La Svizzera del Carso

Think tank territoriale e laboratorio indipendente di idee e fattibilità.

Esploriamo possibilità per il territorio, le analizziamo e verifichiamo quali possono diventare progetti concreti.

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Aggiornamenti

LA SVIZZERA DEL CARSO

Aggiornamenti

Novità operative, opportunità di finanziamento e avanzamenti dei progetti raccolti in un unico punto. Questa pagina verrà ampliata ogni volta che pubblicheremo un nuovo aggiornamento.

IN PRIMO PIANO · DISTRETTI DEL COMMERCIO · PROGRAMMAZIONE 2026

Il Carso non ha bisogno di altri progetti isolati.Ha bisogno di un sistema.

La Regione Friuli Venezia Giulia ha annunciato una nuova programmazione che il Carso non dovrebbe lasciare passare.

2,05 milioni €Risorse complessive
1,8 milioni €Avvio di nuove progettualità
250.000 €Consolidamento dei Distretti attivi

Il riferimento è il Fondo per lo sviluppo dei Distretti del commercio – programmazione delle risorse per il 2026, annunciato ufficialmente dalla Regione Friuli Venezia Giulia l’11 settembre 2026 con il comunicato: “Commercio: Bini, 2,05 milioni per nuovi e consolidati distretti” – Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia.

La programmazione mette a disposizione complessivamente 2,05 milioni di euro: 1,8 milioni per l’avvio di nuove progettualità e 250.000 euro per il consolidamento e il potenziamento dei Distretti già attivi.

Il nuovo bando è previsto entro l’autunno 2026 e, secondo quanto annunciato dalla Regione, dovrà sostenere anche l’avvio di tre nuove progettualità nei Comuni montani.

Il quadro normativo di riferimento è la Legge regionale 9 dicembre 2025, n. 17 – “Codice regionale del commercio e turismo”, che riconosce i Distretti del commercio come ambiti territoriali nei quali imprese, formazioni sociali, Comuni e altri soggetti locali possono collaborare per la valorizzazione e la rigenerazione dei centri e dei territori.

Perché interessa il Carso

Per anni abbiamo ragionato per frammenti: un borgo, una bottega, un evento, una struttura ricettiva, un sentiero, un prodotto locale.

Ma un territorio non cresce per frammenti.

Cresce quando Comuni, imprese, comunità e istituzioni iniziano a lavorare dentro una visione comune.

È qui che i Distretti del commercio possono diventare qualcosa di più di uno strumento per sostenere singole attività economiche.

Possono diventare una vera infrastruttura territoriale.

Una rete capace di collegare commercio di prossimità, ospitalità, prodotti locali, mercati, cultura, spazi pubblici, mobilità lenta, paesaggio e identità.

Per La Svizzera del Carso questa è la sfida centrale: smettere di pensare il Carso come una somma di piccoli progetti e iniziare a trattarlo come un unico ecosistema economico, culturale e territoriale.

Non serve creare tutto da zero.

Serve collegare ciò che esiste già, dargli una direzione comune e utilizzare la nuova programmazione regionale per trasformare questa visione in interventi concreti.

Il prossimo passo

Ora bisogna capire quali Comuni del Carso siano già inseriti nei Distretti del commercio, quali possano beneficiare della nuova programmazione 2026 e quali progetti della Svizzera del Carso possano essere integrati nei relativi piani territoriali.

Il futuro del Carso non si gioca sulla capacità di ottenere un finanziamento in più.
Si gioca sulla capacità di costruire finalmente un sistema.

Fonte ufficiale: Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, 11 settembre 2026 – “Commercio: Bini, 2,05 milioni per nuovi e consolidati distretti”.

IN EVIDENZA · 11 SETTEMBRE 2026

Accesso civico al Comune di Monrupino–Repentabor: presentata richiesta di riesame

11 AGO
Istanza consegnata
10 SET
Scadenza del termine ordinario
11 SET
Richiesta di riesame inviata

L’11 agosto 2026 è stata trasmessa al Comune di Monrupino–Repentabor un’istanza di accesso civico generalizzato, finalizzata ad acquisire la documentazione necessaria per completare la ricostruzione economica, finanziaria, patrimoniale e programmatoria relativa agli esercizi 2020–2025.

La consegna dell’istanza alla casella PEC istituzionale del Comune è documentata dalla relativa ricevuta. Nei trenta giorni successivi non abbiamo ricevuto provvedimenti, documenti o altre comunicazioni riguardanti la sua trattazione.

Decorso il termine ordinario previsto dal d.lgs. 33/2013, l’11 settembre è stata inviata una richiesta di riesame al Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza del Comune.

Il riesame non costituisce un’accusa né una contestazione nei confronti dell’Amministrazione. È lo strumento previsto dall’ordinamento per chiedere la verifica e la conclusione del procedimento quando non sia pervenuta una risposta entro il termine stabilito.

01 /Perché abbiamo chiesto i documenti

La Svizzera del Carso ha avviato un’attività indipendente di ricostruzione della documentazione pubblica relativa al Comune di Monrupino–Repentabor.

La consultazione delle fonti disponibili online ha permesso di raccogliere numerosi atti, ma non di ricostruire integralmente tutte le serie documentali e tutti gli allegati necessari per svolgere un’analisi completa.

La mancata reperibilità online di un documento non significa che esso non esista, che non sia stato regolarmente formato o che non sia detenuto dall’Amministrazione. Per questo motivo abbiamo utilizzato l’accesso civico generalizzato, lo strumento previsto dall’art. 5, comma 2, del d.lgs. 33/2013 per richiedere dati e documenti detenuti dalle pubbliche amministrazioni, ulteriori rispetto a quelli oggetto di pubblicazione obbligatoria.

L’obiettivo dell’iniziativa è acquisire fonti ufficiali verificabili prima di formulare analisi, valutazioni o proposte riguardanti il territorio.

02 /La documentazione richiesta

L’istanza riguarda documenti economici, finanziari, patrimoniali e programmatori relativi agli esercizi 2020–2025.

La richiesta comprende, in particolare:

  • rendiconti della gestione e relativi allegati;
  • bilanci di previsione e documenti di programmazione;
  • variazioni di bilancio e salvaguardia degli equilibri;
  • entrate tributarie ed extratributarie;
  • TARI e gestione economico-finanziaria del servizio rifiuti;
  • cassa, residui, fondi e indebitamento;
  • patrimonio comunale;
  • organismi e società partecipate;
  • investimenti e finanziamenti esterni.

Sono stati richiesti esclusivamente dati, atti, documenti e prospetti già formati e detenuti dall’Amministrazione.

Non abbiamo chiesto al Comune di produrre nuovi documenti, elaborare dati non disponibili, predisporre statistiche o relazioni, compiere indagini oppure comunicare dati personali non necessari.

La finalità è documentale e conoscitiva: completare la base informativa indispensabile per distinguere ciò che risulta direttamente dagli atti ufficiali dalle elaborazioni, dalle questioni ancora aperte e dalle eventuali proposte autonome del progetto.

03 /Una richiesta gestibile per fasi

L’istanza contiene un elenco analitico articolato per materia e annualità. Proprio in considerazione della sua estensione, abbiamo previsto fin dall’inizio diverse modalità volte ad agevolare il lavoro degli uffici.

È stata dichiarata la disponibilità ad accettare:

  • la trasmissione progressiva della documentazione;
  • la suddivisione dei documenti per annualità o materia;
  • l’indicazione dei collegamenti diretti per gli atti già pubblicati;
  • l’utilizzo di cartelle digitali o servizi di condivisione;
  • l’oscuramento delle sole informazioni non accessibili;
  • una comunicazione sintetica per i documenti non formati, non detenuti o non più conservati;
  • la definizione concordata delle priorità;
  • la modifica dell’ordine di trasmissione in funzione dell’organizzazione degli archivi comunali.

È stato inoltre proposto un ordine di priorità puramente operativo, espressamente modificabile d’intesa con il Servizio economico-finanziario.

Non è mai stata richiesta la consegna contestuale di tutta la documentazione. L’impostazione adottata consente di procedere per fasi, iniziando dai documenti già digitalizzati, pubblicati o immediatamente reperibili.

04 /Consegna e riscontri ricevuti

La PEC contenente l’istanza è stata accettata dal sistema l’11 agosto 2026 alle ore 02:17:49 e consegnata alla casella istituzionale del Comune alle ore 02:17:50 dello stesso giorno.

Nella comunicazione di accompagnamento è stata espressamente richiesta la conferma dell’avvenuta protocollazione.

Alla data dell’11 settembre 2026, sulla base delle comunicazioni pervenute al richiedente, non abbiamo ricevuto:

  • il numero di protocollo assegnato all’istanza;
  • un provvedimento di accoglimento, anche parziale;
  • documenti o collegamenti a documenti pubblicati;
  • un provvedimento di diniego, limitazione o differimento;
  • una richiesta di chiarimento, integrazione o delimitazione;
  • una proposta di trasmissione progressiva;
  • una comunicazione relativa al coinvolgimento di controinteressati;
  • una comunicazione relativa alla sospensione del termine.

Possiamo riferire esclusivamente ciò che è stato ricevuto dal richiedente. Non conosciamo le eventuali attività interne svolte dagli uffici né le ragioni per le quali non sia ancora pervenuto un riscontro.

05 /Il termine e il riesame

L’art. 5, comma 6, del d.lgs. 33/2013 prevede che il procedimento di accesso civico si concluda con un provvedimento espresso e motivato entro trenta giorni dalla presentazione dell’istanza.

Poiché la consegna è avvenuta l’11 agosto 2026, escludendo dal computo il giorno iniziale, il termine ha iniziato a decorrere il 12 agosto ed è scaduto il 10 settembre 2026.

Entro tale data non abbiamo ricevuto un provvedimento espresso né una comunicazione relativa a eventuali cause di sospensione.

La mancata risposta non determina l’accoglimento automatico dell’istanza. Consente però al richiedente di presentare una richiesta di riesame al Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza, secondo quanto previsto dall’art. 5, comma 7, del medesimo decreto.

06 /Che cosa abbiamo chiesto al RPCT

L’11 settembre 2026 è stata inviata una richiesta formale di riesame indirizzata al dott. Norberto Fragiacomo, Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza e Segretario comunale pro tempore del Comune di Monrupino–Repentabor.

Con il riesame abbiamo chiesto al RPCT di:

  1. verificare il mancato riscontro all’istanza originaria;
  2. accertare il decorso del termine, salva l’esistenza di eventuali circostanze sospensive ritualmente intervenute e non ancora comunicate;
  3. adottare un provvedimento espresso e motivato;
  4. accogliere l’istanza e disporre la trasmissione della documentazione, anche progressivamente e per gruppi omogenei;
  5. consentire l’accesso parziale mediante oscuramento selettivo, qualora alcuni documenti contengano informazioni non integralmente accessibili;
  6. indicare puntualmente, per ogni documento eventualmente non trasmesso, se esso non sia stato formato, non sia detenuto dal Comune, non sia più conservato oppure sia soggetto a una specifica esclusione;
  7. motivare ogni eventuale limitazione con riferimento ai limiti previsti dall’art. 5-bis del d.lgs. 33/2013;
  8. comunicare il numero di protocollo dell’istanza originaria e quello attribuito alla richiesta di riesame;
  9. indicare l’ufficio e il responsabile incaricati della trattazione;
  10. precisare gli strumenti di tutela esperibili rispetto al provvedimento conclusivo.

In via subordinata, è stata chiesta l’immediata trasmissione dei documenti già disponibili in formato digitale, l’indicazione dei collegamenti agli atti pubblicati e la consegna prioritaria del rendiconto 2024, dei rendiconti 2021 e 2022 e degli allegati mancanti relativi al rendiconto 2023.

Per la restante documentazione abbiamo proposto la definizione di un calendario progressivo e l’apertura di un confronto operativo volto a concordare eventuali delimitazioni.

07 /Un rinnovato invito alla collaborazione

Non abbiamo elementi per dubitare della buona fede del Comune di Monrupino–Repentabor. Confidiamo che il mancato riscontro entro il termine possa dipendere da circostanze organizzative, tecniche o procedurali e che la situazione possa essere chiarita e risolta nell’ambito del riesame.

Siamo consapevoli che la gestione di una richiesta articolata possa richiedere il coordinamento tra più uffici, la consultazione degli archivi e la verifica dell’eventuale presenza di informazioni soggette a tutela.

Proprio per questo motivo abbiamo proposto fin dall’inizio una gestione progressiva, flessibile e adattabile alle modalità organizzative ritenute più efficienti dall’Amministrazione.

Con la richiesta di riesame abbiamo rinnovato un esplicito invito a instaurare un confronto collaborativo, concreto e costruttivo, volto a individuare le modalità più semplici, sostenibili ed efficaci per consentire l’accesso alla documentazione.

Il riesame non è un atto di accusa, non costituisce una contestazione personale e non presuppone l’esistenza di irregolarità. È lo strumento previsto dalla legge per chiedere che il procedimento venga verificato e formalmente concluso.

Rimane piena la nostra disponibilità a concordare priorità, suddivisioni per annualità o materia, modalità tecniche di trasmissione e ogni altra soluzione utile a rendere concretamente gestibile la richiesta.

08 /Lo stato attuale del procedimento

L’istanza originaria risulta consegnata al Comune l’11 agosto 2026 e il termine ordinario di trenta giorni è scaduto il 10 settembre.

La richiesta di riesame è stata inviata l’11 settembre 2026. Al momento della pubblicazione di questo aggiornamento siamo ancora in attesa della relativa ricevuta PEC di avvenuta consegna e della conferma di protocollazione.

Occorre quindi distinguere chiaramente i due passaggi:

  • la consegna dell’istanza originaria è documentata;
  • per la richiesta di riesame, allo stato attuale, è documentato l’invio, mentre siamo in attesa della ricevuta di avvenuta consegna.

Il termine entro il quale il RPCT è chiamato a pronunciarsi potrà essere calcolato con certezza dopo l’acquisizione della ricevuta di avvenuta consegna della richiesta di riesame.

09 /I prossimi passi

Attenderemo la ricevuta di avvenuta consegna, la conferma di protocollazione e il riscontro del RPCT.

Qualora il Comune proponga una trasmissione progressiva o chieda di concordare priorità e modalità operative, valuteremo la proposta con disponibilità e spirito collaborativo.

Gli eventuali documenti acquisiti saranno esaminati nel loro contesto. Gli elementi che confermeranno la ricostruzione saranno riportati con chiarezza; con la stessa evidenza saranno considerati gli elementi che dovessero integrarla, correggerla o smentirla.

Il presente comunicato sarà aggiornato quando saranno disponibili nuove comunicazioni o nuovi elementi documentali.

10 /Trasparenza sul nostro operato

La pubblicazione risponde a una finalità di trasparenza sul nostro operato.

Vogliamo rendere verificabili la data dell’istanza, il suo oggetto, le modalità collaborative proposte, i termini trascorsi e le iniziative successivamente intraprese.

Il mancato riscontro entro trenta giorni viene riferito esclusivamente come fatto procedimentale. Non viene utilizzato per attribuire intenzioni, responsabilità o valutazioni negative al Comune o alle persone che vi operano.

L’acquisizione dei documenti tramite accesso civico non comporterà la loro pubblicazione automatica. L’eventuale utilizzo o pubblicazione sarà valutato separatamente, secondo criteri di pertinenza, necessità e verificabilità, tenendo conto della tutela dei dati personali e degli altri interessi coinvolti.

Il nostro obiettivo resta quello di costruire una base documentale completa e attendibile, distinguendo sempre:

  • i dati ricavati direttamente da fonti ufficiali;
  • le elaborazioni effettuate sulla base di tali dati;
  • le ipotesi che richiedono ulteriori verifiche;
  • le proposte autonome del progetto.

11 /Il nostro metodo

Il metodo de La Svizzera del Carso rimane invariato:

CONOSCERE → CONFRONTARE → VERIFICARE → PROPORRE

Prima vengono i documenti.

Poi vengono l’analisi e la verifica.

Soltanto dopo possono essere formulate valutazioni o proposte.

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