strumenti BEI, InvestEU, programmi regionali ed europei possano trasformare le linee progettuali già sviluppate sul Carso in operazioni finanziabili.
Tre aggiornamenti da seguire per il Carso: cammini storici, recupero immobili e proroga del bando sedi associative
1. Cammino europeo della Pace
Regione Friuli Venezia Giulia, PromoTurismoFVG e partner europei hanno sottoscritto il 21 ottobre 2026 a Nova Gorica un memorandum d’intesa nell’ambito di Gov4Peace, con l’obiettivo di sviluppare un Cammino europeo della Pace dedicato ai luoghi della Prima guerra mondiale e di puntare al riconoscimento tra gli Itinerari culturali del Consiglio d’Europa.
Per la Svizzera del Carso è una pista da seguire per collegare Monrupino/Repentabor, Living Karst, REPE! e i percorsi storici transfrontalieri a una rete europea più ampia.
2. 6 milioni di euro per il recupero di immobili esistenti
La DGR n. 1353/2026, con parere favorevole della IV Commissione, prevede una misura per recupero edilizio, restauro, riqualificazione energetica e riutilizzo di immobili privati.
La dotazione iniziale è di 6 milioni di euro, con contributi fino a 1,5 milioni per domanda e investimento minimo di 100.000 euro. La misura è destinata a imprese ammissibili e riguarda soprattutto interventi finalizzati a nuova offerta abitativa in locazione o vendita a condizioni regolate.
Per la Svizzera del Carso può essere interessante in relazione al recupero di edifici inutilizzati o sottoutilizzati nel territorio di Monrupino, attraverso operatori immobiliari o imprese partner.
3. Confermata la proroga del bando per sedi associative
La Regione ha confermato che il bando per acquisto, recupero, ampliamento ed efficientamento di immobili destinati a sedi associative e manifestazioni tradizionali, con contributi fino a 70.000 euro, scade il 29 ottobre 2026 alle ore 16:00.
Le domande devono essere presentate tramite Istanze On Line. La misura resta una delle opportunità più immediate per un eventuale spazio destinato a REPE!, Living Karst, attività culturali e iniziative comunitarie, attraverso un soggetto ammissibile.
REGIONE FVG · COMUNICATI UFFICIALI → BANDO SEDI ASSOCIATIVE →
Tre priorità operative per il Carso
Sedi associative e feste tradizionali FVG: il bando chiude domani, 22 ottobre alle 16:00, con contributi fino a 70.000 euro per interventi su immobili destinati ad attività associative e manifestazioni tradizionali. È una misura particolarmente interessante per spazi comunitari, REPE! e patrimonio locale, ma richiede un soggetto non profit già ammissibile e una progettazione sufficientemente pronta.
Eventi culturali natalizi FVG: scadenza 30 ottobre 2026. Possono candidarsi esclusivamente i Comuni. Per Monrupino e Sgonico può essere una possibilità per integrare nelle iniziative natalizie attività dedicate a memoria, tradizioni, artigianato e patrimonio del Carso.
Sul fronte europeo emergono inoltre due piste Horizon Europe su materiali circolari ed energia rinnovabile nei processi industriali, potenzialmente coerenti con Fernetti Circular Valley, Marmo Repen e Karst Energy Commons. La prossima azione è individuare imprese e partner scientifici con tecnologie già mature e proporre il Carso come territorio dimostrativo.
Priorità immediata: verificare entro domani se esiste una candidatura concreta e già cantierabile sul bando regionale per le sedi associative.
UNESCO e bandi: due aggiornamenti per REPE! e La Svizzera del Carso
Due novità concrete meritano attenzione per REPE! e La Svizzera del Carso: un nuovo bando europeo per residenze culturali transfrontaliere e nuove iscrizioni nel registro nazionale austriaco del patrimonio immateriale.
1. Culture Moves Europe — residenze culturali transfrontaliere
Apertura: 15 ottobre 2026 · Scadenza: 18 gennaio 2027. È aperto il bando Culture Moves Europe – Residency Hosts 2026–2027. Le organizzazioni culturali ammissibili possono ospitare da uno a cinque professionisti internazionali per residenze di 21–90 giorni.
Il sostegno prevede 50 € al giorno per residente destinati all’organizzazione ospitante, 30 € giornalieri per ciascun residente e contributi di viaggio.
Applicazione a REPE!: organizzare nel Carso una residenza internazionale dedicata alla documentazione delle tradizioni locali, alla pietra a secco, alla memoria dei tabori e al patrimonio culturale transfrontaliero, coinvolgendo professionisti italiani, sloveni, croati e austriaci.
Occorrono un soggetto giuridico ammissibile, una struttura di accoglienza, almeno un mentore e un progetto culturale definito.
Bando ufficiale e candidatura — Commissione europea →
2. Austria — sei nuove iscrizioni nel registro nazionale del patrimonio immateriale
Pubblicazione: 17 ottobre 2026. La Commissione austriaca per l’UNESCO ha annunciato sei nuove iscrizioni nel registro nazionale, che raggiunge 188 elementi.
Tra queste figura una tradizione plurisecolare del Salzkammergut: i rituali e le pratiche dei tiratori tradizionali (Feuer- und Scheibenschützenwesen).
Non si tratta di falò rituali come i kres, ma di pratiche comunitarie storiche legate al tiro tradizionale, alla socialità e alla trasmissione intergenerazionale.
Interesse per REPE!: costituisce un precedente nazionale utile per studiare come documentare una tradizione comunitaria, senza però rappresentare un riconoscimento dei tabori o delle tradizioni carsiche. Le iscrizioni sono nazionali, non nuove iscrizioni nella Lista rappresentativa UNESCO internazionale.
Comunicato ufficiale UNESCO Austria del 17 ottobre →
Valutazione e priorità
Priorità operativa: Culture Moves Europe. È una possibilità concreta per costruire una rete di professionisti culturali transfrontalieri e produrre documentazione utile al futuro percorso di valorizzazione di REPE!.
Non risultano, nelle fonti verificate per questo aggiornamento, nuove iscrizioni internazionali specifiche per kres, tabori o pietra a secco.
Fino a 250.000 euro per recuperare dimore e giardini storici
La Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia ha approvato un nuovo bando per il recupero, la conservazione e la valorizzazione di dimore storiche e dei relativi giardini.
Cosa finanzia
La misura riguarda dimore storiche edificate entro il 1800 e sottoposte a tutela, con interventi di recupero, conservazione, manutenzione straordinaria e valorizzazione, compresi i giardini di pertinenza.
Importi
Il contributo può arrivare fino a 250.000 euro per enti pubblici, fino a 200.000 euro per privati ed enti non profit in caso di immobili inagibili e fino a 150.000 euro negli altri casi. La copertura massima è pari all’80% della spesa ammissibile, con un investimento minimo di 50.000 euro.
Scadenze
Le domande potranno essere presentate dal 2 al 23 novembre 2026, esclusivamente tramite PEC.
Perché interessa la Svizzera del Carso
La misura merita una verifica per eventuali progetti di recupero del patrimonio architettonico di Monrupino/Repentabor, collegati a REPE!, Living Karst e al turismo culturale sostenibile.
Il Tabor e altri immobili storici del territorio possono rappresentare casi interessanti, ma l’ammissibilità richiede di verificare con precisione vincolo di tutela, qualificazione del bene, datazione e titolarità dell’immobile.
Prossimo passo: individuare con il Comune e gli eventuali proprietari uno o più immobili potenzialmente ammissibili e verificare subito i requisiti prima dell’apertura della finestra.
ULTIMO AGGIORNAMENTO · 15 OTTOBRE 2026
KARST-SAFE: gestione del territorio, pascolo e prevenzione incendi
Il 14 ottobre 2026 il Comune di Sežana ha pubblicato un aggiornamento sui risultati di quattro progetti transfrontalieri presentati alla Barcolana: KARST-SAFE, FIRESAFENET, CROSS ALERT e KARST FIREWALL 5.0.
Tra questi, KARST-SAFE presenta elementi particolarmente interessanti per il Carso: recupero di superfici destinate al pascolo, sistemazione di strade forestali, pianificazione digitale delle fasce antincendio attorno ai villaggi e individuazione delle risorse idriche utilizzabili per lo spegnimento.
Convergenze con le proposte della Svizzera del Carso
Per SVICA KRASA / SVIZZERA DEL CARSO, questi risultati dialogano con alcune linee già sviluppate sul territorio: Carso Carbon & Nature, gestione comunitaria attraverso comunelle / srenje, cura del paesaggio e valorizzazione sostenibile della biomassa derivante dagli interventi di gestione.
L’aspetto più interessante è operativo: alcune soluzioni sono già state sperimentate sul territorio e possono quindi costituire riferimenti concreti per future proposte dedicate alla resilienza del Carso.
Precisazione: KARST-SAFE è un progetto distinto da KRAS–CARSO II e non emerge alcun coinvolgimento formale della Svizzera del Carso.
Da seguire: eventuali trasferimenti di queste pratiche ad altri Comuni del Carso, compreso Monrupino–Repentabor, e possibili collegamenti con il futuro assetto transfrontaliero del Geoparco.
Turismo accessibile: 80.000 euro per progetti promossi da associazioni
La Giunta regionale del Friuli Venezia Giulia ha approvato le linee di indirizzo per la concessione, tramite PromoTurismoFVG, di contributi straordinari destinati a iniziative di turismo accessibile nell’ambito del progetto “Friuli Venezia Giulia – Una Regione per tutti”.
Importi e beneficiari
La misura mette a disposizione complessivamente 80.000 euro a favore di associazioni senza scopo di lucro. Il contributo potrà arrivare fino a 20.000 euro per ciascun beneficiario e sarà assegnato tramite procedura valutativa a graduatoria.
Cosa può finanziare
Sono previste spese per comunicazione e promozione, organizzazione di eventi, servizi, attrezzature, trasporti e assistenza, purché coerenti con l’obiettivo di rendere l’offerta turistica regionale più accessibile e inclusiva.
Perché interessa la Svizzera del Carso
La misura può sostenere un progetto di turismo culturale e naturalistico accessibile collegato a REPE!, Living Karst e al patrimonio storico e paesaggistico di Monrupino/Repentabor.
Una possibile applicazione potrebbe comprendere itinerari accessibili, materiali informativi inclusivi, visite guidate, trasporti dedicati e attività di valorizzazione del Carso, sviluppati attraverso un’associazione in possesso dei requisiti.
Stato della misura: sono state approvate le linee di indirizzo. Non risulta ancora pubblicata la finestra operativa per la presentazione delle domande, quindi sarà importante seguire i successivi provvedimenti di PromoTurismoFVG.
REGIONE FVG · COMUNICATO UFFICIALE → UNA REGIONE PER TUTTI →
TRASPARENZA · 10 OTTOBRE 2026
ABBIAMO VINTO UNA BATTAGLIA. IL MASSO SI È APERTO. GRAZIE, NONNO.
Il Comune di Monrupino–Repentabor rende consultabili i dati sui pagamenti del 2025 e del primo semestre 2026: documenti, cronologia, OIV e la storia della cava di Repen.
LEGGI LA NUOVA PAGINA DEDICATA → · CAPITOLO III — IL MASSO DI MARMO DI REPEN →
Monrupino–Repentabor: pubblicato lo Scadenzario degli obblighi amministrativi
Nuova pubblicazione del 9 ottobre 2026. Nella sezione Amministrazione Trasparente del Comune risulta pubblicato lo Scadenzario degli obblighi amministrativi, con allegato in formato XML e aggiornamento indicato alle ore 16:17.
La sezione riporta che non sono presenti nuovi obblighi amministrativi per cittadini e imprese. Si segnala dunque la pubblicazione documentale, non l’introduzione di nuovi adempimenti né una variazione dei conti comunali.
Fonte: Comune di Monrupino–Repentabor. Il collegamento conduce al portale istituzionale; il collegamento permanente al singolo documento non è stato verificato.
Manovra FVG: 27,8 milioni aggiuntivi, con 10 milioni per il recupero di Trieste Campo Marzio
La Giunta regionale del Friuli Venezia Giulia ha approvato nuovi emendamenti al DDL n. 95/2026 – Misure finanziarie multisettoriali 2026, destinando ulteriori 27,8 milioni di euro a interventi in più settori.
Le misure più interessanti
10 milioni di euro sono destinati alla Fondazione FS per il recupero e la rifunzionalizzazione museale della stazione ferroviaria di Trieste Campo Marzio. È prevista una convenzione che consentirà alla Regione di utilizzare gli spazi recuperati per iniziative istituzionali e culturali.
Sono inoltre previsti 5 milioni complessivi per cultura e sport, anche per ulteriori scorrimenti delle graduatorie dei contributi già operativi, oltre a 8 milioni per incentivi alle attività economiche attraverso CAT e CATA e 7 milioni per il Fondo di rotazione in agricoltura.
Perché interessa la Svizzera del Carso
Il recupero di Campo Marzio può diventare un nodo interessante tra patrimonio storico, turismo culturale, mobilità e valorizzazione territoriale. La futura convenzione sull’uso degli spazi merita particolare attenzione per possibili iniziative e collaborazioni legate a REPE!, Living Karst e alla narrazione del Carso.
Le ulteriori risorse per cultura e attività economiche possono inoltre creare margini per progetti già candidati, scorrimenti di graduatoria e nuove opportunità per operatori locali ammissibili.
Attenzione: non si tratta ancora di un nuovo bando aperto. Gli stanziamenti sono contenuti negli emendamenti al DDL 95/2026 e devono completare l’iter di approvazione in Consiglio regionale.
Art Bonus FVG: nuove risorse previste per sostenere cultura e patrimonio
Nel quadro del DDL n. 95/2026 – Misure finanziarie multisettoriali 2026, attualmente in corso di esame in Consiglio regionale, sono previste nuove risorse per il sistema culturale regionale, tra cui un incremento di 250.000 euro destinato all’Art Bonus FVG.
Perché è interessante per la Svizzera del Carso
L’Art Bonus FVG può diventare uno strumento utile per sostenere progetti legati a REPE!, Living Karst, memoria storica, patrimonio culturale, divulgazione e valorizzazione del territorio carsico, attraverso il coinvolgimento di mecenati privati e soggetti promotori ammissibili.
Il meccanismo non è un contributo diretto al progetto: il sostegno avviene attraverso un credito d’imposta riconosciuto ai soggetti che effettuano erogazioni liberali a favore di progetti culturali e di valorizzazione del patrimonio.
La finestra 2026 è ancora aperta
Per l’edizione 2026, le domande dei beneficiari del credito d’imposta possono essere presentate fino alle ore 16:00 del 30 ottobre 2026. Tra i soggetti promotori ammessi figurano Comuni, soggetti pubblici, soggetti privati senza scopo di lucro e cooperative con finalità culturali o di valorizzazione del patrimonio.
Nota: l’incremento di 250.000 euro è previsto nel DDL 95/2026 e resta subordinato all’approvazione definitiva della manovra; non costituisce una nuova finestra autonoma di bando.
Nuovo bando FVG per ricostruzione e divulgazione storica: opportunità per Tabor e REPE!
La Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia ha pubblicato l’avviso operativo collegato alla DGR n. 1382/2026, dedicato alla realizzazione di abiti e beni mobili per associazioni di ricostruzione e divulgazione storica.
Cosa finanzia
Il bando sostiene abiti, accessori, arredi, manufatti, strumenti musicali, attrezzature e altri beni mobili filologicamente riferibili al periodo storico ricostruito.
Importi e scadenze
La dotazione complessiva è di 100.000 euro. Ogni domanda può richiedere un contributo compreso tra 2.500 e 10.000 euro. Le domande aprono alle ore 9:00 del 13 ottobre 2026 e chiudono alle ore 16:00 del 4 novembre 2026.
Perché interessa la Svizzera del Carso
La misura può diventare uno strumento concreto per sviluppare una componente di living history legata al Tabor, alla storia di Repen/Repentabor e alle tradizioni storiche del Carso, finanziando costumi, arredi e materiali utilizzabili in attività pubbliche, didattiche e di divulgazione collegate a REPE!.
Il requisito decisivo
Il beneficiario deve essere un’associazione senza fini di lucro di ricostruzione o divulgazione storica con sede in Friuli Venezia Giulia, costituita da almeno un anno e che abbia partecipato negli ultimi cinque anni ad almeno una rievocazione storica.
Per la Svizzera del Carso la strada più immediata è verificare la disponibilità di un partner associativo locale già in possesso dei requisiti, così da costruire una candidatura coerente con il percorso Tabor / REPE!.
REGIONE FVG · BANDO E REQUISITI → AVVISO DEL 7 OTTOBRE 2026 →
Due scadenze operative: energia e crediti di carbonio
Il monitoraggio evidenzia due aggiornamenti materiali per La Svizzera del Carso: una scadenza immediata sul fronte energia e una nuova opportunità collegata ad agricoltura sostenibile e crediti di carbonio.
FER nelle ex aree militari FVG
Scadenza: 6 ottobre 2026. L’avviso regionale riguarda proposte private di partenariato finalizzate alla realizzazione di impianti fotovoltaici nelle ex caserme comunali.
Soggetti ammissibili: operatori economici interessati a formule di partnership / finanza di progetto.
Pertinenza: altissima per Karst Energy Commons, in particolare rispetto alla ex Caserma Dardi e al tema della rigenerazione energetica delle ex aree militari del Carso.
Prossima azione: verificare con il Comune di Sgonico e con la Regione se sia stata depositata una proposta sulla Dardi e, in caso positivo, identificare l’operatore proponente per aprire un confronto sul concept territoriale.
Programma Valore Agricoltura FVG · Bando J “Crediti di carbonio”
Scadenza: 7 ottobre 2026. Il bando sostiene progetti di certificazione dei crediti di carbonio derivanti da pratiche agricole sostenibili.
Soggetti ammissibili: PMI agricole con unità operativa in Friuli Venezia Giulia, reti o ATI di imprese agricole e cooperative agricole regionali.
Cosa finanzia: consulenze specialistiche, studi di fattibilità, analisi, rilievi, campionamenti, validazione, verifica e certificazione dei crediti.
Pertinenza: molto alta per i filoni carbonio, biodiversità, agricoltura sostenibile e Carso Carbon & Nature.
Prossima azione: individuare aziende agricole carsiche interessate, verificare superfici e fascicolo aziendale e valutare il ruolo del laboratorio come soggetto di concept e coordinamento.
Nessun nuovo aggiornamento materiale, in quel controllo, sulle call Interreg Italia–Slovenia rispetto al precedente monitoraggio.
Aggiornamenti
Novità operative, opportunità di finanziamento e avanzamenti dei progetti raccolti in un unico punto. Questa pagina verrà ampliata ogni volta che pubblicheremo un nuovo aggiornamento.
Dal Carso all’Euro-MED: si aprono nuove piste di partenariato
Il monitoraggio di oggi porta una novità concreta sul fronte europeo: la Call 8 di Interreg Euro-MED non è più soltanto una finestra da osservare, ma una possibilità da agganciare attraverso consorzi già in costruzione. Nelle ultime ore sono emerse due ricerche partner particolarmente vicine ai temi della Svizzera del Carso: una dedicata a restauro post-incendio, biodiversità e resilienza climatica, l’altra a rigenerazione di aree inutilizzate, agricoltura periurbana, suolo e living lab.
La call chiude il 13 novembre 2026 alle 13:00 e richiede partenariati di almeno cinque Paesi dell’area Euro-MED. Per il laboratorio il punto non è candidarsi da soli, ma proporre il Carso/Kras come territorio pilota: ex aree militari, superfici degradate, biodiversità, gestione del paesaggio, rischio incendi e coinvolgimento delle comunità locali possono entrare in un’unica proposta territoriale.
La prossima mossa è semplice: preparare una scheda di una pagina con un sito pilota, un soggetto pubblico o gestore del terreno, due o tre attività testabili e il valore aggiunto transfrontaliero. Domani, 8 ottobre alle 09:30, il Programma tiene inoltre un Technical Meeting online sulla Call 8: un passaggio utile per verificare requisiti e impostazione del progetto.
Due scadenze si chiudono oggi
Crediti di carbonio FVG. Scade oggi, 7 ottobre, il Bando J di Valore Agricoltura, rivolto a PMI agricole, reti/ATI e cooperative agricole regionali. Finanzia attività di analisi, monitoraggio, validazione e certificazione dei crediti di carbonio. Per il Carso è un possibile banco di prova per Carso Carbon & Nature, ma solo se esiste già un’azienda agricola pronta a candidarsi.
Segnaletica bilingue. Sempre oggi chiude la misura regionale destinata ai Comuni per la segnaletica d’ingresso ai centri abitati, anche nelle lingue minoritarie. Per Monrupino/Repentabor, Repen e Col/Zolla è una piccola misura finanziaria ma un segnale importante sul piano dell’identità territoriale e della toponomastica.
Il punto: mentre alcune finestre locali si chiudono, la priorità si sposta sulla capacità di entrare in reti europee già attive. Per La Svizzera del Carso significa arrivare ai consorzi non con un’idea generica, ma con un territorio, un problema concreto e un pilota già leggibile.
Nuovo bando FVG per ricostruzione e divulgazione storica: opportunità per Tabor e REPE!
La Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia ha pubblicato l’avviso operativo collegato alla DGR n. 1382/2026, dedicato alla realizzazione di abiti e beni mobili per associazioni di ricostruzione e divulgazione storica.
Cosa finanzia
Il bando sostiene abiti, accessori, arredi, manufatti, strumenti musicali, attrezzature e altri beni mobili filologicamente riferibili al periodo storico ricostruito.
Importi e scadenze
La dotazione complessiva è di 100.000 euro. Ogni domanda può richiedere un contributo compreso tra 2.500 e 10.000 euro. Le domande aprono alle ore 9:00 del 13 ottobre 2026 e chiudono alle ore 16:00 del 4 novembre 2026.
Perché interessa la Svizzera del Carso
La misura può diventare uno strumento concreto per sviluppare una componente di living history legata al Tabor, alla storia di Repen/Repentabor e alle tradizioni storiche del Carso, finanziando costumi, arredi e materiali utilizzabili in attività pubbliche, didattiche e di divulgazione collegate a REPE!.
Il requisito decisivo
Il beneficiario deve essere un’associazione senza fini di lucro di ricostruzione o divulgazione storica con sede in Friuli Venezia Giulia, costituita da almeno un anno e che abbia partecipato negli ultimi cinque anni ad almeno una rievocazione storica.
Per la Svizzera del Carso la strada più immediata è quindi verificare la disponibilità di un partner associativo locale già in possesso dei requisiti, così da costruire una candidatura coerente con il percorso Tabor / REPE!.
Nuove regole per i contributi regionali alla valorizzazione del territorio
Il Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia ha aggiornato il regolamento per i contributi destinati a iniziative di valorizzazione del territorio sotto il profilo storico, culturale, scientifico, ambientale, turistico, del folklore e delle tradizioni popolari.
L’atto
Deliberazione dell’Ufficio di Presidenza n. 277 del 30 settembre 2026. La modifica introduce due elementi operativi di particolare interesse.
Le organizzazioni con un unico codice fiscale ma articolate in sezioni territoriali stabili possono presentare una domanda per ciascuna sezione regionale. Inoltre, un progetto già candidato ad altri contributi regionali può accedere a questa misura quando sia ormai definitivamente esclusa la possibilità di ottenere il precedente finanziamento.
Importi e finestra 2026
La Delibera 277 modifica il regolamento e non introduce uno stanziamento autonomo. Per la misura 2026, la pagina ufficiale del Consiglio regionale indica contributi da 1.000 a 7.000 euro per iniziativa, fino all’80% della spesa ammissibile, con una dotazione indicata di 3 milioni di euro. Il procedimento è valutativo a sportello.
Per le iniziative previste nei mesi di novembre e dicembre, la finestra 2026 resta aperta fino alle ore 16:00 del 31 ottobre 2026.
Perché interessa la Svizzera del Carso
È uno strumento particolarmente adatto a iniziative snelle e rapidamente cantierabili su patrimonio culturale, memoria e divulgazione, biodiversità, turismo culturale, tradizioni del Carso e attività pubbliche REPE! / Living Karst, soprattutto attraverso un’associazione, una fondazione o altro soggetto non profit ammissibile.
La modifica è utile anche in termini di strategia finanziaria: consente di recuperare progetti validi rimasti senza copertura su altri bandi regionali, evitando di perdere lavoro progettuale già sviluppato.
Attenzione all’ammissibilità: per la misura 2026 gli enti pubblici e le società di capitali non risultano beneficiari diretti. La candidatura va quindi costruita attraverso un soggetto non profit in possesso dei requisiti previsti.
Ottobre si apre con una finestra concreta per il Carso
Per La Svizzera del Carso i prossimi giorni concentrano alcune opportunità che meritano attenzione immediata. Non si tratta di inseguire ogni bando disponibile, ma di capire quali strumenti possono trasformarsi in progetti reali per patrimonio, cultura, memoria e sviluppo territoriale.
Da lunedì 5 ottobre si aprono due importanti misure della Regione Friuli Venezia Giulia dedicate alle infrastrutture culturali.
La prima riguarda gli investimenti nei musei pubblici e privati, con contributi che possono arrivare fino a 225.000 euro per gli enti pubblici e 175.000 euro per i soggetti privati. Per il Carso potrebbe rappresentare una possibilità interessante per progetti collegati alla memoria del territorio, alla divulgazione e alla costruzione di nuovi spazi interpretativi.
Nello stesso giorno si apre anche la misura dedicata alle biblioteche comunali, con finanziamenti fino a 300.000 euro per interventi di recupero, ampliamento, ristrutturazione e adeguamento. Una biblioteca può essere molto più di un luogo di conservazione: può diventare infrastruttura per archivi, memoria orale, documentazione digitale e attività culturali.
Toponomastica e identità bilingue
Il 7 ottobre termina il bando regionale destinato ai Comuni per la realizzazione della segnaletica di ingresso ai centri abitati anche nelle lingue minoritarie.
Per un territorio come Monrupino–Repentabor, dove la presenza della lingua slovena è parte integrante dell’identità locale, si tratta di una misura piccola dal punto di vista finanziario ma significativa dal punto di vista culturale.
La toponomastica non è soltanto segnaletica. È anche memoria, riconoscimento e racconto pubblico del territorio.
Una pista nuova: archeologia e patrimonio del Carso
Tra le opportunità da approfondire emerge inoltre il finanziamento regionale per campagne di ricerca archeologica, con scadenza il 30 ottobre.
La misura può sostenere Comuni e associazioni impegnati in ricerche già autorizzate, includendo anche attività di pubblicazione e divulgazione.
Per La Svizzera del Carso il tema è particolarmente interessante in relazione ai tabor, agli insediamenti storici e alla ricostruzione della memoria territoriale.
Non significa inventare oggi una campagna archeologica per partecipare a un bando. Significa capire se esistono già ricerche, studiosi, associazioni e progetti con cui costruire una collaborazione futura.
Il principio rimane lo stesso
Il Carso non ha bisogno di adattare le proprie idee ai bandi. Ha bisogno di arrivare ai bandi con idee già mature.
Musei, biblioteche, toponomastica, archeologia, energia e cooperazione europea possono diventare strumenti diversi di una stessa strategia: costruire conoscenza, rafforzare l’identità del territorio e trasformare patrimonio e ricerca in opportunità concrete.
La prossima fase sarà quindi soprattutto operativa: individuare i soggetti ammissibili, verificare i progetti già esistenti e costruire per tempo le partnership necessarie.
Perché il vantaggio non sta nel conoscere un bando. Sta nell’essere pronti quando si apre.
UNESCO: un’occasione concreta per REPE! e il patrimonio vivente del Carso
Si apre una possibilità concreta per portare REPE! e la Svizzera del Carso all’interno della rete internazionale dedicata al patrimonio culturale immateriale.
Il 17 ottobre 2026 si celebra la terza Giornata internazionale del Patrimonio Culturale Immateriale UNESCO. L’UNESCO invita comunità, istituzioni culturali, organizzazioni non governative e altri soggetti impegnati nell’attuazione della Convenzione del 2003 a organizzare iniziative durante tutto il mese di ottobre e a segnalarle attraverso il formulario internazionale.
Le attività presentate possono essere pubblicate nella pagina mondiale dedicata alla Giornata e possono essere ammesse all’utilizzo dello specifico logo “In support of the International Day of the Intangible Cultural Heritage”, secondo le condizioni stabilite dall’UNESCO.
La proposta per REPE!
Questa finestra offre a REPE! un’opportunità immediata: organizzare nel Carso, durante ottobre, un’iniziativa dedicata al patrimonio vivente transfrontaliero e sottoporla al calendario UNESCO.
Il programma potrebbe mettere in relazione alcuni dei temi sui quali REPE! sta già lavorando:
kres e tradizioni comunitarie del fuoco; comunelle e srenje; costruzione e manutenzione in pietra a secco; tabori e luoghi storici comunitari; gestione collettiva del territorio; trasmissione intergenerazionale dei saperi; rapporti tra comunità italiane, slovene, croate e austriache.
La formula potrebbe essere quella di una giornata di incontri, testimonianze, dimostrazioni e visite sul territorio, coinvolgendo direttamente i portatori delle pratiche, le comunità locali e partner transfrontalieri.
L’obiettivo non sarebbe presentare immediatamente una candidatura UNESCO, ma utilizzare la Giornata internazionale per documentare, mettere in rete e rendere visibile un patrimonio culturale comune, creando nel contempo una base per futuri percorsi di salvaguardia e candidature multinazionali.
Un precedente molto vicino: la pietra a secco
Il calendario internazionale UNESCO del 17 ottobre contiene già un’iniziativa particolarmente significativa per il Carso: a Besançon, in Francia, è prevista la giornata “Pierre sèche et cabordes, ou comment technique et tradition s’inscrivent au patrimoine culturel immatériel de l’UNESCO”, dedicata precisamente alla relazione tra pietra a secco, tecniche tradizionali e patrimonio culturale immateriale.
È un segnale interessante perché dimostra come la Giornata UNESCO possa essere utilizzata per raccontare non soltanto feste e tradizioni, ma anche tecniche costruttive, paesaggio culturale e trasmissione dei saperi: temi centrali anche per il Carso.
Austria: preparare già il 2027
Sul fronte delle procedure nazionali, la Commissione Austriaca per l’UNESCO ha comunicato una modifica importante: nel 2027 ci sarà una sola scadenza per presentare candidature al Registro nazionale del patrimonio culturale immateriale, il 15 giugno 2027.
La procedura richiede, tra l’altro, documentazione della pratica, fotografie dell’attività effettivamente esercitata, lettere di accompagnamento di esperti esterni e dichiarazioni di consenso dei soggetti coinvolti nella comunità.
Per REPE! questo significa che un eventuale coinvolgimento di comunità o portatori austriaci in un percorso collegato alla pietra a secco o ad altre pratiche culturali condivise deve essere preparato con largo anticipo.
La priorità adesso
La possibilità più immediata è quindi costruire una iniziativa REPE! per ottobre 2026 e sottoporla all’UNESCO nell’ambito della Giornata internazionale del Patrimonio Culturale Immateriale.
Potrebbe essere il primo passo visibile di una rete dedicata al patrimonio vivente del Carso transfrontaliero, collegando pratiche, comunità e territori oggi separati dai confini nazionali ma appartenenti allo stesso paesaggio culturale.
UNESCO · GIORNATA INTERNAZIONALE →
Nuove opportunità per il Carso: patrimonio, biodiversità, competenze verdi e innovazione
Il monitoraggio di oggi evidenzia alcune nuove opportunità di interesse per La Svizzera del Carso, con particolare attenzione a patrimonio culturale, biodiversità, transizione verde, digitalizzazione ed economia circolare.
Horizon Europe · diversità linguistica e patrimonio culturale
La call dedicata alla salvaguardia della diversità linguistica in Europa è particolarmente coerente con il lavoro sul Carso/Kras bilingue, sulla lingua slovena, sulla memoria orale e sul patrimonio culturale immateriale.
Per il laboratorio il collegamento più interessante riguarda Living Karst / Carso Vivo, che può diventare una base per future collaborazioni con università, istituti di ricerca e partner sloveni ed europei.
Horizon Europe · competenze per la transizione verde
Un secondo filone riguarda lo sviluppo di competenze per la transizione verde: agricoltura sostenibile, energia, costruzioni, natura e adattamento climatico.
Per il Carso può diventare una linea dedicata alle Karst Green Skills, mettendo in relazione saperi tradizionali e nuove competenze: pietra a secco, gestione del paesaggio, agricoltura, biodiversità, costruzione sostenibile e adattamento climatico.
Digital Europe / MIMIT · dati e compliance normativa
Una nuova misura collegata al programma Digital Europe apre opportunità sull’utilizzo dei dati e delle tecnologie digitali per facilitare la conformità normativa.
Per La Svizzera del Carso il tema è interessante soprattutto per tracciabilità dei materiali, Digital Product Passport, dati ambientali, economia circolare e filiere della pietra, con possibili sviluppi collegati a Marmo Repen e Fernetti Circular Valley.
Prossimo passo: individuare consorzi europei già in preparazione ai quali proporre il Carso come territorio o filiera pilota.
Biodiversa+ · BiodivFuture 2026–2027
Tra le opportunità più interessanti emerge la call BiodivFuture, dedicata alle trasformazioni future degli ecosistemi e alle loro conseguenze socio-ecologiche.
Il tema è fortemente coerente con il Carso: biodiversità, espansione del bosco e trasformazione della landa carsica, cambiamento climatico, gestione collettiva del territorio, Comunelle / srenje e rapporti tra dinamiche ecologiche e comunità locali.
Prossimo passo: verificare collaborazioni con università e istituti di ricerca sloveni e proporre il Carso/Kras come laboratorio transfrontaliero per lo studio dei cambiamenti socio-ecologici.
Le linee che stanno emergendo
Living Karst / Carso Vivo per patrimonio culturale immateriale, lingua, memoria e comunità.
Karst Green Skills per collegare conoscenze tradizionali, formazione e transizione verde.
Carso/Kras Living Lab per biodiversità, paesaggio e ricerca transfrontaliera.
Fernetti Circular Valley e Marmo Repen per economia circolare, materiali, dati e tracciabilità.
L’obiettivo non è inseguire ogni singolo bando, ma individuare con anticipo gli strumenti più coerenti e costruire progetti solidi, partenariati adeguati e casi pilota realmente radicati nel territorio.
REPE!: dal Carso all’Europa, passo dopo passo
REPE! continua a crescere.
Nelle ultime settimane abbiamo iniziato a studiare in modo sistematico le opportunità di finanziamento disponibili in Friuli Venezia Giulia, in Italia e nell’Unione europea per progetti dedicati al patrimonio culturale, alle tradizioni locali, alla ricerca e alla cooperazione transfrontaliera.
Non abbiamo ancora ottenuto finanziamenti.
Ed è importante dirlo chiaramente.
Questa è la fase in cui si costruiscono il progetto, le collaborazioni e le condizioni necessarie per poter presentare, in futuro, candidature credibili.
Un primo livello: il territorio
Per la fase iniziale di REPE! stiamo approfondendo soprattutto strumenti vicini al territorio.
Tra questi c’è l’Art Bonus FVG, che può favorire il sostegno di privati e imprese a progetti culturali attraverso un credito d’imposta, e le opportunità offerte dalla Fondazione CRTrieste per iniziative culturali, ambientali, scientifiche e di sviluppo del territorio.
Esistono inoltre contributi regionali dedicati alla valorizzazione storica e culturale, al folklore e alle tradizioni popolari.
Per accedere a diversi di questi strumenti servirà però una struttura organizzativa adeguata e, in alcuni casi, un soggetto non profit già costituito.
Anche questo fa parte del lavoro da fare.
REPE! guarda oltre il confine
Il Carso non termina alla frontiera.
Per questo la dimensione italiana e slovena rimane uno degli elementi centrali del progetto.
Continuiamo a monitorare le opportunità offerte da Interreg Italia–Slovenia, in particolare per progetti che possano collegare patrimonio, comunità, memoria, giovani, turismo culturale sostenibile e cooperazione tra territori.
Al momento non vogliamo forzare REPE! dentro un bando semplicemente perché esiste.
Aspetteremo l’opportunità adatta.
Una possibilità europea molto interessante
Guardando più avanti, abbiamo individuato nel programma Horizon Europe 2027 un tema particolarmente vicino alla filosofia di REPE!: la salvaguardia e la trasmissione del patrimonio culturale immateriale.
Il programma europeo mette al centro temi come la trasmissione delle conoscenze tra generazioni, il coinvolgimento dei giovani, le tradizioni orali e le pratiche comunitarie, la partecipazione delle comunità che custodiscono il patrimonio, gli strumenti digitali e la relazione tra patrimonio culturale e biodiversità.
Sono temi che dialogano direttamente con alcune delle domande da cui REPE! è nato.
La novità interessante è che in Europa stanno già iniziando a formarsi i primi partenariati in vista del bando 2027.
Questo apre una possibilità concreta: non immaginare REPE! come capofila di un grande progetto europeo, ma come caso territoriale del Carso all’interno di una rete di università, centri di ricerca, comunità e istituzioni culturali europee.
Dal piccolo al grande
Il percorso che immaginiamo rimane volutamente graduale:
REPE! → territorio → Carso italiano e sloveno → rete europea.
Prima vogliamo documentare.
Poi coinvolgere.
Poi costruire collaborazioni.
E soltanto dopo cercare risorse più importanti.
La dimensione europea non deve servire a rendere REPE! “più grande”.
Deve servire a capire se una piccola esperienza nata a Repen può dialogare con altre comunità europee che stanno cercando di preservare e trasmettere il proprio patrimonio culturale.
Nessuna corsa ai finanziamenti
Un principio rimane fermo:
non costruiremo REPE! intorno ai bandi. Cercheremo i bandi adatti a REPE!.
Alcune opportunità che stiamo studiando probabilmente verranno scartate.
Altre richiederanno partner che ancora non abbiamo.
Altre ancora potranno diventare interessanti soltanto tra uno o due anni.
Racconteremo anche questo percorso.
Perché trovare un finanziamento non è il risultato finale.
È soltanto uno degli strumenti necessari per trasformare ricerca, memoria e partecipazione in qualcosa di concreto.
Prima il progetto.
Poi le persone.
Poi i partner.
Poi le risorse.
E vedremo fin dove riuscirà ad arrivare una piccola repa partita dal Carso. 🥕🐾
AGGIORNAMENTO · 15 SETTEMBRE 2026 · BIODIVERSITÀ E RICERCA
CARSO ReVALUE
Trasformare una specie invasiva da costo ambientale a motore di ripristino, ricerca e bioeconomia circolare
Il 14 settembre 2026 Il Piccolo ha segnalato una nuova estesa presenza di ailanto nell’area delle Forcate, a Monfalcone. La notizia riporta al centro del dibattito la gestione delle specie invasive nel Carso. In questo contesto La Svizzera del Carso presenta CARSO ReVALUE, una proposta attualmente in fase di concept e strutturazione.
Riferimento: Elena Placitelli, Il Piccolo, 14 settembre 2026 — Il Carso infestato dall’ailanto: una nuova distesa con migliaia di piante a Monfalcone (articolo riservato agli abbonati). Il riferimento riguarda il contesto territoriale; CARSO ReVALUE è la proposta della Svizzera del Carso.
Un’iniziativa della Svizzera del Carso per costruire un nuovo modello europeo di eradicazione, neutralizzazione, ripristino ecologico e valorizzazione controllata della biomassa derivante dalla gestione di Ailanthus altissima.
Dove altri vedono soltanto una specie invasiva e un costo crescente di gestione, noi vediamo la possibilità di costruire una soluzione.
Non una nuova economia fondata sull’ailanto.
Una nuova economia fondata sulla sua eliminazione.
Eradicare. Neutralizzare. Valorizzare. Ripristinare.
UN PROBLEMA AMBIENTALE. UNA POSSIBILE SOLUZIONE ECONOMICA.
Ailanthus altissima, comunemente noto come ailanto o albero del paradiso, è una specie esotica invasiva di rilevanza unionale.
Nel Friuli Venezia Giulia è classificata come invasiva ed è particolarmente presente anche nelle aree più calde del Carso, dove può espandersi rapidamente e competere con la vegetazione autoctona.
CARSO ReVALUE parte da un principio semplice:
la specie deve essere eliminata o controllata.
Ma la biomassa prodotta dagli interventi di gestione non deve necessariamente essere considerata soltanto un costo.
Una volta raccolta, neutralizzata, tracciata e gestita nel pieno rispetto delle autorizzazioni applicabili, può diventare oggetto di ricerca e sperimentazione industriale.
L’obiettivo è quindi trasformare:
un costo di bonifica
in
ripristino ambientale + ricerca + innovazione + potenziale valore economico.
NON VOGLIAMO CREARE UN’ECONOMIA DELL’AILANTO
Vogliamo creare un’economia della sua scomparsa.
CARSO ReVALUE non prevede:
coltivazione dell’ailanto;
nuove piantagioni;
propagazione;
diffusione intenzionale;
approvvigionamento da coltivazioni dedicate.
Il valore economico deve esistere solo come conseguenza della rimozione della specie.
La biomassa non giustifica la permanenza dell’ailanto.
È l’eliminazione dell’ailanto a generare la biomassa.
ZERO SPREAD PRINCIPLE
Zero cultivation
Zero propagation
Zero intentional spread
Full traceability
Controlled neutralisation
Environmental restoration first
Ogni lotto dovrà essere riconducibile all’intervento di provenienza.
Semi e parti potenzialmente riproduttive dovranno essere gestiti secondo protocolli specifici.
Il trasporto di materiale vitale dovrà essere minimizzato.
Il progetto dovrà privilegiare, ove tecnicamente possibile, neutralizzazione e trattamento in prossimità dell’area di intervento.
REGULATORY PATHWAY
Una soluzione costruita dentro il quadro europeo sulle specie invasive
CARSO ReVALUE nasce dalla conformità normativa, non dall’aggiramento della normativa.
Ailanthus altissima è soggetta alle limitazioni previste dalla disciplina europea sulle specie esotiche invasive.
Il progetto intende quindi verificare e strutturare le attività di gestione e possibile valorizzazione all’interno del Regolamento (UE) n. 1143/2014, della normativa nazionale di attuazione e delle disposizioni regionali applicabili.
Un elemento centrale da approfondire è l’articolo 19, paragrafo 2, del Regolamento europeo.
La disposizione prevede, all’interno delle misure di gestione finalizzate all’eradicazione, al controllo della popolazione o al contenimento, la possibilità che l’uso commerciale di specie invasive già insediate sia temporaneamente consentito, sotto rigorosa giustificazione e con tutti i controlli appropriati necessari a evitare un’ulteriore diffusione.
CARSO ReVALUE intende studiare questa possibilità come principale percorso regolatorio, senza considerarla un’autorizzazione già acquisita.
Dovranno inoltre essere valutate, ove applicabili:
la disciplina italiana prevista dal D.Lgs. 230/2017;
le procedure specifiche per ricerca previste dal quadro europeo;
eventuali ulteriori autorizzazioni per attività scientifiche o industriali;
il Piano nazionale di gestione dell’Ailanthus altissima;
la Strategia regionale del Friuli Venezia Giulia;
le prescrizioni relative alle aree protette e Natura 2000.
Ogni attività industriale sarà subordinata alle autorizzazioni e valutazioni tecniche necessarie.
IL CARSO COME LABORATORIO EUROPEO
Il Friuli Venezia Giulia dispone già di una strategia regionale dedicata alle specie aliene invasive.
CARSO ReVALUE propone di andare oltre la sola gestione del problema e trasformare il territorio in un laboratorio nel quale biodiversità, ricerca, industria e finanza lavorano insieme.
Il modello si articola in cinque fasi.
01 — MAP
Conoscere prima di intervenire
GIS territoriale.
Mappatura delle infestazioni.
Classificazione per densità.
Identificazione delle aree prioritarie.
Stima della biomassa.
Baseline ambientale.
Mappatura dei ricacci.
Analisi delle aree Natura 2000 e delle aree sottoposte a tutela.
Il primo investimento del progetto deve produrre un dato affidabile:
dove si trova l’ailanto, quanto ce n’è e quanto costa eliminarlo.
02 — REMOVE
Eliminare in modo professionale
Gli interventi dovranno essere eseguiti secondo protocolli tecnici appropriati alla specie e al sito.
Il semplice taglio non può essere considerato automaticamente una soluzione definitiva.
CARSO ReVALUE punta a un modello basato su:
eradicazione;
devitalizzazione ove prevista;
gestione dei ricacci;
monitoraggio pluriennale;
risultati ambientali verificabili.
L’operatore dovrebbe essere remunerato principalmente per il risultato ottenuto:
ettari recuperati, riduzione dei ricacci e biodiversità ripristinata.
Non per mantenere nel tempo una produzione di biomassa.
03 — NEUTRALISE
Rendere sicura la biomassa
Prima di ogni successiva valorizzazione industriale, la biomassa deve essere gestita in modo da ridurre il rischio di diffusione.
CARSO ReVALUE intende sviluppare un protocollo specifico:
removal → segregation → neutralisation → traceability → industrial use.
L’obiettivo è costruire una vera chain of custody ambientale, verificabile dal punto di rimozione fino all’utilizzo finale.
04 — ReVALUE
Dalla biomassa residuale alla conoscenza industriale
Dopo neutralizzazione e qualificazione, diverse frazioni della biomassa potranno essere analizzate per individuare le destinazioni con il migliore equilibrio tra sostenibilità ambientale, fattibilità tecnica e valore economico.
Tra i percorsi da studiare:
Biochar
Materiali bio-based
Chimica verde
Pirolisi
Gassificazione
Syngas
Processi di bioraffineria
Biomolecole
Estratti destinati alla ricerca
Intermedi industriali
Queste destinazioni devono essere considerate percorsi di ricerca e validazione, non prodotti già disponibili commercialmente.
Il progetto non attribuisce oggi alla biomassa valori economici farmaceutici, cosmetici o industriali non ancora dimostrati.
Prima vengono i dati.
Poi vengono gli economics.
05 — RESTORE
Il vero prodotto finale è la biodiversità
L’intervento non termina con la rimozione dell’ailanto.
CARSO ReVALUE prevede:
ripristino delle specie autoctone;
recupero degli habitat;
monitoraggio;
controllo dei nuovi ricacci;
misurazione dei risultati ambientali.
Meno ailanto. Più Carso.
RESEARCH & INNOVATION
Dal materiale residuale alla conoscenza industriale
CARSO ReVALUE intende costruire un programma scientifico dedicato alla caratterizzazione della biomassa e alla valutazione delle sue possibili destinazioni.
Le attività potranno comprendere:
caratterizzazione chimico-fisica;
analisi delle diverse frazioni della pianta;
bilancio di massa;
analisi LCA;
tecniche di neutralizzazione;
biochar;
pirolisi;
gassificazione;
bioraffineria;
materiali bio-based;
estrazione e frazionamento;
techno-economic assessment;
scalabilità industriale.
ENEA / RESEARCH TRACK
CARSO ReVALUE intende esplorare una collaborazione con ENEA, università e altri organismi di ricerca italiani ed europei.
L’obiettivo è costruire una piattaforma scientifica capace di rispondere a tre domande:
Che cosa contiene realmente questa biomassa?
Quali processi possono trasformarla in sicurezza?
Quali applicazioni hanno realmente senso industriale?
ENEA viene identificata in questa fase come potenziale interlocutore tecnico-scientifico.
Qualsiasi partnership sarà comunicata come tale soltanto dopo la sua eventuale formalizzazione.
THE PILOT
€7 MILIONI
TARGET — programma iniziale indicativo
36 MESI
Pilot, ricerca e validazione
500–700 ETTARI
PLANNING ASSUMPTION — prima scala dimostrativa
2027–2029
Pilot & validation
2030–2032
Potential scale-up
Il pilot dovrà validare:
densità reale della biomassa;
costi per ettaro;
costi di neutralizzazione;
efficacia degli interventi;
tecnologie di trasformazione;
potenziali off-taker;
economics industriali;
risultati ambientali.
BASE CASE 2032
SCENARIO PRELIMINARE
2.700 ha
Superficie cumulativa ipotizzata
45.360 t
Biomassa recuperabile cumulativa nello scenario Base
€41,2 M
Ricavi commerciali cumulativi ipotizzati 2028–2032
€6,77 M
EBITDA cumulativo di scenario
€3,81 M
EBITDA indicativo 2032
24,1%
EBITDA margin indicativo 2032
Nota importante
Queste grandezze costituiscono uno scenario finanziario preliminare.
Non rappresentano risultati garantiti.
Superficie, densità della biomassa, recuperabilità, prezzi, costi, CAPEX, OPEX, ricavi e margini dovranno essere verificati attraverso censimento GIS e forestale, attività pilota, procurement, autorizzazioni e accordi commerciali.
FOUR LAYERS OF VALUE
1 — Environmental Services
Mappatura, eradicazione, controllo dei ricacci, monitoraggio e ripristino ambientale.
Il primo flusso economico nasce dalla soluzione di un problema reale.
2 — Biomass Valorisation
Dove tecnicamente ed economicamente sostenibile, la biomassa neutralizzata può passare da costo di gestione a input potenziale per processi industriali.
3 — R&D + IP
Il progetto può generare:
protocolli;
dati;
processi;
know-how;
proprietà intellettuale;
tecnologie;
modelli di tracciabilità.
Il vero valore industriale può risiedere più nel processo che nella biomassa.
4 — Replication
Se validato, CARSO ReVALUE può diventare un modello replicabile.
Dal Carso.
Al Friuli Venezia Giulia.
Alla Slovenia.
All’Europa.
OUR ROLE
Project Originator. Integrator. Capital Architect.
La Svizzera del Carso non intende essere semplicemente l’operatore che rimuove la vegetazione.
Il nostro ruolo è costruire il sistema.
Originiamo il progetto.
Costruiamo il partenariato.
Strutturiamo il capitale.
Connettiamo territorio, ricerca e industria.
Identifichiamo i programmi europei.
Organizziamo i work package.
Sviluppiamo la ProjectCo.
Costruiamo la strategia IP.
Prepariamo il modello per la replicazione.
Non dobbiamo possedere ogni tecnologia.
Dobbiamo orchestrare l’ecosistema che trasforma un problema ambientale in una soluzione territoriale scalabile.
CARSO ReVALUE PROJECTCO
PUBLIC & TERRITORY
Regione Friuli Venezia Giulia
Enti locali
Amministrazioni nazionali competenti
Aree protette
Gestori Natura 2000
SCIENCE
ENEA — potential
Università — potential
Organismi di ricerca
ISPRA — institutional dialogue
INDUSTRY
Bioeconomy
Materials
Green Chemistry
Energy
Biotech
Technology providers
CAPITAL
LIFE
PR FESR Friuli Venezia Giulia
Interreg Italia–Slovenia
Horizon Europe
Circular Bio-based Europe
Industrial co-investment
Impact capital
Equity
Tutti i soggetti indicati rappresentano categorie o potenziali interlocutori salvo partnership formalmente sottoscritte.
BLENDED FINANCE ARCHITECTURE
Capitale diverso per problemi diversi
CARSO ReVALUE non deve dipendere da una sola fonte di finanziamento.
La struttura finanziaria punta a combinare strumenti differenti mantenendo rigorosamente separate le spese finanziate.
PUBLIC & GRANT LAYER
Biodiversità
Ripristino
Monitoraggio
Ricerca
GIS
Dimostrazione
Beni pubblici
PRIVATE & INDUSTRIAL LAYER
Trasformazione industriale
Impianti
Proprietà intellettuale
Commercializzazione
Offtake
Scale-up
Il principio è semplice:
finanza pubblica dove si producono beni pubblici.
capitale privato dove esistono flussi economici verificabili.
ONE KARST. TWO COUNTRIES. ONE LABORATORY.
CARSO ReVALUE nasce nel Friuli Venezia Giulia ma viene concepito con una possibile dimensione transfrontaliera.
Il Carso italiano e il Kras sloveno appartengono allo stesso sistema territoriale ed ecologico.
Una futura piattaforma Italia–Slovenia potrebbe integrare:
biodiversità;
gestione coordinata delle specie invasive;
GIS;
ricerca;
università;
Interreg;
living laboratory;
bioeconomia;
protocolli condivisi;
replicazione europea.
Si tratta di un potenziale scale-up transfrontaliero, subordinato alla costruzione del relativo partenariato.
PROJECT STATUS
CONCEPT & STRUCTURING PHASE
Regulatory pathway
Under assessment
GIS inventory
To be developed
Institutional dialogue
Proposed
Scientific partnership
To be structured
Pilot engineering
To be validated
Industrial offtake
Under exploration
Funding architecture
In development
La trasparenza sullo stato del progetto è parte integrante del nostro metodo.
FROM THE KARST TO EUROPE
CARSO ReVALUE nasce da un problema concreto del territorio.
Ma viene progettato fin dall’inizio per essere:
misurabile
verificabile
finanziabile
scientificamente validabile
replicabile
Cerchiamo interlocutori capaci di costruire insieme il progetto.
Institutional Partners
Regioni, Ministeri, Comuni, aree protette e gestori territoriali.
Scientific Partners
Università, ENEA e organismi di ricerca.
Industrial Partners
Bioeconomia, materiali, chimica verde, energia, biotech e tecnologie ambientali.
Capital Partners
Programmi europei, partner industriali, impact capital e investitori orientati alla transizione.
DISCUSS CARSO ReVALUE
Institutional Dialogue
Join the Research & Industrial Platform
Request the Project Dossier
DISCLAIMER
CARSO ReVALUE è attualmente in fase di concept e strutturazione.
I riferimenti normativi, scientifici, finanziari, economici e industriali contenuti in questa pagina hanno finalità progettuale e informativa.
Non costituiscono parere legale, autorizzazione amministrativa, offerta di investimento, previsione garantita di risultati economici o garanzia di accesso a finanziamenti pubblici.
Le attività descritte saranno subordinate alle autorizzazioni, verifiche scientifiche, valutazioni ambientali e procedure applicabili
IN PRIMO PIANO · DISTRETTI DEL COMMERCIO · PROGRAMMAZIONE 2026
Il Carso non ha bisogno di altri progetti isolati.Ha bisogno di un sistema.
La Regione Friuli Venezia Giulia ha annunciato una nuova programmazione che il Carso non dovrebbe lasciare passare.
Il riferimento è il Fondo per lo sviluppo dei Distretti del commercio – programmazione delle risorse per il 2026, annunciato ufficialmente dalla Regione Friuli Venezia Giulia l’11 settembre 2026 con il comunicato: “Commercio: Bini, 2,05 milioni per nuovi e consolidati distretti” – Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia.
La programmazione mette a disposizione complessivamente 2,05 milioni di euro: 1,8 milioni per l’avvio di nuove progettualità e 250.000 euro per il consolidamento e il potenziamento dei Distretti già attivi.
Il nuovo bando è previsto entro l’autunno 2026 e, secondo quanto annunciato dalla Regione, dovrà sostenere anche l’avvio di tre nuove progettualità nei Comuni montani.
Il quadro normativo di riferimento è la Legge regionale 9 dicembre 2025, n. 17 – “Codice regionale del commercio e turismo”, che riconosce i Distretti del commercio come ambiti territoriali nei quali imprese, formazioni sociali, Comuni e altri soggetti locali possono collaborare per la valorizzazione e la rigenerazione dei centri e dei territori.
Perché interessa il Carso
Per anni abbiamo ragionato per frammenti: un borgo, una bottega, un evento, una struttura ricettiva, un sentiero, un prodotto locale.
Ma un territorio non cresce per frammenti.
Cresce quando Comuni, imprese, comunità e istituzioni iniziano a lavorare dentro una visione comune.
È qui che i Distretti del commercio possono diventare qualcosa di più di uno strumento per sostenere singole attività economiche.
Possono diventare una vera infrastruttura territoriale.
Una rete capace di collegare commercio di prossimità, ospitalità, prodotti locali, mercati, cultura, spazi pubblici, mobilità lenta, paesaggio e identità.
Per La Svizzera del Carso questa è la sfida centrale: smettere di pensare il Carso come una somma di piccoli progetti e iniziare a trattarlo come un unico ecosistema economico, culturale e territoriale.
Non serve creare tutto da zero.
Serve collegare ciò che esiste già, dargli una direzione comune e utilizzare la nuova programmazione regionale per trasformare questa visione in interventi concreti.
Il prossimo passo
Ora bisogna capire quali Comuni del Carso siano già inseriti nei Distretti del commercio, quali possano beneficiare della nuova programmazione 2026 e quali progetti della Svizzera del Carso possano essere integrati nei relativi piani territoriali.
Il futuro del Carso non si gioca sulla capacità di ottenere un finanziamento in più.
Si gioca sulla capacità di costruire finalmente un sistema.
Fonte ufficiale: Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, 11 settembre 2026 – “Commercio: Bini, 2,05 milioni per nuovi e consolidati distretti”.
IN EVIDENZA · 11 SETTEMBRE 2026
Accesso civico al Comune di Monrupino–Repentabor: presentata richiesta di riesame
L’11 agosto 2026 è stata trasmessa al Comune di Monrupino–Repentabor un’istanza di accesso civico generalizzato, finalizzata ad acquisire la documentazione necessaria per completare la ricostruzione economica, finanziaria, patrimoniale e programmatoria relativa agli esercizi 2020–2025.
La consegna dell’istanza alla casella PEC istituzionale del Comune è documentata dalla relativa ricevuta. Nei trenta giorni successivi non abbiamo ricevuto provvedimenti, documenti o altre comunicazioni riguardanti la sua trattazione.
Decorso il termine ordinario previsto dal d.lgs. 33/2013, l’11 settembre è stata inviata una richiesta di riesame al Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza del Comune.
Il riesame non costituisce un’accusa né una contestazione nei confronti dell’Amministrazione. È lo strumento previsto dall’ordinamento per chiedere la verifica e la conclusione del procedimento quando non sia pervenuta una risposta entro il termine stabilito.
01 /Perché abbiamo chiesto i documenti
La Svizzera del Carso ha avviato un’attività indipendente di ricostruzione della documentazione pubblica relativa al Comune di Monrupino–Repentabor.
La consultazione delle fonti disponibili online ha permesso di raccogliere numerosi atti, ma non di ricostruire integralmente tutte le serie documentali e tutti gli allegati necessari per svolgere un’analisi completa.
La mancata reperibilità online di un documento non significa che esso non esista, che non sia stato regolarmente formato o che non sia detenuto dall’Amministrazione. Per questo motivo abbiamo utilizzato l’accesso civico generalizzato, lo strumento previsto dall’art. 5, comma 2, del d.lgs. 33/2013 per richiedere dati e documenti detenuti dalle pubbliche amministrazioni, ulteriori rispetto a quelli oggetto di pubblicazione obbligatoria.
L’obiettivo dell’iniziativa è acquisire fonti ufficiali verificabili prima di formulare analisi, valutazioni o proposte riguardanti il territorio.
02 /La documentazione richiesta
L’istanza riguarda documenti economici, finanziari, patrimoniali e programmatori relativi agli esercizi 2020–2025.
La richiesta comprende, in particolare:
- rendiconti della gestione e relativi allegati;
- bilanci di previsione e documenti di programmazione;
- variazioni di bilancio e salvaguardia degli equilibri;
- entrate tributarie ed extratributarie;
- TARI e gestione economico-finanziaria del servizio rifiuti;
- cassa, residui, fondi e indebitamento;
- patrimonio comunale;
- organismi e società partecipate;
- investimenti e finanziamenti esterni.
Sono stati richiesti esclusivamente dati, atti, documenti e prospetti già formati e detenuti dall’Amministrazione.
Non abbiamo chiesto al Comune di produrre nuovi documenti, elaborare dati non disponibili, predisporre statistiche o relazioni, compiere indagini oppure comunicare dati personali non necessari.
La finalità è documentale e conoscitiva: completare la base informativa indispensabile per distinguere ciò che risulta direttamente dagli atti ufficiali dalle elaborazioni, dalle questioni ancora aperte e dalle eventuali proposte autonome del progetto.
03 /Una richiesta gestibile per fasi
L’istanza contiene un elenco analitico articolato per materia e annualità. Proprio in considerazione della sua estensione, abbiamo previsto fin dall’inizio diverse modalità volte ad agevolare il lavoro degli uffici.
È stata dichiarata la disponibilità ad accettare:
- la trasmissione progressiva della documentazione;
- la suddivisione dei documenti per annualità o materia;
- l’indicazione dei collegamenti diretti per gli atti già pubblicati;
- l’utilizzo di cartelle digitali o servizi di condivisione;
- l’oscuramento delle sole informazioni non accessibili;
- una comunicazione sintetica per i documenti non formati, non detenuti o non più conservati;
- la definizione concordata delle priorità;
- la modifica dell’ordine di trasmissione in funzione dell’organizzazione degli archivi comunali.
È stato inoltre proposto un ordine di priorità puramente operativo, espressamente modificabile d’intesa con il Servizio economico-finanziario.
Non è mai stata richiesta la consegna contestuale di tutta la documentazione. L’impostazione adottata consente di procedere per fasi, iniziando dai documenti già digitalizzati, pubblicati o immediatamente reperibili.
04 /Consegna e riscontri ricevuti
La PEC contenente l’istanza è stata accettata dal sistema l’11 agosto 2026 alle ore 02:17:49 e consegnata alla casella istituzionale del Comune alle ore 02:17:50 dello stesso giorno.
Nella comunicazione di accompagnamento è stata espressamente richiesta la conferma dell’avvenuta protocollazione.
Alla data dell’11 settembre 2026, sulla base delle comunicazioni pervenute al richiedente, non abbiamo ricevuto:
- il numero di protocollo assegnato all’istanza;
- un provvedimento di accoglimento, anche parziale;
- documenti o collegamenti a documenti pubblicati;
- un provvedimento di diniego, limitazione o differimento;
- una richiesta di chiarimento, integrazione o delimitazione;
- una proposta di trasmissione progressiva;
- una comunicazione relativa al coinvolgimento di controinteressati;
- una comunicazione relativa alla sospensione del termine.
Possiamo riferire esclusivamente ciò che è stato ricevuto dal richiedente. Non conosciamo le eventuali attività interne svolte dagli uffici né le ragioni per le quali non sia ancora pervenuto un riscontro.
05 /Il termine e il riesame
L’art. 5, comma 6, del d.lgs. 33/2013 prevede che il procedimento di accesso civico si concluda con un provvedimento espresso e motivato entro trenta giorni dalla presentazione dell’istanza.
Poiché la consegna è avvenuta l’11 agosto 2026, escludendo dal computo il giorno iniziale, il termine ha iniziato a decorrere il 12 agosto ed è scaduto il 10 settembre 2026.
Entro tale data non abbiamo ricevuto un provvedimento espresso né una comunicazione relativa a eventuali cause di sospensione.
La mancata risposta non determina l’accoglimento automatico dell’istanza. Consente però al richiedente di presentare una richiesta di riesame al Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza, secondo quanto previsto dall’art. 5, comma 7, del medesimo decreto.
06 /Che cosa abbiamo chiesto al RPCT
L’11 settembre 2026 è stata inviata una richiesta formale di riesame indirizzata al dott. Norberto Fragiacomo, Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza e Segretario comunale pro tempore del Comune di Monrupino–Repentabor.
Con il riesame abbiamo chiesto al RPCT di:
- verificare il mancato riscontro all’istanza originaria;
- accertare il decorso del termine, salva l’esistenza di eventuali circostanze sospensive ritualmente intervenute e non ancora comunicate;
- adottare un provvedimento espresso e motivato;
- accogliere l’istanza e disporre la trasmissione della documentazione, anche progressivamente e per gruppi omogenei;
- consentire l’accesso parziale mediante oscuramento selettivo, qualora alcuni documenti contengano informazioni non integralmente accessibili;
- indicare puntualmente, per ogni documento eventualmente non trasmesso, se esso non sia stato formato, non sia detenuto dal Comune, non sia più conservato oppure sia soggetto a una specifica esclusione;
- motivare ogni eventuale limitazione con riferimento ai limiti previsti dall’art. 5-bis del d.lgs. 33/2013;
- comunicare il numero di protocollo dell’istanza originaria e quello attribuito alla richiesta di riesame;
- indicare l’ufficio e il responsabile incaricati della trattazione;
- precisare gli strumenti di tutela esperibili rispetto al provvedimento conclusivo.
In via subordinata, è stata chiesta l’immediata trasmissione dei documenti già disponibili in formato digitale, l’indicazione dei collegamenti agli atti pubblicati e la consegna prioritaria del rendiconto 2024, dei rendiconti 2021 e 2022 e degli allegati mancanti relativi al rendiconto 2023.
Per la restante documentazione abbiamo proposto la definizione di un calendario progressivo e l’apertura di un confronto operativo volto a concordare eventuali delimitazioni.
07 /Un rinnovato invito alla collaborazione
Non abbiamo elementi per dubitare della buona fede del Comune di Monrupino–Repentabor. Confidiamo che il mancato riscontro entro il termine possa dipendere da circostanze organizzative, tecniche o procedurali e che la situazione possa essere chiarita e risolta nell’ambito del riesame.
Siamo consapevoli che la gestione di una richiesta articolata possa richiedere il coordinamento tra più uffici, la consultazione degli archivi e la verifica dell’eventuale presenza di informazioni soggette a tutela.
Proprio per questo motivo abbiamo proposto fin dall’inizio una gestione progressiva, flessibile e adattabile alle modalità organizzative ritenute più efficienti dall’Amministrazione.
Con la richiesta di riesame abbiamo rinnovato un esplicito invito a instaurare un confronto collaborativo, concreto e costruttivo, volto a individuare le modalità più semplici, sostenibili ed efficaci per consentire l’accesso alla documentazione.
Il riesame non è un atto di accusa, non costituisce una contestazione personale e non presuppone l’esistenza di irregolarità. È lo strumento previsto dalla legge per chiedere che il procedimento venga verificato e formalmente concluso.
Rimane piena la nostra disponibilità a concordare priorità, suddivisioni per annualità o materia, modalità tecniche di trasmissione e ogni altra soluzione utile a rendere concretamente gestibile la richiesta.
08 /Lo stato attuale del procedimento
L’istanza originaria risulta consegnata al Comune l’11 agosto 2026 e il termine ordinario di trenta giorni è scaduto il 10 settembre.
La richiesta di riesame è stata inviata l’11 settembre 2026. Al momento della pubblicazione di questo aggiornamento siamo ancora in attesa della relativa ricevuta PEC di avvenuta consegna e della conferma di protocollazione.
Occorre quindi distinguere chiaramente i due passaggi:
- la consegna dell’istanza originaria è documentata;
- per la richiesta di riesame, allo stato attuale, è documentato l’invio, mentre siamo in attesa della ricevuta di avvenuta consegna.
Il termine entro il quale il RPCT è chiamato a pronunciarsi potrà essere calcolato con certezza dopo l’acquisizione della ricevuta di avvenuta consegna della richiesta di riesame.
09 /I prossimi passi
Attenderemo la ricevuta di avvenuta consegna, la conferma di protocollazione e il riscontro del RPCT.
Qualora il Comune proponga una trasmissione progressiva o chieda di concordare priorità e modalità operative, valuteremo la proposta con disponibilità e spirito collaborativo.
Gli eventuali documenti acquisiti saranno esaminati nel loro contesto. Gli elementi che confermeranno la ricostruzione saranno riportati con chiarezza; con la stessa evidenza saranno considerati gli elementi che dovessero integrarla, correggerla o smentirla.
Il presente comunicato sarà aggiornato quando saranno disponibili nuove comunicazioni o nuovi elementi documentali.
10 /Trasparenza sul nostro operato
La pubblicazione risponde a una finalità di trasparenza sul nostro operato.
Vogliamo rendere verificabili la data dell’istanza, il suo oggetto, le modalità collaborative proposte, i termini trascorsi e le iniziative successivamente intraprese.
Il mancato riscontro entro trenta giorni viene riferito esclusivamente come fatto procedimentale. Non viene utilizzato per attribuire intenzioni, responsabilità o valutazioni negative al Comune o alle persone che vi operano.
L’acquisizione dei documenti tramite accesso civico non comporterà la loro pubblicazione automatica. L’eventuale utilizzo o pubblicazione sarà valutato separatamente, secondo criteri di pertinenza, necessità e verificabilità, tenendo conto della tutela dei dati personali e degli altri interessi coinvolti.
Il nostro obiettivo resta quello di costruire una base documentale completa e attendibile, distinguendo sempre:
- i dati ricavati direttamente da fonti ufficiali;
- le elaborazioni effettuate sulla base di tali dati;
- le ipotesi che richiedono ulteriori verifiche;
- le proposte autonome del progetto.
11 /Il nostro metodo
Il metodo de La Svizzera del Carso rimane invariato:
CONOSCERE → CONFRONTARE → VERIFICARE → PROPORRE
Prima vengono i documenti.
Poi vengono l’analisi e la verifica.
Soltanto dopo possono essere formulate valutazioni o proposte.
Laboratorio civico indipendente
Consulta l’aggiornamento dell’11 agosto ↓In primo piano
Turismo, identità territoriale e ospitalità: le novità del 10 settembre
Il monitoraggio del 10 settembre 2026 segnala due aggiornamenti particolarmente interessanti per La Svizzera del Carso.
La prima novità riguarda il Fondo Turismo FVG, la cui scadenza è stata prorogata al 24 settembre 2026. La proroga offre più tempo per valutare progetti legati a strutture ricettive, ospitalità diffusa e valorizzazione turistica del territorio carsico.
Interessante anche il nuovo intervento regionale dedicato alla segnaletica d’ingresso ai centri abitati, con possibilità di utilizzare anche le lingue minoritarie, compreso lo sloveno. La misura può diventare un piccolo ma concreto strumento di valorizzazione dell’identità bilingue e culturale del Carso, rafforzando al tempo stesso la sua riconoscibilità turistica.
Scade invece oggi, 10 settembre, il bando regionale per le unità abitative ammobiliate a uso turistico.
Per La Svizzera del Carso la priorità resta quella di costruire progetti che colleghino ospitalità sostenibile, identità territoriale, Comuni e comunità locali, trasformando le opportunità regionali in interventi concreti e visibili sul territorio.
Nuove opportunità per il Carso: turismo sostenibile, infrastrutture verdi e cooperazione
Il monitoraggio del 9 settembre 2026 segnala alcune opportunità particolarmente interessanti per La Svizzera del Carso.
Tra queste spicca la nuova call Interreg Euro-MED dedicata al turismo sostenibile, che può offrire spazio a progetti su patrimonio naturale, turismo rurale, mobilità dolce e coinvolgimento delle comunità locali.
Sul fronte regionale, il bando FVG per le infrastrutture verdi appare particolarmente adatto a progetti con i Comuni e le Comunelle, grazie alla possibilità di intervenire anche su aree di proprietà collettiva attraverso convenzioni dedicate.
Resta inoltre aperta una finestra interessante sul fronte della cooperazione internazionale, con strumenti dedicati al trasferimento di competenze e alla collaborazione con partner dell’Europa centro-orientale e dei Balcani.
Per La Svizzera del Carso la direzione resta chiara: costruire progetti che uniscano biodiversità, proprietà collettive, turismo sostenibile, gestione del paesaggio e cooperazione transfrontaliera.
HACKATHON KRAS–CARSO: SEDE A SEŽANA E NUOVA CONVERGENZA CON REPE!
Un aggiornamento operativo riguarda l’Hackathon Geopark Kras–Carso 2026, in programma dal 26 al 30 ottobre 2026, con iscrizioni aperte fino al 12 ottobre.
Le comunicazioni più recenti indicano come sede dell’iniziativa Inkubator Sežana, mentre precedenti informazioni riportavano il Centro informazioni del Geoparco di Lipica.
UN SEGNALE INTERESSANTE PER SVICA KRASA / SVIZZERA DEL CARSO
Particolarmente significativa è la partecipazione alla promozione dell’Hackathon del Park Škocjanske jame.
Questo rafforza la possibile convergenza con la proposta:
REPE! · REPEN–ŠKOCJAN
Il progetto propone di collegare Repentabor e Škocjan attraverso una rievocazione storica transfrontaliera dedicata alla memoria delle incursioni ottomane, coinvolgendo:
Tabor · Čuvaji Tabora · comunità locali · giovani · patrimonio storico · turismo · prodotti locali.
È una proposta che intercetta direttamente alcuni degli obiettivi dell’Hackathon:
cooperazione transfrontaliera · coinvolgimento delle comunità · giovani · nuovi prodotti culturali e turistici · valorizzazione delle risorse locali.
La presenza attiva del Parco di Škocjan nell’iniziativa rende quindi ancora più interessante l’ipotesi di sviluppare REPE! come progetto pilota Repen–Škocjan.
COMUNE DI MONRUPINO–REPENTABOR
Al momento non emergono nuovi atti, delibere o comunicazioni comunali con sovrapposizioni significative rispetto alle proposte di SVICA KRASA / SVIZZERA DEL CARSO.
Continueremo a seguire gli aggiornamenti pubblici del Comune e di KRAS–CARSO II, evidenziando le convergenze utili allo sviluppo dei progetti territoriali.
LA DIREZIONE RESTA CHIARA
Non creare strutture parallele.
Collegare progetti, comunità e istituzioni che stanno già lavorando sullo stesso territorio.
SVICA KRASA / SVIZZERA DEL CARSO
Pobuda za razvoj in povezovanje Krasa /
Iniziativa per lo sviluppo e il collegamento del Carso
Riferimenti
Hackathon Geopark Kras–Carso 2026
26–30 ottobre 2026 · Inkubator Sežana
Iscrizioni entro il 12 ottobre 2026
→ Pagina ufficiale Interreg KRAS–CARSO
REPE! cresce: dalle idee alle opportunità di finanziamento
Prima il progetto. Poi i partner. Poi le risorse. REPE! avvia un percorso di ricerca delle opportunità di finanziamento per trasformare le idee in attività concrete.
LEGGI L’AGGIORNAMENTO →UNESCO e bandi: due aggiornamenti da seguire
UNESCO Austria e Interreg Euro-MED: due aggiornamenti operativi per REPE!, il patrimonio culturale immateriale e la cooperazione transfrontaliera.
LEGGI L’AGGIORNAMENTO →Nuove opportunità UE per foreste ed energia
Foreste resilienti, proprietà collettive e comunità energetiche: due nuove opportunità europee entrano nel monitoraggio de La Svizzera del Carso.
LEGGI L’AGGIORNAMENTO →Bandi e opportunità: le scadenze da seguire a settembre
Turismo sostenibile, cooperazione transfrontaliera, foreste e crediti di carbonio al centro delle opportunità più interessanti per La Svizzera del Carso.
LEGGI L’AGGIORNAMENTO →Avviato un contatto con l’Associazione Italia-Turchia
È stato avviato un contatto con l’Associazione Italia-Turchia, presieduta dall’Ambasciatore Carlo Marsili, per presentare il progetto REPE! e aprire un possibile dialogo sui suoi sviluppi culturali, scientifici e istituzionali.
Cinque aggiornamenti da seguire a settembre
New European Bauhaus, ricettività diffusa, infrastrutture verdi, prevenzione sismica e immobili culturali: cinque opportunità da valutare partendo sempre dal progetto, non dal bando.
LEGGI L’AGGIORNAMENTO →Due nuove opportunità europee per energia e biodiversità
Assistenza tecnica per comunità energetiche e grandi progetti strategici LIFE: due strumenti per due diversi livelli di maturità.
LEGGI L’AGGIORNAMENTO →Patrimonio culturale immateriale e opportunità europee
Comunelle e srenje, tradizioni del kres, CERV, Interreg, Horizon Europe e un precedente multinazionale UNESCO.
LEGGI L’AGGIORNAMENTO →Aperto il dialogo con il Park Škocjanske jame
Un primo passo verso il confronto transfrontaliero sul patrimonio dei Tabor.
LEGGI L’AGGIORNAMENTO →Nuove opportunità di finanziamento per il territorio
Una lettura aggiornata delle possibilità utili ai progetti della Svizzera del Carso.
APRI L’AGGIORNAMENTO →Bandi e finanziamenti per cultura, Carso e cooperazione europea
Le opportunità operative collegate a REPE!, al patrimonio vivente e alla collaborazione transfrontaliera.
ESPLORA I BANDI →Mappa dei contributi e dei finanziamenti
Il quadro complessivo delle possibili fonti finanziarie, organizzato progetto per progetto.
CONSULTA LA MAPPA →KRAS–CARSO II · €4,375 milioni per il futuro del Carso
Un approfondimento sulle risorse e sulle prospettive legate alla cooperazione territoriale.
LEGGI L’APPROFONDIMENTO →GAL di nuova generazione
L’evoluzione del modello LEADER verso territorial intelligence, preparazione dei progetti e accesso al capitale.
SCOPRI L’EVOLUZIONE →Dal Carso all’Europa. Dall’Europa al mondo.
La roadmap internazionale del progetto e le connessioni da costruire nel tempo.
APRI LA ROADMAP →KRAS–CARSO II: nasce uno spazio educativo comune del Carso transfrontaliero
Un nuovo sviluppo del progetto KRAS–CARSO II riguarda direttamente il rapporto tra territorio, scuole e trasmissione del patrimonio del Carso.
Il 26 settembre 2026 il Comune di Sežana ha comunicato la partecipazione del futuro Geoparco Kras–Carso alla 18ª Conferenza europea dei geoparchi in Finlandia. In questo contesto è stato presentato anche il lavoro in corso sulla rete transfrontaliera delle scuole.
Nell’ambito di KRAS–CARSO II è infatti in sviluppo un modulo educativo comune pensato per far conoscere il Carso agli studenti come un unico spazio geografico, culturale e naturale oltre il confine. La formula utilizzata nella presentazione internazionale sintetizza bene l’impostazione: “One Karst. Two countries. A shared learning space.”
Una convergenza concreta con REPE!
Per SVICA KRASA / SVIZZERA DEL CARSO questo sviluppo è particolarmente significativo perché converge con alcune linee già proposte attraverso REPE! · Repen–Škocjan: coinvolgimento delle scuole, trasmissione intergenerazionale della memoria, conoscenza del paesaggio culturale e naturale e costruzione di percorsi dedicati ai Giovani Custodi del Tabor.
La convergenza è soprattutto metodologica: educazione sul territorio, cooperazione transfrontaliera e patrimonio locale vengono trattati come parti dello stesso sistema. Questo apre uno spazio interessante per immaginare, in futuro, moduli o attività dedicate a Tabor, storia locale, patrimonio vivente e memoria delle comunità.
È importante precisare che questa affinità non implica, allo stato attuale, alcun coinvolgimento formale di REPE! o della Svizzera del Carso nel programma educativo di KRAS–CARSO II. Si tratta invece di una convergenza progettuale da seguire, che potrebbe diventare rilevante in presenza di future occasioni di collaborazione.
Il quadro più ampio: il futuro Geoparco Kras–Carso
La rete educativa si inserisce nel percorso di costruzione del Geoparco Kras–Carso e nella preparazione della candidatura alla rete UNESCO Global Geoparks. Il modello che emerge è quello di un Carso raccontato e gestito sempre più come territorio transfrontaliero unitario, nel quale educazione, patrimonio naturale, cultura e comunità locali diventano strumenti complementari.
Da seguire: l’evoluzione del modulo educativo comune, l’eventuale ampliamento della rete delle scuole e possibili occasioni di raccordo con proposte locali già sviluppate sul versante di Repen/Monrupino.
Festival Kraška gmajna 2026: il Geoparco costruisce una rete di esperienze territoriali
È online il programma autunnale 2026 del Festival Kraška gmajna / Festival della landa carsica, organizzato nell’ambito di KRAS–CARSO II: si svolgerà dal 19 settembre al 18 ottobre 2026 sul territorio del futuro Geoparco Kras–Carso.
Il programma mette insieme elementi che convergono direttamente con le proposte di SVICA KRASA / SVIZZERA DEL CARSO: patrimonio naturale e culturale, prodotti locali, biodiversità, pietra e muretti a secco, gastronomia, mobilità lenta, percorsi transfrontalieri e narrazione del territorio.
Tra gli appuntamenti figurano attività dedicate alle erbe carsiche e agli ingredienti locali, itinerari transfrontalieri, laboratori sul patrimonio dei muretti a secco, esperienze sulla pietra, sulla tradizione dell’osmica, sulle piante spontanee e sul miele.
UN’OPPORTUNITÀ PER REPENTABOR
Nel programma attualmente pubblicato non compare Repentabor / Monrupino / Repen. È un elemento da leggere come opportunità: REPE! · Repen–Škocjan, la Rete dei Tabor, la biodiversità e i prodotti locali potrebbero inserirsi naturalmente in future edizioni di un format che KRAS–CARSO II sta già utilizzando.
Il Festival mostra infatti un modello preciso: non una singola attrazione, ma una rete di piccole esperienze territoriali, bilingui e distribuite tra Italia e Slovenia.
È una convergenza molto netta con una delle idee centrali della Svizzera del Carso:
NON CREARE UN NUOVO TERRITORIO.
COLLEGARE MEGLIO QUELLO CHE ESISTE GIÀ.
LE PROPOSTE DA PORTARE NELLA RETE
REPE! · REPEN–ŠKOCJAN
Memoria storica, Tabor, Čuvaji Tabora, living history e cooperazione transfrontaliera.
RETE DEI TABOR
Fortificazioni, borghi e luoghi della memoria collegati in un percorso storico e turistico comune.
BIODIVERSITÀ E PRODOTTI LOCALI
Varietà locali, agricoltura, gastronomia e patrimonio naturale trasformati in esperienze e opportunità economiche sostenibili.
COMUNE DI MONRUPINO–REPENTABOR
Al momento del monitoraggio non emergono nelle fonti pubbliche indicizzate nuovi atti o delibere comunali con ricadute significative sulle proposte di SVICA KRASA / SVIZZERA DEL CARSO.
DALLA SARDEGNA: SELARGIUS METTE A CONFRONTO LE GRANDI TRADIZIONI MATRIMONIALI
Arriva dalla Sardegna un segnale interessante per il patrimonio culturale di Monrupino.
Nell’ambito dell’Antico Sposalizio Selargino 2026, il Comune di Selargius dedica oggi un convegno alle tradizioni matrimoniali, mettendo a confronto:
Nozze Carsiche di Monrupino · Matrimonio Mauritano di Santadi · Antico Sposalizio Selargino.
L’iniziativa mostra come le tradizioni locali possano diventare strumenti di scambio culturale tra territori diversi, creando relazioni tra comunità, patrimonio immateriale, turismo e identità.
Per SVICA KRASA / SVIZZERA DEL CARSO è un esempio concreto della direzione da seguire anche per altri progetti del territorio:
partire da una tradizione locale e collegarla a una rete più ampia di comunità e territori.
Dal Carso alla Sardegna.
Dalla tradizione locale alla rete culturale.
Dare un nome ai luoghi, proteggere il paesaggio
Il monitoraggio del 17 settembre 2026 mette in evidenza due opportunità molto diverse, ma unite da una stessa idea: rafforzare l’identità del Carso e proteggerne il paesaggio.
Sul fronte regionale, il bando FVG dedicato alla segnaletica d’ingresso ai centri abitati nelle lingue minoritarie può diventare un primo intervento concreto e immediatamente visibile.
La misura consente ai Comuni di finanziare, fino al 100% della spesa e per un massimo di 5.000 euro, interventi di nuova segnaletica o adeguamento di quella esistente, anche in lingua slovena.
Per il Carso può essere l’occasione per costruire un sistema coordinato di ingressi bilingui ai borghi, capace di rendere il territorio più riconoscibile e di valorizzarne lingua, storia e identità.
Sul fronte europeo, invece, resta centrale LIFE Natura e Biodiversità, con scadenza il 22 settembre 2026.
Habitat, prati, boschi, biodiversità, servizi ecosistemici e ripristino ambientale sono temi che coincidono direttamente con le caratteristiche del territorio carsico e possono diventare la base di una progettualità europea più ambiziosa.
Dare un nome ai luoghi e proteggere il paesaggio sono due parti della stessa strategia: rendere il Carso riconoscibile, conservarne il patrimonio naturale e trasformarlo in un laboratorio europeo di biodiversità, comunità e cooperazione territoriale.
Dal progetto isolato al sistema: nuove opportunità per il Carso
Il monitoraggio del 18 settembre 2026 mette in evidenza due opportunità particolarmente interessanti per La Svizzera del Carso: la nuova finestra Interreg Euro-MED sul turismo sostenibile e il bando regionale dedicato alle infrastrutture verdi.
La call Interreg Euro-MED, aperta fino al 30 settembre, punta sul trasferimento di soluzioni già sperimentate in altri territori europei. È un approccio particolarmente coerente con il Carso: non inventare ogni volta un nuovo progetto, ma individuare modelli che funzionano e adattarli a una realtà transfrontaliera fatta di borghi, paesaggio, turismo lento, comunità e patrimonio naturale.
Sul fronte regionale, il bando FVG per le infrastrutture verdi di interesse pubblico finanzia fino al 100% interventi promossi dai Comuni, con progetti da 20.000 a 50.000 euro. Sentieri, alberi e filari di pregio, spazi verdi e strumenti di divulgazione possono diventare elementi concreti di una strategia territoriale più ampia.
Per La Svizzera del Carso la direzione è sempre più chiara: collegare ciò che già esiste, trasformando interventi locali, proprietà collettive, natura, turismo e cooperazione europea in parti di un unico sistema.
La sfida non è trovare un altro progetto.
È costruire un territorio capace di lavorare come un progetto comune.
📌 Nuove opportunità per il Carso: bandi e finanziamenti da monitorare
Continua il lavoro de La Svizzera del Carso per intercettare programmi e risorse utili allo sviluppo del territorio.
In questi giorni emergono diverse opportunità interessanti a livello europeo, nazionale e regionale, in particolare nei settori della biodiversità, turismo sostenibile, economia circolare, energia, valorizzazione del patrimonio e cooperazione transfrontaliera.
Tra le opportunità più rilevanti:
🇪🇺 Interreg Euro-MED
Nuove call dedicate a patrimonio naturale, territori verdi, economia sostenibile e progetti pilota mediterranei. Un ambito particolarmente interessante per iniziative sul Carso legate a biodiversità, paesaggio, turismo lento e gestione sostenibile del territorio.
🌿 Programma LIFE
Opportunità europee per progetti su natura, biodiversità, clima ed economia circolare, temi direttamente collegati a molte delle progettualità che stiamo sviluppando.
🏡 Fondo Turismo Friuli Venezia Giulia
Contributi rivolti alle imprese turistiche regionali per migliorare strutture e servizi. Un possibile strumento per rafforzare l’accoglienza e costruire una rete turistica integrata del Carso.
☀️ Energia e autoproduzione FVG
Finanziamenti per fotovoltaico, accumulo ed efficientamento energetico delle imprese, con potenziali applicazioni nelle aree produttive e nei progetti di rigenerazione economica del territorio.
♻️ Materiali avanzati ed economia circolare
Nuove misure nazionali possono aprire prospettive anche per filiere legate alla pietra, al riuso dei materiali e all’innovazione industriale.
La priorità ora è trasformare queste opportunità in progetti concreti, partenariati e candidature, collegando enti pubblici, imprese, università, comunità locali e soggetti transfrontalieri.
Il Carso può diventare un vero laboratorio europeo di innovazione territoriale: natura, cultura, economia e comunità devono tornare a essere parti dello stesso progetto.
La Svizzera del Carso continuerà a monitorare bandi, scadenze e opportunità e a segnalare gli aggiornamenti più rilevanti per il territorio.
Riforma del governo del territorio: La Svizzera del Carso chiede il pieno coinvolgimento delle comunelle
Le proprietà collettive devono essere riconosciute come interlocutori nella pianificazione territoriale, nella tutela della biodiversità e nelle politiche climatiche regionali.
Trieste, 23 settembre 2026 – La IV Commissione del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia ha approvato a maggioranza il disegno di legge n. 90 sulla riforma del governo del territorio, ora destinato all’esame dell’Aula.
Il provvedimento, che non è ancora legge e non è attualmente vigente, è stato modificato attraverso diversi emendamenti. Tra gli elementi introdotti o rafforzati figurano la riduzione del consumo di suolo, la priorità del recupero delle aree già urbanizzate, la progettazione delle reti ecologiche locali, le soluzioni basate sulla natura e una maggiore attenzione agli scenari climatici, energetici e ambientali.
Si tratta di temi che riguardano direttamente anche le comunelle e i domini collettivi del Carso, custodi di territori di particolare valore paesaggistico, ambientale, storico e culturale.
La Svizzera del Carso ritiene quindi necessario che, nel prosieguo dell’iter legislativo, venga riconosciuto espressamente il ruolo degli enti esponenziali delle collettività titolari dei domini collettivi.
Le comunelle non sono semplici associazioni private né proprietari fondiari ordinari. Sono forme storiche di autogoverno del territorio, tutelate dalla legge 20 novembre 2017, n. 168, che riconosce i domini collettivi come ordinamenti giuridici primari delle comunità originarie e attribuisce ai loro beni una funzione ambientale, sociale, culturale e intergenerazionale.
«Una riforma destinata a disciplinare il futuro del territorio regionale non può ignorare le comunità che quel territorio lo amministrano e lo custodiscono collettivamente da secoli. Le comunelle devono essere coinvolte nei procedimenti di pianificazione che interessano i loro beni e devono poter contribuire alla costruzione delle reti ecologiche, delle politiche di adattamento climatico e dei progetti di tutela della biodiversità».
La nuova disciplina potrebbe avere conseguenze importanti per le terre collettive del Carso, in particolare in relazione alla pianificazione sovracomunale, alle infrastrutture verdi e blu, alla prevenzione degli incendi, alla gestione agro-silvo-pastorale e ai futuri programmi europei di carbon farming, certificazione delle rimozioni di carbonio e valorizzazione dei servizi ecosistemici.
Le richieste della Svizzera del Carso
- riconoscere esplicitamente le comunelle e gli altri enti esponenziali dei domini collettivi tra i soggetti da consultare nella pianificazione territoriale;
- salvaguardare integralmente i diritti e le garanzie stabiliti dalla legge n. 168/2017;
- coinvolgere le comunità titolari nella progettazione delle reti ecologiche e degli interventi su biodiversità, adattamento climatico e paesaggio;
- verificare preventivamente gli effetti dei piani territoriali sui beni collettivi e sui terreni gravati da diritti di uso civico;
- riconoscere le comunelle come possibili partner dei progetti regionali ed europei dedicati alla gestione sostenibile del territorio, al carbon farming e ai crediti ambientali.
La modernizzazione della pianificazione regionale può rappresentare un’opportunità importante, purché venga costruita nel rispetto della storia, dell’autonomia e dei diritti delle comunità locali.
Documenti e fonti ufficiali
Scadenze ravvicinate e opportunità concrete per il Carso
Il monitoraggio di oggi segnala alcune scadenze ravvicinate e opportunità concrete per il Carso.
🔹 FVG Fondo Turismo e IPCEI BIOCHEM chiudono oggi.
🔹 Entro il 30 settembre scadono i bandi FVG per infrastrutture verdi e per fotovoltaico e accumulo nelle imprese.
🔹 Sempre il 30 settembre chiude la Call 7 Interreg Euro-MED, dedicata al trasferimento di soluzioni già sviluppate in altri programmi.
🔹 Da monitorare anche il nuovo percorso regionale sulla rigenerazione edilizia, ancora in fase di definizione.
La Svizzera del Carso continua a selezionare le opportunità più coerenti con territorio, paesaggio, imprese, sostenibilità e cooperazione transfrontaliera.
Cosa succede quando un cittadino chiede di conoscere i bilanci e i conti del Comune?
L’obiettivo.
L’11 agosto 2026 abbiamo presentato al Comune di Monrupino–Repentabor una richiesta di accesso civico generalizzato relativa a documentazione economica, finanziaria, patrimoniale e programmatoria degli esercizi 2020–2025.
L’obiettivo è costruire le analisi della Svizzera del Carso partendo, per quanto possibile, da documenti ufficiali e verificabili.
I documenti.
In questa pagina rendiamo consultabile la sequenza degli atti disponibili: la richiesta originaria, il provvedimento di diniego comunicato dal Comune, la richiesta di riesame e le successive comunicazioni trasmesse nell’ambito della vicenda.
Lo stato del procedimento.
La richiesta originaria è stata consegnata via PEC l’11 agosto 2026.
Secondo il calcolo effettuato dal richiedente, il termine ordinario di trenta giorni previsto per la conclusione del procedimento scadeva il 10 settembre 2026. Alla data così individuata non risultava comunicato alcun provvedimento espresso né, per quanto risultava dalle comunicazioni ricevute, l’attivazione di una sospensione del procedimento nei confronti di eventuali controinteressati.
Il provvedimento di diniego è stato comunicato via PEC la mattina dell’11 settembre 2026.
Nella stessa giornata è stata presentata una richiesta di riesame al Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza (RPCT).
Il 24 settembre sono stati successivamente trasmessi due atti distinti:
- un cortese riscontro al provvedimento di diniego, di carattere interlocutorio;
- una formale integrazione, precisazione e rettifica della richiesta di riesame, indirizzata al RPCT.
La valutazione del riesame è ancora in corso nei documenti attualmente disponibili. La pubblicazione degli atti non anticipa alcuna conclusione sulla legittimità del diniego né sull’esito del procedimento.
Il prossimo passo.
Questa pagina sarà aggiornata quando saranno disponibili ulteriori atti, comunicazioni o la decisione conclusiva sul riesame.
Accesso civico: comunicato il diniego, presentato il riesame e successivamente trasmessa una formale integrazione, precisazione e rettifica al RPCT
Pubblichiamo, per finalità documentali, informative e di trasparenza, il provvedimento con il quale il Comune di Monrupino–Repentabor ha disposto il diniego integrale dell’istanza di accesso civico generalizzato presentata l’11 agosto 2026.
La richiesta riguardava documentazione economica, finanziaria, patrimoniale e programmatoria relativa agli esercizi dal 2020 al 2025.
Il provvedimento comunale individua quattro principali ragioni del diniego:
manifesta sproporzionalità e onerosità;
indeterminatezza ed esploratività;
richiesta di elaborazioni non dovute;
profili di riservatezza e onere di oscuramento.
La pubblicazione del documento consente a chiunque sia interessato di leggere direttamente le motivazioni formulate dall’Amministrazione, senza sostituirle con una ricostruzione di parte.
Che cos’è il RPCT
RPCT significa Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza.
Nell’ambito dell’accesso civico generalizzato, l’art. 5, comma 7, del d.lgs. 33/2013 attribuisce al RPCT una specifica funzione di riesame delle decisioni adottate sull’istanza di accesso.
Rivolgersi al RPCT non significa formulare un’accusa di corruzione nei confronti dell’Amministrazione, degli amministratori o dei funzionari.
Si tratta dello strumento di riesame previsto dalla disciplina sull’accesso civico generalizzato.
Nel caso qui documentato, la richiesta di riesame è stata presentata al RPCT del Comune di Monrupino–Repentabor l’11 settembre 2026.
La sequenza documentata
11 agosto 2026 · ore 02:17:50
La PEC certifica la consegna al Comune della richiesta originaria di accesso civico generalizzato.
10 settembre 2026
È la data individuata dal richiedente come scadenza del termine ordinario di trenta giorni, escludendo dal computo il giorno iniziale.
Alla data così calcolata non risultava ancora comunicato alcun provvedimento espresso. Per quanto risultava dalle comunicazioni ricevute, non era stata inoltre comunicata l’attivazione di una procedura nei confronti di eventuali controinteressati né una conseguente sospensione del termine.
Questa ricostruzione riguarda esclusivamente gli atti e le comunicazioni disponibili al richiedente e non consente di conoscere eventuali attività svolte internamente dagli uffici.
11 settembre 2026 · ore 09:32
Il Comune comunica via PEC il provvedimento di diniego integrale della richiesta.
11 settembre 2026 · ore 13:48
Viene inviata al RPCT la richiesta di riesame.
La relativa ricevuta PEC ne certifica la consegna al Comune alle 13:52:54.
La successiva verifica delle ricevute ha evidenziato che, al momento dell’invio del riesame, il provvedimento di diniego era già stato comunicato. La ricostruzione cronologica inizialmente contenuta nella richiesta di riesame è stata pertanto successivamente corretta.
24 settembre 2026 · ore 15:26
Viene trasmesso al Comune un cortese riscontro al provvedimento di diniego.
Il documento formula osservazioni sulle quattro motivazioni indicate dall’Amministrazione, ma precisa espressamente di avere carattere interlocutorio e di non costituire integrazione, modifica o sostituzione della richiesta di riesame già presentata.
24 settembre 2026 · ore 20:12:33
La PEC certifica la consegna al Comune della formale:
“Integrazione, precisazione e rettifica della richiesta di riesame ex art. 5, comma 7, d.lgs. 33/2013 dell’11 settembre 2026”.
Con questo atto viene formalmente corretta la cronologia dell’11 settembre e viene precisato che il riesame riguarda anche il provvedimento espresso di diniego.
L’integrazione delimita inoltre alcune formulazioni residuali della richiesta originaria, ribadisce che non vengono richieste nuove elaborazioni di dati e chiede che, nella valutazione del riesame, siano distinte le diverse categorie documentali e le differenti criticità eventualmente applicabili a ciascuna di esse.
Perché abbiamo corretto la cronologia
La richiesta di riesame dell’11 settembre conteneva una formulazione che non ricostruiva correttamente la sequenza delle PEC della stessa giornata.
Il diniego era stato infatti comunicato alle 09:32, mentre il riesame era stato inviato successivamente.
Quando la verifica della documentazione ha evidenziato questa circostanza, abbiamo ritenuto necessario correggerla formalmente anche all’interno del procedimento.
Per La Svizzera del Carso, la verifica documentale vale anche quando impone di modificare una propria precedente ricostruzione.
Correggere un errore non significa cambiare i fatti.
Significa cercare di raccontarli con maggiore precisione.
Che cosa viene chiesto nel riesame
Il riesame e la successiva integrazione chiedono, tra l’altro, di valutare in modo distinto:
- i documenti già pubblicati;
- i documenti digitali immediatamente reperibili;
- i documenti specificamente identificati;
- i documenti eventualmente non formati o non detenuti;
- le richieste che comporterebbero effettivamente nuove elaborazioni;
- i documenti contenenti dati personali suscettibili, ove possibile, di oscuramento;
- le situazioni nelle quali esistano effettivi controinteressati;
- le categorie per le quali l’accesso comporterebbe concretamente un carico manifestamente irragionevole.
L’obiettivo non è anticipare la valutazione del RPCT.
È consentire che questioni differenti vengano esaminate, per quanto possibile, nella loro specificità.
Il provvedimento pubblicato
Il provvedimento di diniego contiene le ragioni con le quali l’Amministrazione ha ritenuto di non poter accogliere la richiesta nel suo complesso.
Lo pubblichiamo perché riteniamo che, quando i documenti possono essere messi a disposizione nel rispetto della normativa applicabile e della tutela dei dati personali, il lettore debba poter conoscere direttamente sia la posizione dell’Amministrazione sia quella del richiedente.
Non chiediamo di credere a una ricostruzione.
Chiediamo, per quanto possibile, di poterla verificare attraverso i documenti.
Consulta il provvedimento originale
Documento originale firmato digitalmente ricevuto via PEC. Il PDF originale è consultabile direttamente qui sotto ed è disponibile anche per apertura e download.
Il file disponibile ai pulsanti sopra è il documento originale firmato digitalmente ricevuto via PEC.
La pubblicazione degli atti ha pertanto esclusiva finalità documentale, informativa e di trasparenza.
Non costituisce una conclusione sulla legittimità del provvedimento, non anticipa la decisione del RPCT e non sostituisce le valutazioni spettanti agli organi competenti secondo l’ordinamento.
Il procedimento è ancora aperto.
Quando saranno disponibili nuovi atti o una decisione conclusiva, questa pagina verrà aggiornata.
Pubblichiamo anche il riscontro inviato al Comune
Quando si parla di accesso civico e trasparenza, riteniamo che i documenti debbano poter essere letti direttamente, senza filtri.
Per questo pubblichiamo anche il riscontro trasmesso il 24 settembre 2026 al Comune di Monrupino–Repentabor dopo il provvedimento di diniego.
Nel documento vengono affrontati, punto per punto, alcuni aspetti della motivazione ricevuta: la concreta onerosità della richiesta, la distinzione tra documenti specificamente individuati e formulazioni residuali, l’assenza di richieste di nuove elaborazioni, la possibilità di accesso parziale mediante oscuramento e un rilievo tecnico relativo alla disciplina dei controinteressati.
Il riscontro è stato trasmesso mentre era già attivo il procedimento di riesame davanti al Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza (RPCT) e precisa espressamente di non modificare né sostituire tale richiesta.
Pubblichiamo il testo integralmente perché ciascuno possa leggere direttamente le osservazioni formulate e valutarne il contenuto sulla base dei documenti.
Per ragioni di riservatezza, dalla versione pubblicata sono stati eliminati esclusivamente i dati personali e tecnici non necessari alla comprensione della vicenda.
RISCONTRO AL PROVVEDIMENTO DI DINIEGO
Cortese riscontro al provvedimento di diniego – istanza di accesso civico generalizzato dell’11 agosto 2026
Spett.le
Comune di Monrupino-Repentabor
Alla cortese attenzione del Sig. Fabio Vizintin
Vice Segretario Generale Vicario
Responsabile di P.O. del Servizio
Responsabile del procedimento
Gentile Sig. Vizintin,
desidero innanzitutto ringraziare l’Amministrazione, gli Uffici e Lei personalmente, nella Sua qualità di Responsabile del procedimento, per avere fornito un riscontro espresso alla mia istanza di accesso civico generalizzato dell’11 agosto 2026, pur trattandosi di un provvedimento di diniego.
Prendo atto che il provvedimento mi è stato comunicato in data 11 settembre 2026, successivamente al decorso del termine ordinario di trenta giorni, maturato il 10 settembre 2026, in assenza, per quanto a mia conoscenza, di sospensioni del procedimento ritualmente comunicate.
Nel pieno rispetto delle valutazioni svolte dall’Amministrazione, desidero tuttavia evidenziare, con spirito esclusivamente collaborativo, alcuni aspetti della motivazione che ritengo meritevoli di ulteriore approfondimento nella sede propria.
Il richiamo alla sentenza del Consiglio di Stato, Sez. III, 10 ottobre 2025, n. 7973 è pertinente quanto al principio secondo cui l’accesso civico generalizzato può incontrare un limite quando una richiesta risulti manifestamente onerosa o sproporzionata, al punto da determinare un carico di lavoro irragionevole e concretamente idoneo a interferire con il buon andamento dell’Amministrazione.
Proprio per tale ragione, tuttavia, mi sembra rilevante che la valutazione della manifesta onerosità sia rapportata all’attività concretamente necessaria per evadere la specifica richiesta. Nel provvedimento ricevuto tale valutazione risulta fondata principalmente sul numero delle macro-aree, delle annualità e delle voci richieste, mentre non risultano indicati, almeno nella motivazione comunicata, il numero effettivo dei documenti da reperire, la quota di documentazione già disponibile in formato digitale o già pubblicata, le ore di lavoro stimate, le risorse di personale da impiegare, gli archivi concretamente da consultare, l’entità delle operazioni di oscuramento o il numero effettivo degli eventuali controinteressati.
La distinzione mi pare significativa anche perché l’istanza originaria prevedeva espressamente, proprio al fine di contenere l’onere per gli Uffici, la possibilità di trasmissione progressiva, la suddivisione per annualità o materia, il semplice rinvio mediante collegamento diretto ai documenti già pubblicati, l’oscuramento selettivo e la semplice comunicazione dell’eventuale mancata formazione o detenzione di un documento.
Quanto alla qualificazione della domanda come indeterminata o esplorativa, riconosco che alcune formulazioni meramente residuali, quali “ulteriori” o “eventuali”, possano prestarsi a maggiore precisazione. Ritengo tuttavia che tali singole espressioni debbano essere tenute distinte dalle numerose categorie documentali individuate specificamente per denominazione e contenuto nell’istanza, senza che l’eventuale criticità di alcune formulazioni residuali debba necessariamente estendersi all’intera richiesta.
Analoga precisazione ritengo necessaria rispetto alle presunte elaborazioni non dovute. Le espressioni “dati aggregati già disponibili”, “ove esistenti”, “ove già predisposti” e formulazioni analoghe erano intenzionalmente subordinate alla preesistenza del dato o del documento. L’istanza escludeva espressamente la produzione di nuovi documenti, l’elaborazione di dati non già disponibili, la predisposizione di statistiche o prospetti appositi e l’aggregazione di informazioni conservate esclusivamente in forma disaggregata. Non era quindi richiesto agli Uffici di creare ciò che non fosse già formato o detenuto.
Anche sotto il profilo della riservatezza, l’istanza escludeva espressamente la richiesta di dati personali riferibili a singoli contribuenti, dipendenti, utenti o altri soggetti e contemplava fin dall’origine sia l’oscuramento delle sole informazioni non ostensibili sia l’accesso parziale. Ritengo pertanto meritevole di distinta valutazione la possibilità di separare le parti eventualmente interessate da specifici limiti dalle parti liberamente accessibili, in coerenza con l’art. 5-bis, comma 4, del d.lgs. 33/2013 e ferma restando la disciplina relativa agli obblighi di pubblicazione.
Segnalo, infine, quale mero rilievo tecnico e senza attribuirgli autonoma valenza, che la comunicazione agli eventuali controinteressati è disciplinata dall’art. 5, comma 5, del d.lgs. 33/2013, mentre nel provvedimento viene richiamato, a tale riguardo, il comma 6.
Formulo queste osservazioni senza alcun intento polemico e senza voler anticipare conclusioni che competono agli organi chiamati a valutare la questione. Esse intendono soltanto evidenziare le ragioni per le quali alcuni passaggi della motivazione, pur muovendo da principi certamente pertinenti, richiedono a mio avviso una verifica maggiormente aderente alle caratteristiche concrete dell’istanza presentata.
I relativi profili saranno pertanto rimessi alla valutazione propria del procedimento di riesame già attivato.
La presente comunicazione è trasmessa esclusivamente quale cortese riscontro al provvedimento ricevuto, ha carattere interlocutorio e non costituisce integrazione, modifica o sostituzione della richiesta di riesame già presentata.
Ringrazio nuovamente l’Amministrazione, gli Uffici e Lei per il riscontro fornito e per l’attenzione riservata alla mia istanza.
Con i migliori saluti.
Nuove opportunità di finanziamento per progetti sul Carso
Sono aperte due opportunità di finanziamento di particolare interesse per progettualità territoriali, comunitarie e ambientali sul Carso: un bando regionale dedicato agli spazi associativi e una nuova call europea Interreg Euro-MED per progetti pilota sulla resilienza territoriale.
Regione FVG – Contributi per sedi associative e spazi per attività locali
Scadenza: 22 ottobre 2026, ore 16:00
La Regione Friuli Venezia Giulia finanzia interventi su immobili destinati a Pro Loco, parrocchie, fondazioni e associazioni senza fini di lucro, comprese strutture utilizzate per sagre, feste locali e attività di interesse della comunità.
Il contributo può coprire fino al 100% delle spese ammissibili, per un importo massimo di 70.000 euro e con un investimento minimo di 10.000 euro.
Sono finanziabili interventi di acquisto e sistemazione degli immobili, manutenzione straordinaria e ampliamento, efficientamento energetico, accessibilità, adeguamento normativo e miglioramento della funzionalità e resilienza degli spazi.
Per il territorio carsico, il bando può essere particolarmente utile per consolidare spazi comunitari, culturali e operativi, anche in relazione a iniziative come REPE!, patrimonio vivo, attività associative e progetti di comunità.
Prossimo passo: individuare soggetti e immobili potenzialmente ammissibili e verificare rapidamente la fattibilità tecnica ed economica dell’intervento.
Interreg Euro-MED – Call 8 per progetti pilota sulla resilienza territoriale
Apertura: 1 ottobre 2026
Scadenza candidatura: 13 novembre 2026, ore 13:00
Scadenza allegati obbligatori: 27 novembre 2026
La Call 8 di Interreg Euro-MED sostiene Thematic Test Projects dedicati alla sperimentazione sul territorio di soluzioni concrete per rafforzare la resilienza dell’area mediterranea.
La call dispone di un budget complessivo di circa 20 milioni di euro e prevede progetti fino a 2 milioni di euro, con una durata massima di 24 mesi.
Il partenariato deve coinvolgere almeno 5 partner di 5 diversi Paesi dell’area Euro-MED e il capofila deve essere un ente pubblico o organismo di diritto pubblico.
Tra le priorità rientra la missione Natural Heritage, con temi particolarmente coerenti con il Carso: ripristino degli ecosistemi, resilienza della biodiversità, gestione transfrontaliera delle risorse naturali, monitoraggio della biodiversità, nuovi modelli di governance, living lab e osservatori territoriali.
La call presenta quindi una forte coerenza con progettualità come Carso Carbon & Nature, comunelle, biodiversità e Osservatorio territoriale. Si tratta però di uno strumento orientato a progetti maturi, con attività pilota e sperimentazioni concrete, più che a studi preliminari.
Prossimo passo: definire un pilota territoriale già sufficientemente maturo, individuare un possibile capofila pubblico e costruire un partenariato internazionale coerente.
GECT Kras–Carso verso l’ultimo passaggio: nuovo voto atteso anche nei Comuni italiani
Un nuovo aggiornamento riguarda la costituzione del GECT Kras–Carso, uno degli obiettivi centrali del progetto KRAS–CARSO II.
Secondo quanto riportato il 22 settembre 2026 da Primorski dnevnik, il nuovo Gruppo Europeo di Cooperazione Territoriale, destinato a riunire 17 Comuni – 12 italiani e 5 sloveni, è arrivato agli ultimi passaggi burocratici.
Dopo l’approvazione degli atti costitutivi da parte dei consigli comunali, la documentazione è stata trasmessa a Roma. Il Governo italiano ha richiesto alcune correzioni formali; una versione aggiornata è stata quindi rinviata per l’approvazione. Una volta ottenuto il via libera, i consigli comunali dei Comuni italiani partecipanti dovranno votare nuovamente statuto e accordo di funzionamento. Secondo la fonte, le modifiche non riguardano elementi sostanziali.
Monrupino / Repentabor figura tra i Comuni coinvolti nel percorso del GECT, come già indicato nella lettera d’intenti sottoscritta nel 2024.
UNA CONVERGENZA DA SEGUIRE
Per SVICA KRASA / SVIZZERA DEL CARSO questo passaggio è particolarmente importante perché il GECT nasce come struttura stabile per la gestione congiunta del Carso transfrontaliero, del turismo e del futuro Geoparco Kras–Carso.
Il progetto KRAS–CARSO II prevede inoltre prodotti turistici integrati, eventi transfrontalieri, mobilità sostenibile, valorizzazione del patrimonio naturale e culturale e cooperazione tra gli attori del territorio.
In questo quadro, proposte come REPE! · Repen–Škocjan, la Rete dei Tabor, il patrimonio vivente e i prodotti locali presentano evidenti punti di contatto tematici, pur senza implicare oggi alcun loro inserimento formale nel GECT.
Il prossimo passaggio da seguire: eventuali nuove deliberazioni dei consigli comunali italiani aderenti, compreso Monrupino/Repentabor, dopo il via libera definitivo alle correzioni.
UNESCO e patrimonio vivente: nuove opportunità operative per REPE! e il Carso
Il monitoraggio di fine settembre mette in evidenza alcuni passaggi concreti per REPE! / La Svizzera del Carso, soprattutto in relazione al patrimonio culturale immateriale, alle comunità transfrontaliere e alla costruzione di future reti internazionali.
UNESCO: ancora possibile presentare “Living Karst / Carso Vivo”
L’UNESCO conferma che è ancora attiva la raccolta delle iniziative organizzate durante ottobre 2026 per la terza Giornata internazionale del Patrimonio Culturale Immateriale, che si celebra il 17 ottobre.
Comunità, istituzioni culturali, organizzazioni e altri soggetti coinvolti nella Convenzione UNESCO del 2003 possono segnalare le proprie attività attraverso il formulario online oppure utilizzando il formulario Word. Le iniziative vengono pubblicate progressivamente nella pagina internazionale dedicata.
Per REPE! questo rende ancora attuale la proposta Living Karst / Carso Vivo – Community Heritage Across Borders, pensata per Monrupino / Repentabor come momento pubblico dedicato al patrimonio vivente del Carso transfrontaliero.
L’obiettivo non è presentare una candidatura a una Lista UNESCO, ma utilizzare la Giornata internazionale per mettere in relazione comunità, pratiche, memoria e trasmissione dei saperi.
UNESCO · PRESENTA UN’ATTIVITÀ →
Slovenia: le agrarne skupnosti entrano nel patrimonio culturale immateriale
Un elemento particolarmente interessante per il percorso transfrontaliero di REPE! arriva dalla Slovenia.
Il Ministero della Cultura sloveno ha iscritto nel 2026 le agrarne skupnosti nel Registro nazionale del patrimonio culturale immateriale. La descrizione istituzionale riconosce queste comunità come forme storiche di gestione collettiva del patrimonio, capaci ancora oggi di organizzazione, autoregolazione e gestione sostenibile.
Per il lavoro della Svizzera del Carso il riconoscimento è importante perché apre un terreno particolarmente vicino al tema delle srenje, comunelle e forme comunitarie di cura e gestione del territorio.
Non significa che esista già una candidatura UNESCO transfrontaliera su questo tema. Offre però un riferimento nazionale sloveno da studiare e mettere in relazione con le forme comunitarie ancora presenti sul versante italiano del Carso.
SLOVENIA · AGRARNE SKUPNOSTI →
Austria: una finestra per costruire nuove relazioni
La Commissione Austriaca per l’UNESCO indica una nuova sessione online dedicata al patrimonio culturale immateriale, prevista il 13 ottobre 2026 alle ore 10.00. È possibile registrarsi attraverso il sito della Commissione.
Può essere un’occasione utile per approfondire il funzionamento dei registri nazionali e soprattutto per capire come costruire nel tempo rapporti con comunità e portatori austriaci.
L’Austria ha inoltre già definito la procedura per il prossimo anno: nel 2027 ci sarà una sola scadenza per le nuove candidature al Registro nazionale, il 15 giugno 2027. La documentazione richiesta comprende formulario, due lettere di esperti esterni, fotografie della pratica e dichiarazioni di consenso dei soggetti coinvolti.
Questo percorso può essere interessante soprattutto in relazione alla pietra a secco, ai saperi territoriali e ad altre pratiche capaci di creare connessioni tra diversi Paesi dell’area alpino-adriatica.
AUSTRIA · PATRIMONIO IMMATERIALE →
Perform Europe: un’opportunità da valutare per la dimensione performativa di REPE!
Resta inoltre aperta fino al 22 ottobre 2026, ore 23.59 CEST, la call Perform Europe 2026–2028.
Il programma sostiene partenariati di almeno tre soggetti appartenenti ad almeno tre Paesi di Europa Creativa, con contributi da 15.000, 25.000 o 55.000 euro, ai quali possono aggiungersi specifici top-up fino a un massimo complessivo di 60.000 euro.
La call richiede però un lavoro di arti performative già sviluppato e pronto per essere presentato in almeno tre Paesi; non finanzia la produzione di una nuova opera da zero.
Per REPE! potrebbe quindi diventare interessante in una fase successiva, qualora il lavoro su kres, memoria orale, tabor e patrimonio vivente generasse una vera produzione performativa itinerante.
Il Carso non deve inseguire i bandi. Deve arrivarci prima.
Si sta aprendo una finestra concreta su resilienza territoriale, patrimonio, cultura e cooperazione europea. Il punto non è candidarsi a tutto: è trasformare le idee già mature in progetti pronti quando si apre la finestra giusta.
Apertura: 1 ottobre 2026
Scadenza: 13 novembre 2026
È oggi la pista più forte per portare il Carso dentro un progetto transnazionale su resilienza territoriale, patrimonio naturale, economia sostenibile e sperimentazione sul campo.
Azione: definire un solo pilota chiaro e costruire subito il partenariato europeo.
Stato: avviso operativo in arrivo.
Previsti 100.000 euro complessivi, con contributi tra 2.500 e 10.000 euro e copertura fino al 100% del fabbisogno per associazioni con i requisiti.
Azione: individuare ora i soggetti locali ammissibili e preparare il progetto prima dell’apertura.
Stato: regolamento in preparazione.
La misura può diventare una leva strutturale per ricerca, archivio, divulgazione, pubblicazioni, incontri pubblici e cooperazione territoriale su base pluriennale.
Azione: costruire subito una scheda “Laboratorio 2027–2029” con partner, attività, risultati e quadro economico.
Le scadenze immediate
30 settembre: chiude Interreg Euro-MED Call 7 sul turismo sostenibile, utile soprattutto per partenariati già avanzati e basati sul trasferimento di risultati esistenti.
30 settembre: chiude anche il bando FVG per progetti di educazione alla legalità rivolti agli studenti delle scuole superiori, per soggetti associativi in possesso dei requisiti.
Tre finestre da attivare subito
Interreg Euro-MED Call 8 apre domani, 1° ottobre, e chiude il 13 novembre: è la priorità per un pilota transnazionale su resilienza, biodiversità e paesaggio carsico.
Regione FVG – Mercati rionali: domande dal 1° al 30 ottobre, con contributi fino a 45.500 euro per i Comuni. Opportunità interessante per prodotti locali, Made & Grown e spazi di comunità.
Distretti del commercio FVG: finestra dal 12 al 30 ottobre. Può sostenere marketing territoriale, mercati, eventi, mobilità sostenibile e innovazione commerciale.
Prossima mossa: verificare subito Comuni e partner ammissibili e trasformare le idee già mature in schede progetto pronte per ottobre.
Bando FVG 2026 per investimenti nei musei: una finestra concreta per il patrimonio culturale del Carso
La Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia ha aperto una nuova misura di interesse per il patrimonio culturale e la rigenerazione degli asset museali del territorio.
Il bando
Con DGR n. 1346 del 1 settembre 2026 è stato approvato il bando 2026 per investimenti a favore di musei pubblici e privati del Friuli Venezia Giulia. Le domande possono essere presentate dalle ore 08:00 del 5 ottobre 2026 alle ore 16:00 del 9 novembre 2026. La procedura è a sportello.
Cosa finanzia
Manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ampliamento e ristrutturazione, prevenzione incendi, adeguamento degli impianti, climatizzazione, abbattimento delle barriere architettoniche, adeguamento antisismico, rinnovo degli allestimenti e acquisto di attrezzature.
Importi
Per gli enti pubblici il contributo può coprire fino al 90% della spesa ammissibile, con un massimo di 225.000 euro. Per gli enti privati può coprire fino al 70%, con un massimo di 175.000 euro. La spesa minima dell’intervento è di 35.000 euro.
Perché interessa la Svizzera del Carso
La misura è da verificare rapidamente con il Comune e con gli eventuali enti gestori del territorio, in particolare rispetto alla Casa Carsica / Kraška Hiša e ad altri asset museali formalmente qualificati. Può sostenere interventi fisici, accessibilità, impianti e nuovi allestimenti coerenti con i filoni patrimonio, Digital Memory, turismo culturale e rigenerazione.
Il punto decisivo: l’ammissibilità
Il museo deve disporre di un idoneo titolo giuridico di proprietà o gestione e risultare aperto al pubblico nel 2025 per almeno 100 giorni, oltre alle aperture su richiesta. Il primo passaggio operativo è quindi verificare titolo di disponibilità, qualificazione museale e calendario effettivo delle aperture.
Hackathon Geoparco Kras–Carso: idee transfrontaliere per il futuro del territorio
Dal 26 al 30 ottobre 2026, Sežana ospiterà l’Hackathon Geoparco Kras–Carso 2026, iniziativa del progetto strategico KRAS–CARSO II dedicata alla ricerca di nuove soluzioni per il Carso transfrontaliero. L’invito è rivolto a giovani, imprese, organizzazioni non-profit e persone con idee innovative provenienti dall’Italia e dalla Slovenia.
Le sfide si concentreranno soprattutto sul collegamento tra persone, conoscenze e operatori dei due lati del confine, sul coinvolgimento delle nuove generazioni, sulla valorizzazione delle risorse locali e sulla creazione di prodotti e servizi sostenibili. Le candidature resteranno aperte fino al 12 ottobre 2026, mentre il montepremi complessivo ammonta a 5.000 euro.
Per SVICA KRASA / SVIZZERA DEL CARSO, l’iniziativa presenta evidenti punti di contatto con percorsi già avviati attraverso REPE!, i Giovani Custodi del Tabor, il patrimonio vivente e la valorizzazione dei prodotti e delle conoscenze locali. L’hackathon costituisce quindi un’opportunità concreta per conoscere — e, potenzialmente, proporre — idee sviluppate direttamente nel territorio carsico.
Da seguire: le proposte che emergeranno dall’hackathon e i possibili collegamenti con le iniziative locali già sviluppate sul versante di Repen/Monrupino.
Mai più perdere opportunità per mancanza di progetto.
WAKE UP: prima si studia, poi si progetta, poi si cercano le risorse.
Karst Energy Commons è la nuova proposta di La Svizzera del Carso per rigenerare le ex aree militari del territorio attraverso energia rinnovabile, Comunità Energetiche Rinnovabili, economia circolare, agricoltura e servizi alle imprese.
I finanziamenti non devono arrivare prima delle idee. Un territorio che conosce i propri beni, prepara i progetti e costruisce le partnership può trasformare le opportunità in sviluppo reale.
Il progetto parte da Sgonico/Zgonik, con l’ex Polveriera di Borgo Grotta Gigante e l’ex Caserma Dardi, e prevede una possibile estensione verso Monrupino/Repentabor–Fernetti dopo le necessarie verifiche tecniche e patrimoniali.
Quattro opportunità da seguire subito
Il monitoraggio di oggi segnala quattro aggiornamenti materiali per La Svizzera del Carso, con priorità a programmi europei, Friuli-Venezia Giulia e cooperazione transfrontaliera.
FER nelle ex aree militari FVG
Scadenza: 6 ottobre 2026. L’ex Caserma Dardi di Borgo Grotta Gigante, Sgonico, risulta inclusa nell’Allegato A dell’avviso regionale per proposte di partenariato in finanza di progetto finalizzate alla realizzazione di impianti fotovoltaici nelle ex aree militari comunali.
Soggetti ammissibili: operatori economici interessati a proposte di PPP / finanza di progetto.
Pertinenza: molto alta per Karst Energy Commons / Karst Energy & Innovation Hub.
Prossima azione: verificare immediatamente con il Comune di Sgonico se esistono già manifestazioni d’interesse sulla Dardi e attivare un confronto con operatori FER/PPP per proporre il territorio come caso pilota.
Musei e biblioteche FVG
Apertura: 5 ottobre 2026. Scadenza: 9 novembre 2026. Per i musei sono previsti contributi fino al 90% della spesa e 225.000 euro per enti pubblici, e fino al 70% e 175.000 euro per soggetti privati. Per le biblioteche comunali, contributi fino al 90% e 300.000 euro.
Soggetti ammissibili: enti pubblici e, per la linea museale, anche soggetti privati secondo i requisiti del bando.
Pertinenza: Casa Carsica / Kraška hiša, archivio territoriale, memoria digitale, spazi culturali e biblioteca.
Prossima azione: verificare con Monrupino i requisiti formali, il titolo di proprietà o gestione, l’apertura al pubblico e l’eventuale disponibilità di un progetto tecnico già cantierabile. La procedura è a sportello: l’ordine cronologico conta.
Segnaletica bilingue nei centri abitati
Scadenza: 7 ottobre 2026. Il contributo regionale è rivolto ai Comuni e può coprire fino al 100% della spesa, entro 5.000 euro per Comune, per ripristino, adeguamento o nuova segnaletica di ingresso, anche nelle lingue minoritarie riconosciute.
Soggetti ammissibili: Comuni.
Pertinenza: diretta per Monrupino / Repentabor, Repen e Col / Zolla, in relazione a identità bilingue e toponomastica.
Prossima azione: verificare subito con il Comune se l’istanza è già stata presentata; in caso contrario, la finestra utile è ormai molto breve.
Horizon Europe “Nature”
Apertura: 13 ottobre 2026. Scadenza: 14 gennaio 2027. Tra i nuovi temi Horizon Europe dedicati alla biodiversità figura HORIZON-NATURE-2027-02-02, orientato ai living lab per il ripristino degli ecosistemi, con una dotazione complessiva di circa 60 milioni di euro e contributi indicativi nell’ordine di 10 milioni per progetto.
Soggetti ammissibili: consorzi europei composti, in via generale, da almeno tre organizzazioni indipendenti di tre diversi Paesi UE o associati, con almeno un partner stabilito in uno Stato membro.
Pertinenza: molto alta per Carso / Kras Living Lab, biodiversità, landa carsica, gestione del bosco, comunelle / srenje, monitoraggio ambientale e cooperazione Italia–Slovenia.
Prossima azione: individuare università, centri di ricerca e consorzi già orientati alla call e proporre il Carso come territorio pilota transfrontaliero. Da seguire anche l’info day UE del 16 ottobre e il brokerage del 19 ottobre.
Il monitoraggio segnala solo opportunità nuove, cambi di scadenza, aperture o chiusure imminenti e aggiornamenti materiali rispetto ai controlli precedenti.
REPE!: cinque opportunità concrete tra FVG ed Europa
Il monitoraggio aggiornato al 5 ottobre 2026 restringe il campo alle opportunità realmente compatibili con REPE! per patrimonio culturale, tradizioni locali, ricerca, cooperazione transfrontaliera e valorizzazione territoriale.
Segnaletica bilingue FVG · priorità immediata
Scadenza: 7 ottobre 2026. La Regione Friuli Venezia Giulia finanzia fino al 100% della spesa, con un massimo di 5.000 euro per Comune, per ripristino, adeguamento e nuova segnaletica d’ingresso ai centri abitati, anche nelle lingue minoritarie.
Per REPE! il collegamento è diretto: Repen/Repentabor, toponomastica bilingue e riconoscibilità territoriale. La domanda può essere presentata esclusivamente dal Comune.
REGIONE FVG · SEGNALETICA BILINGUE →
Culture Moves Europe · mobilità per ricerca e cooperazione
Scadenza: 30 aprile 2027, con valutazioni periodiche. La call sostiene professionisti della cultura e piccoli gruppi impegnati anche nel cultural heritage, con un progetto sviluppato insieme a un partner in un altro Paese Creative Europe.
Il sostegno prevede 85 euro al giorno e un contributo di viaggio di 400 euro sotto i 5.000 km o 800 euro oltre tale soglia, oltre ad eventuali integrazioni. Per REPE! è una pista concreta per ricerca e co-progettazione in Slovenia, Austria o Croazia su patrimonio immateriale, comunelle/srenje, memoria orale e rete dei Tabor.
CREATIVE EUROPE · CULTURE MOVES EUROPE →
Ricerca archeologica FVG · utile solo con concessione già attiva
Scadenza: 30 ottobre 2026, ore 16:00. Comuni del Friuli Venezia Giulia e associazioni con sede regionale possono ottenere fino al 100% della spesa ammissibile, con un massimo di 15.000 euro per campagna.
È però indispensabile essere già in possesso della concessione di ricerca o scavo prevista dall’articolo 89 del Codice dei beni culturali. Per REPE! il collegamento è con il filone Tabor/castellieri, ma solo in presenza di una struttura archeologica già pronta e autorizzata.
REGIONE FVG · CAMPAGNE ARCHEOLOGICHE →
Interreg Euro-MED · da progetto culturale a pilota territoriale
Scadenza: 13 novembre 2026, ore 13:00 Bruxelles, con allegati successivi. La Call 8 “Advancing Territorial Resilience” dispone di circa 20 milioni di euro e richiede partenariati di almeno cinque Paesi dell’area Euro-MED.
REPE! diventa concretamente compatibile se comunelle/srenje vengono sviluppate come modello di gestione collettiva del territorio, biodiversità, resilienza e governance comunitaria, con un vero pilota sul Carso.
Horizon Europe 2027 · la pista più coerente sul patrimonio immateriale
Il topic HORIZON-CL2-2027-01-HERITAGE-08, dedicato alla salvaguardia e trasmissione del patrimonio culturale immateriale, dovrebbe aprire il 13 maggio 2027 e chiudere il 23 settembre 2027.
Il budget previsto è di 12 milioni di euro, con contributi attesi nell’ordine di 3–4 milioni di euro per progetto. È la cornice europea più vicina ai temi di comunelle/srenje, memoria orale, trasmissione intergenerazionale, patrimonio vivente e rapporto tra cultura e biodiversità.
La strategia realistica è proporre REPE! come caso territoriale del Carso all’interno di un consorzio guidato da università o centri di ricerca europei.
HORIZON EUROPE · WORK PROGRAMME 2026–2027 →
La priorità operativa
Adesso: verificare con il Comune la segnaletica bilingue entro il 7 ottobre. Nei prossimi mesi: utilizzare Culture Moves Europe per costruire relazioni di ricerca transfrontaliere. Sul medio periodo: preparare comunelle/srenje come caso pilota per Interreg e come caso di studio sul patrimonio immateriale per Horizon Europe.
Monitoraggio aggiornato al 5 ottobre 2026. Le condizioni definitive di ammissibilità restano quelle previste dagli avvisi ufficiali degli enti finanziatori.
Park Škocjanske jame apre il dialogo con La Svizzera del Carso
Il Park Škocjanske jame, Slovenija ha invitato La Svizzera del Carso a un incontro per conoscere più da vicino il progetto e approfondire la proposta di collaborazione già trasmessa.
Il confronto sarà conoscitivo e servirà a verificare possibili ambiti comuni su patrimonio del Carso/Kras, cooperazione transfrontaliera e valorizzazione del territorio.
Non c’è ancora una partnership formale. C’è però un dialogo concreto. Ed è da qui che si comincia.
“Micromondo del Carso” diventa patrimonio permanente della Val Rosandra
Un nuovo risultato del progetto KRAS–CARSO II riguarda la valorizzazione permanente del patrimonio geologico del territorio.
Il 9 ottobre 2026 il Dipartimento di Geoscienze dell’Università di Padova ha comunicato che il grande pannello fotografico “Micromondo del Carso”, realizzato nell’ambito delle attività collegate al progetto, ha trovato una collocazione definitiva presso il Centro visite della Riserva Naturale della Val Rosandra, a Bagnoli della Rosandra.
L’installazione, delle dimensioni di 8 × 3 metri, diventa così uno strumento permanente di divulgazione scientifica a disposizione della comunità e dei visitatori. L’immagine alla base dell’opera ha inoltre ottenuto il terzo premio al concorso fotografico del VII Congresso Geologico Sloveno il 2 ottobre 2026.
Una convergenza con Living Karst e Digital Memory
Per SVICA KRASA / SVIZZERA DEL CARSO questo passaggio è interessante perché mostra come ricerca scientifica, immagini e conoscenza del territorio possano trasformarsi in strumenti permanenti di interpretazione e divulgazione del patrimonio locale.
La convergenza con le linee Living Karst / Carso Vivo e Digital Memory è soprattutto metodologica: rendere accessibile il patrimonio attraverso contenuti visivi, scientifici e narrativi che restano sul territorio e diventano parte dell’esperienza dei visitatori e della comunità.
È un modello che potrebbe essere studiato anche per Repen, il Tabor, la Casa Carsica e altri luoghi del patrimonio locale, senza implicare allo stato attuale alcun coinvolgimento formale della Svizzera del Carso nel progetto.
Da seguire: eventuali nuove installazioni permanenti e strumenti divulgativi sviluppati nell’ambito di KRAS–CARSO II e del futuro Geoparco Kras–Carso.