La Svizzera del Carso

Think tank territoriale indipendente sul Carso/Kras: ricerca, fattibilità, sviluppo locale, innovazione e cooperazione transfrontaliera.

Esploriamo possibilità per il territorio, le analizziamo e verifichiamo quali possono diventare progetti concreti.

PIANIFICAZIONE Dialogo con la società civile e il Comune IL NOSTRO PROGETTO GUARDA AL FUTURO→ Scopri il progetto della futura Fondazione La Svizzera del Carso

Aggiornamenti

UNESCO · PATRIMONIO IMMATERIALE · 26 OTTOBRE 2026

UNESCO 2026: la candidatura multinazionale sulle tradizioni dei minatori interessa anche REPE!

Novità da seguire: per il ciclo 2026 del patrimonio culturale immateriale UNESCO sono in esame 64 dossier. Tra questi compare la candidatura multinazionale Saint Barbara’s celebrations and traditions of miners, presentata da Polonia, Austria e Lussemburgo (dossier n. 02256).

La candidatura documenta celebrazioni, pratiche comunitarie, memoria e trasmissione culturale nelle comunità minerarie. Non è ancora un elemento iscritto nella Lista rappresentativa UNESCO: l’esito dipenderà dalla decisione del Comitato nel ciclo 2026.

Perché è rilevante per REPE! e La Svizzera del Carso

Il dossier costituisce un riferimento metodologico concreto per studiare come più Paesi documentino insieme una tradizione connessa al lavoro estrattivo, coinvolgendo portatori del patrimonio e comunità locali.

Per il Carso può ispirare la documentazione delle memorie e delle pratiche culturali legate alla pietra di Repen e alle reti transfrontaliere. Non equivale a un riconoscimento UNESCO della pietra carsica, dei kres o dei tabori, che sono elementi e percorsi distinti.

Prossimo passaggio

30 novembre – 5 dicembre 2026: seguire la sessione del Comitato intergovernativo e la decisione formale sulla candidatura. Solo allora sarà possibile indicare se l’elemento è stato iscritto.

UNESCO · DOSSIER 2026 E DOCUMENTI UFFICIALI →

Fonte primaria: UNESCO, dossier 02256, «Saint Barbara’s celebrations and traditions of miners», candidatura multinazionale Polonia–Austria–Lussemburgo. Stato: in esame, non iscritta alla data di questo aggiornamento.

CLIMA · FINANZA EUROPEA · 25 OTTOBRE 2026

BEI: 30 miliardi di euro per l’adattamento climatico entro il 2030

La Banca europea per gli investimenti ha presentato la nuova fase del proprio piano per l’adattamento climatico 2026–2030, con l’obiettivo di mettere a disposizione almeno 30 miliardi di euro entro il 2030, raddoppiando il volume di finanziamento rispetto ai cinque anni precedenti.

Il piano riguarda infrastrutture resilienti, sistemi idrici, agricoltura, edifici pubblici, reti energetiche e tecnologie europee per l’adattamento climatico.

Perché interessa il Carso

Per La Svizzera del Carso, il nuovo orientamento BEI è particolarmente rilevante perché riguarda direttamente alcune delle vulnerabilità e delle linee progettuali già individuate sul territorio:

  • prevenzione e resilienza rispetto agli incendi;
  • siccità e gestione della risorsa idrica;
  • accumulo, risparmio e riutilizzo dell’acqua;
  • agricoltura resiliente al cambiamento climatico;
  • gestione e ripristino degli ecosistemi;
  • infrastrutture e reti energetiche più resilienti;
  • soluzioni basate sulla natura;
  • tecnologie e imprese attive nell’adattamento climatico.

Per il Carso significa che progetti come Carso Carbon & Nature, KARST-SAFE, Living Karst e Karst Energy Commons possono essere letti dentro un quadro europeo nel quale resilienza climatica, gestione del territorio e capacità di prevenzione stanno diventando sempre più centrali.

Dalla vulnerabilità al progetto finanziabile

Un elemento particolarmente interessante del nuovo piano è l’obiettivo della BEI di aiutare amministrazioni pubbliche, imprese e istituzioni finanziarie a trasformare i dati sui rischi climatici in progetti concretamente finanziabili.

È previsto anche ClimateSET, un nuovo strumento digitale sviluppato con Copernicus Climate Change Service per identificare i rischi climatici territoriali e le possibili misure di adattamento.

Prima conoscere il rischio, poi costruire il progetto, infine individuare lo strumento finanziario adatto.

Cosa significa operativamente

Il piano BEI non è un nuovo bando locale aperto oggi e non significa che siano automaticamente disponibili 30 miliardi per singoli Comuni o progetti del Carso.

È però un segnale strategico molto importante: nei prossimi anni una quota crescente della finanza europea sarà orientata verso progetti capaci di dimostrare resilienza climatica, prevenzione, gestione dell’acqua, adattamento dell’agricoltura e protezione degli ecosistemi.

Prossima azione: verificare progressivamente quali strumenti BEI, InvestEU, programmi regionali ed europei possano trasformare le linee progettuali già sviluppate sul Carso in operazioni finanziabili.

BEI · FONTE UFFICIALE →

TERRITORIO · PATRIMONIO · IMMOBILI · 22 OTTOBRE 2026

Tre aggiornamenti da seguire per il Carso: cammini storici, recupero immobili e proroga del bando sedi associative

1. Cammino europeo della Pace

Regione Friuli Venezia Giulia, PromoTurismoFVG e partner europei hanno sottoscritto il 21 ottobre 2026 a Nova Gorica un memorandum d’intesa nell’ambito di Gov4Peace, con l’obiettivo di sviluppare un Cammino europeo della Pace dedicato ai luoghi della Prima guerra mondiale e di puntare al riconoscimento tra gli Itinerari culturali del Consiglio d’Europa.

Per la Svizzera del Carso è una pista da seguire per collegare Monrupino/Repentabor, Living Karst, REPE! e i percorsi storici transfrontalieri a una rete europea più ampia.

2. 6 milioni di euro per il recupero di immobili esistenti

La DGR n. 1353/2026, con parere favorevole della IV Commissione, prevede una misura per recupero edilizio, restauro, riqualificazione energetica e riutilizzo di immobili privati.

La dotazione iniziale è di 6 milioni di euro, con contributi fino a 1,5 milioni per domanda e investimento minimo di 100.000 euro. La misura è destinata a imprese ammissibili e riguarda soprattutto interventi finalizzati a nuova offerta abitativa in locazione o vendita a condizioni regolate.

Per la Svizzera del Carso può essere interessante in relazione al recupero di edifici inutilizzati o sottoutilizzati nel territorio di Monrupino, attraverso operatori immobiliari o imprese partner.

3. Confermata la proroga del bando per sedi associative

La Regione ha confermato che il bando per acquisto, recupero, ampliamento ed efficientamento di immobili destinati a sedi associative e manifestazioni tradizionali, con contributi fino a 70.000 euro, scade il 29 ottobre 2026 alle ore 16:00.

Le domande devono essere presentate tramite Istanze On Line. La misura resta una delle opportunità più immediate per un eventuale spazio destinato a REPE!, Living Karst, attività culturali e iniziative comunitarie, attraverso un soggetto ammissibile.

REGIONE FVG · COMUNICATI UFFICIALI → BANDO SEDI ASSOCIATIVE →

BANDI E FINANZIAMENTI · 21 OTTOBRE 2026

Tre priorità operative per il Carso

Sedi associative e feste tradizionali FVG: il bando chiude domani, 22 ottobre alle 16:00, con contributi fino a 70.000 euro per interventi su immobili destinati ad attività associative e manifestazioni tradizionali. È una misura particolarmente interessante per spazi comunitari, REPE! e patrimonio locale, ma richiede un soggetto non profit già ammissibile e una progettazione sufficientemente pronta.

Eventi culturali natalizi FVG: scadenza 30 ottobre 2026. Possono candidarsi esclusivamente i Comuni. Per Monrupino e Sgonico può essere una possibilità per integrare nelle iniziative natalizie attività dedicate a memoria, tradizioni, artigianato e patrimonio del Carso.

Sul fronte europeo emergono inoltre due piste Horizon Europe su materiali circolari ed energia rinnovabile nei processi industriali, potenzialmente coerenti con Fernetti Circular Valley, Marmo Repen e Karst Energy Commons. La prossima azione è individuare imprese e partner scientifici con tecnologie già mature e proporre il Carso come territorio dimostrativo.

Priorità immediata: verificare entro domani se esiste una candidatura concreta e già cantierabile sul bando regionale per le sedi associative.

UNESCO · BANDI EUROPEI · 19 OTTOBRE 2026

UNESCO e bandi: due aggiornamenti per REPE! e La Svizzera del Carso

Due novità concrete meritano attenzione per REPE! e La Svizzera del Carso: un nuovo bando europeo per residenze culturali transfrontaliere e nuove iscrizioni nel registro nazionale austriaco del patrimonio immateriale.

1. Culture Moves Europe — residenze culturali transfrontaliere

Apertura: 15 ottobre 2026 · Scadenza: 18 gennaio 2027. È aperto il bando Culture Moves Europe – Residency Hosts 2026–2027. Le organizzazioni culturali ammissibili possono ospitare da uno a cinque professionisti internazionali per residenze di 21–90 giorni.

Il sostegno prevede 50 € al giorno per residente destinati all’organizzazione ospitante, 30 € giornalieri per ciascun residente e contributi di viaggio.

Applicazione a REPE!: organizzare nel Carso una residenza internazionale dedicata alla documentazione delle tradizioni locali, alla pietra a secco, alla memoria dei tabori e al patrimonio culturale transfrontaliero, coinvolgendo professionisti italiani, sloveni, croati e austriaci.

Occorrono un soggetto giuridico ammissibile, una struttura di accoglienza, almeno un mentore e un progetto culturale definito.

Bando ufficiale e candidatura — Commissione europea →

2. Austria — sei nuove iscrizioni nel registro nazionale del patrimonio immateriale

Pubblicazione: 17 ottobre 2026. La Commissione austriaca per l’UNESCO ha annunciato sei nuove iscrizioni nel registro nazionale, che raggiunge 188 elementi.

Tra queste figura una tradizione plurisecolare del Salzkammergut: i rituali e le pratiche dei tiratori tradizionali (Feuer- und Scheibenschützenwesen).

Non si tratta di falò rituali come i kres, ma di pratiche comunitarie storiche legate al tiro tradizionale, alla socialità e alla trasmissione intergenerazionale.

Interesse per REPE!: costituisce un precedente nazionale utile per studiare come documentare una tradizione comunitaria, senza però rappresentare un riconoscimento dei tabori o delle tradizioni carsiche. Le iscrizioni sono nazionali, non nuove iscrizioni nella Lista rappresentativa UNESCO internazionale.

Comunicato ufficiale UNESCO Austria del 17 ottobre →

Valutazione e priorità

Priorità operativa: Culture Moves Europe. È una possibilità concreta per costruire una rete di professionisti culturali transfrontalieri e produrre documentazione utile al futuro percorso di valorizzazione di REPE!.

Non risultano, nelle fonti verificate per questo aggiornamento, nuove iscrizioni internazionali specifiche per kres, tabori o pietra a secco.

PATRIMONIO · RIGENERAZIONE · 18 OTTOBRE 2026

Fino a 250.000 euro per recuperare dimore e giardini storici

La Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia ha approvato un nuovo bando per il recupero, la conservazione e la valorizzazione di dimore storiche e dei relativi giardini.

Cosa finanzia

La misura riguarda dimore storiche edificate entro il 1800 e sottoposte a tutela, con interventi di recupero, conservazione, manutenzione straordinaria e valorizzazione, compresi i giardini di pertinenza.

Importi

Il contributo può arrivare fino a 250.000 euro per enti pubblici, fino a 200.000 euro per privati ed enti non profit in caso di immobili inagibili e fino a 150.000 euro negli altri casi. La copertura massima è pari all’80% della spesa ammissibile, con un investimento minimo di 50.000 euro.

Scadenze

Le domande potranno essere presentate dal 2 al 23 novembre 2026, esclusivamente tramite PEC.

Perché interessa la Svizzera del Carso

La misura merita una verifica per eventuali progetti di recupero del patrimonio architettonico di Monrupino/Repentabor, collegati a REPE!, Living Karst e al turismo culturale sostenibile.

Il Tabor e altri immobili storici del territorio possono rappresentare casi interessanti, ma l’ammissibilità richiede di verificare con precisione vincolo di tutela, qualificazione del bene, datazione e titolarità dell’immobile.

Prossimo passo: individuare con il Comune e gli eventuali proprietari uno o più immobili potenzialmente ammissibili e verificare subito i requisiti prima dell’apertura della finestra.

REGIONE FVG · COMUNICATO UFFICIALE →

TURISMO SOSTENIBILE · ACCESSIBILITÀ · 11 OTTOBRE 2026

Turismo accessibile: 80.000 euro per progetti promossi da associazioni

La Giunta regionale del Friuli Venezia Giulia ha approvato le linee di indirizzo per la concessione, tramite PromoTurismoFVG, di contributi straordinari destinati a iniziative di turismo accessibile nell’ambito del progetto “Friuli Venezia Giulia – Una Regione per tutti”.

Importi e beneficiari

La misura mette a disposizione complessivamente 80.000 euro a favore di associazioni senza scopo di lucro. Il contributo potrà arrivare fino a 20.000 euro per ciascun beneficiario e sarà assegnato tramite procedura valutativa a graduatoria.

Cosa può finanziare

Sono previste spese per comunicazione e promozione, organizzazione di eventi, servizi, attrezzature, trasporti e assistenza, purché coerenti con l’obiettivo di rendere l’offerta turistica regionale più accessibile e inclusiva.

Perché interessa la Svizzera del Carso

La misura può sostenere un progetto di turismo culturale e naturalistico accessibile collegato a REPE!, Living Karst e al patrimonio storico e paesaggistico di Monrupino/Repentabor.

Una possibile applicazione potrebbe comprendere itinerari accessibili, materiali informativi inclusivi, visite guidate, trasporti dedicati e attività di valorizzazione del Carso, sviluppati attraverso un’associazione in possesso dei requisiti.

Stato della misura: sono state approvate le linee di indirizzo. Non risulta ancora pubblicata la finestra operativa per la presentazione delle domande, quindi sarà importante seguire i successivi provvedimenti di PromoTurismoFVG.

REGIONE FVG · COMUNICATO UFFICIALE → UNA REGIONE PER TUTTI →

TRASPARENZA · 10 OTTOBRE 2026

ABBIAMO VINTO UNA BATTAGLIA. IL MASSO SI È APERTO. GRAZIE, NONNO.

Il Comune di Monrupino–Repentabor rende consultabili i dati sui pagamenti del 2025 e del primo semestre 2026: documenti, cronologia, OIV e la storia della cava di Repen.

LEGGI LA NUOVA PAGINA DEDICATA → · CAPITOLO III — IL MASSO DI MARMO DI REPEN →

RIGENERAZIONE · PATRIMONIO · CULTURA · 10 OTTOBRE 2026

Manovra FVG: 27,8 milioni aggiuntivi, con 10 milioni per il recupero di Trieste Campo Marzio

La Giunta regionale del Friuli Venezia Giulia ha approvato nuovi emendamenti al DDL n. 95/2026 – Misure finanziarie multisettoriali 2026, destinando ulteriori 27,8 milioni di euro a interventi in più settori.

Le misure più interessanti

10 milioni di euro sono destinati alla Fondazione FS per il recupero e la rifunzionalizzazione museale della stazione ferroviaria di Trieste Campo Marzio. È prevista una convenzione che consentirà alla Regione di utilizzare gli spazi recuperati per iniziative istituzionali e culturali.

Sono inoltre previsti 5 milioni complessivi per cultura e sport, anche per ulteriori scorrimenti delle graduatorie dei contributi già operativi, oltre a 8 milioni per incentivi alle attività economiche attraverso CAT e CATA e 7 milioni per il Fondo di rotazione in agricoltura.

Perché interessa la Svizzera del Carso

Il recupero di Campo Marzio può diventare un nodo interessante tra patrimonio storico, turismo culturale, mobilità e valorizzazione territoriale. La futura convenzione sull’uso degli spazi merita particolare attenzione per possibili iniziative e collaborazioni legate a REPE!, Living Karst e alla narrazione del Carso.

Le ulteriori risorse per cultura e attività economiche possono inoltre creare margini per progetti già candidati, scorrimenti di graduatoria e nuove opportunità per operatori locali ammissibili.

Attenzione: non si tratta ancora di un nuovo bando aperto. Gli stanziamenti sono contenuti negli emendamenti al DDL 95/2026 e devono completare l’iter di approvazione in Consiglio regionale.

REGIONE FVG · COMUNICATO UFFICIALE →

CULTURA · PATRIMONIO · ART BONUS · 9 OTTOBRE 2026

Art Bonus FVG: nuove risorse previste per sostenere cultura e patrimonio

Nel quadro del DDL n. 95/2026 – Misure finanziarie multisettoriali 2026, attualmente in corso di esame in Consiglio regionale, sono previste nuove risorse per il sistema culturale regionale, tra cui un incremento di 250.000 euro destinato all’Art Bonus FVG.

Perché è interessante per la Svizzera del Carso

L’Art Bonus FVG può diventare uno strumento utile per sostenere progetti legati a REPE!, Living Karst, memoria storica, patrimonio culturale, divulgazione e valorizzazione del territorio carsico, attraverso il coinvolgimento di mecenati privati e soggetti promotori ammissibili.

Il meccanismo non è un contributo diretto al progetto: il sostegno avviene attraverso un credito d’imposta riconosciuto ai soggetti che effettuano erogazioni liberali a favore di progetti culturali e di valorizzazione del patrimonio.

La finestra 2026 è ancora aperta

Per l’edizione 2026, le domande dei beneficiari del credito d’imposta possono essere presentate fino alle ore 16:00 del 30 ottobre 2026. Tra i soggetti promotori ammessi figurano Comuni, soggetti pubblici, soggetti privati senza scopo di lucro e cooperative con finalità culturali o di valorizzazione del patrimonio.

Nota: l’incremento di 250.000 euro è previsto nel DDL 95/2026 e resta subordinato all’approvazione definitiva della manovra; non costituisce una nuova finestra autonoma di bando.

ART BONUS FVG 2026 → CONSIGLIO REGIONALE · DDL 95 →

PATRIMONIO · REPE! · BANDI · 8 OTTOBRE 2026

Nuovo bando FVG per ricostruzione e divulgazione storica: opportunità per Tabor e REPE!

La Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia ha pubblicato l’avviso operativo collegato alla DGR n. 1382/2026, dedicato alla realizzazione di abiti e beni mobili per associazioni di ricostruzione e divulgazione storica.

Cosa finanzia

Il bando sostiene abiti, accessori, arredi, manufatti, strumenti musicali, attrezzature e altri beni mobili filologicamente riferibili al periodo storico ricostruito.

Importi e scadenze

La dotazione complessiva è di 100.000 euro. Ogni domanda può richiedere un contributo compreso tra 2.500 e 10.000 euro. Le domande aprono alle ore 9:00 del 13 ottobre 2026 e chiudono alle ore 16:00 del 4 novembre 2026.

Perché interessa la Svizzera del Carso

La misura può diventare uno strumento concreto per sviluppare una componente di living history legata al Tabor, alla storia di Repen/Repentabor e alle tradizioni storiche del Carso, finanziando costumi, arredi e materiali utilizzabili in attività pubbliche, didattiche e di divulgazione collegate a REPE!.

Il requisito decisivo

Il beneficiario deve essere un’associazione senza fini di lucro di ricostruzione o divulgazione storica con sede in Friuli Venezia Giulia, costituita da almeno un anno e che abbia partecipato negli ultimi cinque anni ad almeno una rievocazione storica.

Per la Svizzera del Carso la strada più immediata è verificare la disponibilità di un partner associativo locale già in possesso dei requisiti, così da costruire una candidatura coerente con il percorso Tabor / REPE!.

REGIONE FVG · BANDO E REQUISITI → AVVISO DEL 7 OTTOBRE 2026 →

BANDI E FINANZIAMENTI · 6 OTTOBRE 2026

Due scadenze operative: energia e crediti di carbonio

Il monitoraggio evidenzia due aggiornamenti materiali per La Svizzera del Carso: una scadenza immediata sul fronte energia e una nuova opportunità collegata ad agricoltura sostenibile e crediti di carbonio.

FER nelle ex aree militari FVG

Scadenza: 6 ottobre 2026. L’avviso regionale riguarda proposte private di partenariato finalizzate alla realizzazione di impianti fotovoltaici nelle ex caserme comunali.

Soggetti ammissibili: operatori economici interessati a formule di partnership / finanza di progetto.

Pertinenza: altissima per Karst Energy Commons, in particolare rispetto alla ex Caserma Dardi e al tema della rigenerazione energetica delle ex aree militari del Carso.

Prossima azione: verificare con il Comune di Sgonico e con la Regione se sia stata depositata una proposta sulla Dardi e, in caso positivo, identificare l’operatore proponente per aprire un confronto sul concept territoriale.

Programma Valore Agricoltura FVG · Bando J “Crediti di carbonio”

Scadenza: 7 ottobre 2026. Il bando sostiene progetti di certificazione dei crediti di carbonio derivanti da pratiche agricole sostenibili.

Soggetti ammissibili: PMI agricole con unità operativa in Friuli Venezia Giulia, reti o ATI di imprese agricole e cooperative agricole regionali.

Cosa finanzia: consulenze specialistiche, studi di fattibilità, analisi, rilievi, campionamenti, validazione, verifica e certificazione dei crediti.

Pertinenza: molto alta per i filoni carbonio, biodiversità, agricoltura sostenibile e Carso Carbon & Nature.

Prossima azione: individuare aziende agricole carsiche interessate, verificare superfici e fascicolo aziendale e valutare il ruolo del laboratorio come soggetto di concept e coordinamento.

Nessun nuovo aggiornamento materiale, in quel controllo, sulle call Interreg Italia–Slovenia rispetto al precedente monitoraggio.

LA SVIZZERA DEL CARSO

Aggiornamenti

Novità operative, opportunità di finanziamento e avanzamenti dei progetti raccolti in un unico punto. Questa pagina verrà ampliata ogni volta che pubblicheremo un nuovo aggiornamento.

BANDI E OPPORTUNITÀ · 7 OTTOBRE 2026

Dal Carso all’Euro-MED: si aprono nuove piste di partenariato

Il monitoraggio di oggi porta una novità concreta sul fronte europeo: la Call 8 di Interreg Euro-MED non è più soltanto una finestra da osservare, ma una possibilità da agganciare attraverso consorzi già in costruzione. Nelle ultime ore sono emerse due ricerche partner particolarmente vicine ai temi della Svizzera del Carso: una dedicata a restauro post-incendio, biodiversità e resilienza climatica, l’altra a rigenerazione di aree inutilizzate, agricoltura periurbana, suolo e living lab.

La call chiude il 13 novembre 2026 alle 13:00 e richiede partenariati di almeno cinque Paesi dell’area Euro-MED. Per il laboratorio il punto non è candidarsi da soli, ma proporre il Carso/Kras come territorio pilota: ex aree militari, superfici degradate, biodiversità, gestione del paesaggio, rischio incendi e coinvolgimento delle comunità locali possono entrare in un’unica proposta territoriale.

La prossima mossa è semplice: preparare una scheda di una pagina con un sito pilota, un soggetto pubblico o gestore del terreno, due o tre attività testabili e il valore aggiunto transfrontaliero. Domani, 8 ottobre alle 09:30, il Programma tiene inoltre un Technical Meeting online sulla Call 8: un passaggio utile per verificare requisiti e impostazione del progetto.

Due scadenze si chiudono oggi

Crediti di carbonio FVG. Scade oggi, 7 ottobre, il Bando J di Valore Agricoltura, rivolto a PMI agricole, reti/ATI e cooperative agricole regionali. Finanzia attività di analisi, monitoraggio, validazione e certificazione dei crediti di carbonio. Per il Carso è un possibile banco di prova per Carso Carbon & Nature, ma solo se esiste già un’azienda agricola pronta a candidarsi.

Segnaletica bilingue. Sempre oggi chiude la misura regionale destinata ai Comuni per la segnaletica d’ingresso ai centri abitati, anche nelle lingue minoritarie. Per Monrupino/Repentabor, Repen e Col/Zolla è una piccola misura finanziaria ma un segnale importante sul piano dell’identità territoriale e della toponomastica.

Il punto: mentre alcune finestre locali si chiudono, la priorità si sposta sulla capacità di entrare in reti europee già attive. Per La Svizzera del Carso significa arrivare ai consorzi non con un’idea generica, ma con un territorio, un problema concreto e un pilota già leggibile.

AGGIORNAMENTO · 15 SETTEMBRE 2026 · BIODIVERSITÀ E RICERCA

CARSO ReVALUE

Trasformare una specie invasiva da costo ambientale a motore di ripristino, ricerca e bioeconomia circolare

Il 14 settembre 2026 Il Piccolo ha segnalato una nuova estesa presenza di ailanto nell’area delle Forcate, a Monfalcone. La notizia riporta al centro del dibattito la gestione delle specie invasive nel Carso. In questo contesto La Svizzera del Carso presenta CARSO ReVALUE, una proposta attualmente in fase di concept e strutturazione.

Riferimento: Elena Placitelli, Il Piccolo, 14 settembre 2026 — Il Carso infestato dall’ailanto: una nuova distesa con migliaia di piante a Monfalcone (articolo riservato agli abbonati). Il riferimento riguarda il contesto territoriale; CARSO ReVALUE è la proposta della Svizzera del Carso.

Un’iniziativa della Svizzera del Carso per costruire un nuovo modello europeo di eradicazione, neutralizzazione, ripristino ecologico e valorizzazione controllata della biomassa derivante dalla gestione di Ailanthus altissima.

Dove altri vedono soltanto una specie invasiva e un costo crescente di gestione, noi vediamo la possibilità di costruire una soluzione.

Non una nuova economia fondata sull’ailanto.

Una nuova economia fondata sulla sua eliminazione.

Eradicare. Neutralizzare. Valorizzare. Ripristinare.

UN PROBLEMA AMBIENTALE. UNA POSSIBILE SOLUZIONE ECONOMICA.

Ailanthus altissima, comunemente noto come ailanto o albero del paradiso, è una specie esotica invasiva di rilevanza unionale.

Nel Friuli Venezia Giulia è classificata come invasiva ed è particolarmente presente anche nelle aree più calde del Carso, dove può espandersi rapidamente e competere con la vegetazione autoctona.

CARSO ReVALUE parte da un principio semplice:

la specie deve essere eliminata o controllata.

Ma la biomassa prodotta dagli interventi di gestione non deve necessariamente essere considerata soltanto un costo.

Una volta raccolta, neutralizzata, tracciata e gestita nel pieno rispetto delle autorizzazioni applicabili, può diventare oggetto di ricerca e sperimentazione industriale.

L’obiettivo è quindi trasformare:

un costo di bonifica

in

ripristino ambientale + ricerca + innovazione + potenziale valore economico.

NON VOGLIAMO CREARE UN’ECONOMIA DELL’AILANTO
Vogliamo creare un’economia della sua scomparsa.

CARSO ReVALUE non prevede:

coltivazione dell’ailanto;
nuove piantagioni;
propagazione;
diffusione intenzionale;
approvvigionamento da coltivazioni dedicate.

Il valore economico deve esistere solo come conseguenza della rimozione della specie.

La biomassa non giustifica la permanenza dell’ailanto.

È l’eliminazione dell’ailanto a generare la biomassa.

ZERO SPREAD PRINCIPLE
Zero cultivation
Zero propagation
Zero intentional spread
Full traceability
Controlled neutralisation
Environmental restoration first

Ogni lotto dovrà essere riconducibile all’intervento di provenienza.

Semi e parti potenzialmente riproduttive dovranno essere gestiti secondo protocolli specifici.

Il trasporto di materiale vitale dovrà essere minimizzato.

Il progetto dovrà privilegiare, ove tecnicamente possibile, neutralizzazione e trattamento in prossimità dell’area di intervento.

REGULATORY PATHWAY
Una soluzione costruita dentro il quadro europeo sulle specie invasive

CARSO ReVALUE nasce dalla conformità normativa, non dall’aggiramento della normativa.

Ailanthus altissima è soggetta alle limitazioni previste dalla disciplina europea sulle specie esotiche invasive.

Il progetto intende quindi verificare e strutturare le attività di gestione e possibile valorizzazione all’interno del Regolamento (UE) n. 1143/2014, della normativa nazionale di attuazione e delle disposizioni regionali applicabili.

Un elemento centrale da approfondire è l’articolo 19, paragrafo 2, del Regolamento europeo.

La disposizione prevede, all’interno delle misure di gestione finalizzate all’eradicazione, al controllo della popolazione o al contenimento, la possibilità che l’uso commerciale di specie invasive già insediate sia temporaneamente consentito, sotto rigorosa giustificazione e con tutti i controlli appropriati necessari a evitare un’ulteriore diffusione.

CARSO ReVALUE intende studiare questa possibilità come principale percorso regolatorio, senza considerarla un’autorizzazione già acquisita.

Dovranno inoltre essere valutate, ove applicabili:

la disciplina italiana prevista dal D.Lgs. 230/2017;
le procedure specifiche per ricerca previste dal quadro europeo;
eventuali ulteriori autorizzazioni per attività scientifiche o industriali;
il Piano nazionale di gestione dell’Ailanthus altissima;
la Strategia regionale del Friuli Venezia Giulia;
le prescrizioni relative alle aree protette e Natura 2000.

Ogni attività industriale sarà subordinata alle autorizzazioni e valutazioni tecniche necessarie.

IL CARSO COME LABORATORIO EUROPEO

Il Friuli Venezia Giulia dispone già di una strategia regionale dedicata alle specie aliene invasive.

CARSO ReVALUE propone di andare oltre la sola gestione del problema e trasformare il territorio in un laboratorio nel quale biodiversità, ricerca, industria e finanza lavorano insieme.

Il modello si articola in cinque fasi.

01 — MAP
Conoscere prima di intervenire

GIS territoriale.

Mappatura delle infestazioni.

Classificazione per densità.

Identificazione delle aree prioritarie.

Stima della biomassa.

Baseline ambientale.

Mappatura dei ricacci.

Analisi delle aree Natura 2000 e delle aree sottoposte a tutela.

Il primo investimento del progetto deve produrre un dato affidabile:

dove si trova l’ailanto, quanto ce n’è e quanto costa eliminarlo.

02 — REMOVE
Eliminare in modo professionale

Gli interventi dovranno essere eseguiti secondo protocolli tecnici appropriati alla specie e al sito.

Il semplice taglio non può essere considerato automaticamente una soluzione definitiva.

CARSO ReVALUE punta a un modello basato su:

eradicazione;
devitalizzazione ove prevista;
gestione dei ricacci;
monitoraggio pluriennale;
risultati ambientali verificabili.

L’operatore dovrebbe essere remunerato principalmente per il risultato ottenuto:

ettari recuperati, riduzione dei ricacci e biodiversità ripristinata.

Non per mantenere nel tempo una produzione di biomassa.

03 — NEUTRALISE
Rendere sicura la biomassa

Prima di ogni successiva valorizzazione industriale, la biomassa deve essere gestita in modo da ridurre il rischio di diffusione.

CARSO ReVALUE intende sviluppare un protocollo specifico:

removal → segregation → neutralisation → traceability → industrial use.

L’obiettivo è costruire una vera chain of custody ambientale, verificabile dal punto di rimozione fino all’utilizzo finale.

04 — ReVALUE
Dalla biomassa residuale alla conoscenza industriale

Dopo neutralizzazione e qualificazione, diverse frazioni della biomassa potranno essere analizzate per individuare le destinazioni con il migliore equilibrio tra sostenibilità ambientale, fattibilità tecnica e valore economico.

Tra i percorsi da studiare:

Biochar

Materiali bio-based

Chimica verde

Pirolisi

Gassificazione

Syngas

Processi di bioraffineria

Biomolecole

Estratti destinati alla ricerca

Intermedi industriali

Queste destinazioni devono essere considerate percorsi di ricerca e validazione, non prodotti già disponibili commercialmente.

Il progetto non attribuisce oggi alla biomassa valori economici farmaceutici, cosmetici o industriali non ancora dimostrati.

Prima vengono i dati.

Poi vengono gli economics.

05 — RESTORE
Il vero prodotto finale è la biodiversità

L’intervento non termina con la rimozione dell’ailanto.

CARSO ReVALUE prevede:

ripristino delle specie autoctone;
recupero degli habitat;
monitoraggio;
controllo dei nuovi ricacci;
misurazione dei risultati ambientali.

Meno ailanto. Più Carso.

RESEARCH & INNOVATION
Dal materiale residuale alla conoscenza industriale

CARSO ReVALUE intende costruire un programma scientifico dedicato alla caratterizzazione della biomassa e alla valutazione delle sue possibili destinazioni.

Le attività potranno comprendere:

caratterizzazione chimico-fisica;
analisi delle diverse frazioni della pianta;
bilancio di massa;
analisi LCA;
tecniche di neutralizzazione;
biochar;
pirolisi;
gassificazione;
bioraffineria;
materiali bio-based;
estrazione e frazionamento;
techno-economic assessment;
scalabilità industriale.
ENEA / RESEARCH TRACK

CARSO ReVALUE intende esplorare una collaborazione con ENEA, università e altri organismi di ricerca italiani ed europei.

L’obiettivo è costruire una piattaforma scientifica capace di rispondere a tre domande:

Che cosa contiene realmente questa biomassa?
Quali processi possono trasformarla in sicurezza?
Quali applicazioni hanno realmente senso industriale?

ENEA viene identificata in questa fase come potenziale interlocutore tecnico-scientifico.

Qualsiasi partnership sarà comunicata come tale soltanto dopo la sua eventuale formalizzazione.

THE PILOT
€7 MILIONI

TARGET — programma iniziale indicativo

36 MESI

Pilot, ricerca e validazione

500–700 ETTARI

PLANNING ASSUMPTION — prima scala dimostrativa

2027–2029

Pilot & validation

2030–2032

Potential scale-up

Il pilot dovrà validare:

densità reale della biomassa;
costi per ettaro;
costi di neutralizzazione;
efficacia degli interventi;
tecnologie di trasformazione;
potenziali off-taker;
economics industriali;
risultati ambientali.
BASE CASE 2032
SCENARIO PRELIMINARE
2.700 ha

Superficie cumulativa ipotizzata

45.360 t

Biomassa recuperabile cumulativa nello scenario Base

€41,2 M

Ricavi commerciali cumulativi ipotizzati 2028–2032

€6,77 M

EBITDA cumulativo di scenario

€3,81 M

EBITDA indicativo 2032

24,1%

EBITDA margin indicativo 2032

Nota importante

Queste grandezze costituiscono uno scenario finanziario preliminare.

Non rappresentano risultati garantiti.

Superficie, densità della biomassa, recuperabilità, prezzi, costi, CAPEX, OPEX, ricavi e margini dovranno essere verificati attraverso censimento GIS e forestale, attività pilota, procurement, autorizzazioni e accordi commerciali.

FOUR LAYERS OF VALUE
1 — Environmental Services

Mappatura, eradicazione, controllo dei ricacci, monitoraggio e ripristino ambientale.

Il primo flusso economico nasce dalla soluzione di un problema reale.

2 — Biomass Valorisation

Dove tecnicamente ed economicamente sostenibile, la biomassa neutralizzata può passare da costo di gestione a input potenziale per processi industriali.

3 — R&D + IP

Il progetto può generare:

protocolli;
dati;
processi;
know-how;
proprietà intellettuale;
tecnologie;
modelli di tracciabilità.

Il vero valore industriale può risiedere più nel processo che nella biomassa.

4 — Replication

Se validato, CARSO ReVALUE può diventare un modello replicabile.

Dal Carso.

Al Friuli Venezia Giulia.

Alla Slovenia.

All’Europa.

OUR ROLE
Project Originator. Integrator. Capital Architect.

La Svizzera del Carso non intende essere semplicemente l’operatore che rimuove la vegetazione.

Il nostro ruolo è costruire il sistema.

Originiamo il progetto.

Costruiamo il partenariato.

Strutturiamo il capitale.

Connettiamo territorio, ricerca e industria.

Identifichiamo i programmi europei.

Organizziamo i work package.

Sviluppiamo la ProjectCo.

Costruiamo la strategia IP.

Prepariamo il modello per la replicazione.

Non dobbiamo possedere ogni tecnologia.

Dobbiamo orchestrare l’ecosistema che trasforma un problema ambientale in una soluzione territoriale scalabile.

CARSO ReVALUE PROJECTCO
PUBLIC & TERRITORY

Regione Friuli Venezia Giulia

Enti locali

Amministrazioni nazionali competenti

Aree protette

Gestori Natura 2000

SCIENCE

ENEA — potential

Università — potential

Organismi di ricerca

ISPRA — institutional dialogue

INDUSTRY

Bioeconomy

Materials

Green Chemistry

Energy

Biotech

Technology providers

CAPITAL

LIFE

PR FESR Friuli Venezia Giulia

Interreg Italia–Slovenia

Horizon Europe

Circular Bio-based Europe

Industrial co-investment

Impact capital

Equity

Tutti i soggetti indicati rappresentano categorie o potenziali interlocutori salvo partnership formalmente sottoscritte.

BLENDED FINANCE ARCHITECTURE
Capitale diverso per problemi diversi

CARSO ReVALUE non deve dipendere da una sola fonte di finanziamento.

La struttura finanziaria punta a combinare strumenti differenti mantenendo rigorosamente separate le spese finanziate.

PUBLIC & GRANT LAYER

Biodiversità

Ripristino

Monitoraggio

Ricerca

GIS

Dimostrazione

Beni pubblici

PRIVATE & INDUSTRIAL LAYER

Trasformazione industriale

Impianti

Proprietà intellettuale

Commercializzazione

Offtake

Scale-up

Il principio è semplice:

finanza pubblica dove si producono beni pubblici.

capitale privato dove esistono flussi economici verificabili.

ONE KARST. TWO COUNTRIES. ONE LABORATORY.

CARSO ReVALUE nasce nel Friuli Venezia Giulia ma viene concepito con una possibile dimensione transfrontaliera.

Il Carso italiano e il Kras sloveno appartengono allo stesso sistema territoriale ed ecologico.

Una futura piattaforma Italia–Slovenia potrebbe integrare:

biodiversità;
gestione coordinata delle specie invasive;
GIS;
ricerca;
università;
Interreg;
living laboratory;
bioeconomia;
protocolli condivisi;
replicazione europea.

Si tratta di un potenziale scale-up transfrontaliero, subordinato alla costruzione del relativo partenariato.

PROJECT STATUS
CONCEPT & STRUCTURING PHASE

Regulatory pathway
Under assessment

GIS inventory
To be developed

Institutional dialogue
Proposed

Scientific partnership
To be structured

Pilot engineering
To be validated

Industrial offtake
Under exploration

Funding architecture
In development

La trasparenza sullo stato del progetto è parte integrante del nostro metodo.

FROM THE KARST TO EUROPE

CARSO ReVALUE nasce da un problema concreto del territorio.

Ma viene progettato fin dall’inizio per essere:

misurabile

verificabile

finanziabile

scientificamente validabile

replicabile

Cerchiamo interlocutori capaci di costruire insieme il progetto.

Institutional Partners

Regioni, Ministeri, Comuni, aree protette e gestori territoriali.

Scientific Partners

Università, ENEA e organismi di ricerca.

Industrial Partners

Bioeconomia, materiali, chimica verde, energia, biotech e tecnologie ambientali.

Capital Partners

Programmi europei, partner industriali, impact capital e investitori orientati alla transizione.

DISCUSS CARSO ReVALUE

Institutional Dialogue

Join the Research & Industrial Platform

Request the Project Dossier

DISCLAIMER

CARSO ReVALUE è attualmente in fase di concept e strutturazione.

I riferimenti normativi, scientifici, finanziari, economici e industriali contenuti in questa pagina hanno finalità progettuale e informativa.

Non costituiscono parere legale, autorizzazione amministrativa, offerta di investimento, previsione garantita di risultati economici o garanzia di accesso a finanziamenti pubblici.

Le attività descritte saranno subordinate alle autorizzazioni, verifiche scientifiche, valutazioni ambientali e procedure applicabili

IN PRIMO PIANO · DISTRETTI DEL COMMERCIO · PROGRAMMAZIONE 2026

Il Carso non ha bisogno di altri progetti isolati.Ha bisogno di un sistema.

La Regione Friuli Venezia Giulia ha annunciato una nuova programmazione che il Carso non dovrebbe lasciare passare.

2,05 milioni €Risorse complessive
1,8 milioni €Avvio di nuove progettualità
250.000 €Consolidamento dei Distretti attivi

Il riferimento è il Fondo per lo sviluppo dei Distretti del commercio – programmazione delle risorse per il 2026, annunciato ufficialmente dalla Regione Friuli Venezia Giulia l’11 settembre 2026 con il comunicato: “Commercio: Bini, 2,05 milioni per nuovi e consolidati distretti” – Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia.

La programmazione mette a disposizione complessivamente 2,05 milioni di euro: 1,8 milioni per l’avvio di nuove progettualità e 250.000 euro per il consolidamento e il potenziamento dei Distretti già attivi.

Il nuovo bando è previsto entro l’autunno 2026 e, secondo quanto annunciato dalla Regione, dovrà sostenere anche l’avvio di tre nuove progettualità nei Comuni montani.

Il quadro normativo di riferimento è la Legge regionale 9 dicembre 2025, n. 17 – “Codice regionale del commercio e turismo”, che riconosce i Distretti del commercio come ambiti territoriali nei quali imprese, formazioni sociali, Comuni e altri soggetti locali possono collaborare per la valorizzazione e la rigenerazione dei centri e dei territori.

Perché interessa il Carso

Per anni abbiamo ragionato per frammenti: un borgo, una bottega, un evento, una struttura ricettiva, un sentiero, un prodotto locale.

Ma un territorio non cresce per frammenti.

Cresce quando Comuni, imprese, comunità e istituzioni iniziano a lavorare dentro una visione comune.

È qui che i Distretti del commercio possono diventare qualcosa di più di uno strumento per sostenere singole attività economiche.

Possono diventare una vera infrastruttura territoriale.

Una rete capace di collegare commercio di prossimità, ospitalità, prodotti locali, mercati, cultura, spazi pubblici, mobilità lenta, paesaggio e identità.

Per La Svizzera del Carso questa è la sfida centrale: smettere di pensare il Carso come una somma di piccoli progetti e iniziare a trattarlo come un unico ecosistema economico, culturale e territoriale.

Non serve creare tutto da zero.

Serve collegare ciò che esiste già, dargli una direzione comune e utilizzare la nuova programmazione regionale per trasformare questa visione in interventi concreti.

Il prossimo passo

Ora bisogna capire quali Comuni del Carso siano già inseriti nei Distretti del commercio, quali possano beneficiare della nuova programmazione 2026 e quali progetti della Svizzera del Carso possano essere integrati nei relativi piani territoriali.

Il futuro del Carso non si gioca sulla capacità di ottenere un finanziamento in più.
Si gioca sulla capacità di costruire finalmente un sistema.

Fonte ufficiale: Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, 11 settembre 2026 – “Commercio: Bini, 2,05 milioni per nuovi e consolidati distretti”.

IN EVIDENZA · 11 SETTEMBRE 2026

Accesso civico al Comune di Monrupino–Repentabor: presentata richiesta di riesame

11 AGO
Istanza consegnata
10 SET
Scadenza del termine ordinario
11 SET
Richiesta di riesame inviata

L’11 agosto 2026 è stata trasmessa al Comune di Monrupino–Repentabor un’istanza di accesso civico generalizzato, finalizzata ad acquisire la documentazione necessaria per completare la ricostruzione economica, finanziaria, patrimoniale e programmatoria relativa agli esercizi 2020–2025.

La consegna dell’istanza alla casella PEC istituzionale del Comune è documentata dalla relativa ricevuta. Nei trenta giorni successivi non abbiamo ricevuto provvedimenti, documenti o altre comunicazioni riguardanti la sua trattazione.

Decorso il termine ordinario previsto dal d.lgs. 33/2013, l’11 settembre è stata inviata una richiesta di riesame al Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza del Comune.

Il riesame non costituisce un’accusa né una contestazione nei confronti dell’Amministrazione. È lo strumento previsto dall’ordinamento per chiedere la verifica e la conclusione del procedimento quando non sia pervenuta una risposta entro il termine stabilito.

01 /Perché abbiamo chiesto i documenti

La Svizzera del Carso ha avviato un’attività indipendente di ricostruzione della documentazione pubblica relativa al Comune di Monrupino–Repentabor.

La consultazione delle fonti disponibili online ha permesso di raccogliere numerosi atti, ma non di ricostruire integralmente tutte le serie documentali e tutti gli allegati necessari per svolgere un’analisi completa.

La mancata reperibilità online di un documento non significa che esso non esista, che non sia stato regolarmente formato o che non sia detenuto dall’Amministrazione. Per questo motivo abbiamo utilizzato l’accesso civico generalizzato, lo strumento previsto dall’art. 5, comma 2, del d.lgs. 33/2013 per richiedere dati e documenti detenuti dalle pubbliche amministrazioni, ulteriori rispetto a quelli oggetto di pubblicazione obbligatoria.

L’obiettivo dell’iniziativa è acquisire fonti ufficiali verificabili prima di formulare analisi, valutazioni o proposte riguardanti il territorio.

02 /La documentazione richiesta

L’istanza riguarda documenti economici, finanziari, patrimoniali e programmatori relativi agli esercizi 2020–2025.

La richiesta comprende, in particolare:

  • rendiconti della gestione e relativi allegati;
  • bilanci di previsione e documenti di programmazione;
  • variazioni di bilancio e salvaguardia degli equilibri;
  • entrate tributarie ed extratributarie;
  • TARI e gestione economico-finanziaria del servizio rifiuti;
  • cassa, residui, fondi e indebitamento;
  • patrimonio comunale;
  • organismi e società partecipate;
  • investimenti e finanziamenti esterni.

Sono stati richiesti esclusivamente dati, atti, documenti e prospetti già formati e detenuti dall’Amministrazione.

Non abbiamo chiesto al Comune di produrre nuovi documenti, elaborare dati non disponibili, predisporre statistiche o relazioni, compiere indagini oppure comunicare dati personali non necessari.

La finalità è documentale e conoscitiva: completare la base informativa indispensabile per distinguere ciò che risulta direttamente dagli atti ufficiali dalle elaborazioni, dalle questioni ancora aperte e dalle eventuali proposte autonome del progetto.

03 /Una richiesta gestibile per fasi

L’istanza contiene un elenco analitico articolato per materia e annualità. Proprio in considerazione della sua estensione, abbiamo previsto fin dall’inizio diverse modalità volte ad agevolare il lavoro degli uffici.

È stata dichiarata la disponibilità ad accettare:

  • la trasmissione progressiva della documentazione;
  • la suddivisione dei documenti per annualità o materia;
  • l’indicazione dei collegamenti diretti per gli atti già pubblicati;
  • l’utilizzo di cartelle digitali o servizi di condivisione;
  • l’oscuramento delle sole informazioni non accessibili;
  • una comunicazione sintetica per i documenti non formati, non detenuti o non più conservati;
  • la definizione concordata delle priorità;
  • la modifica dell’ordine di trasmissione in funzione dell’organizzazione degli archivi comunali.

È stato inoltre proposto un ordine di priorità puramente operativo, espressamente modificabile d’intesa con il Servizio economico-finanziario.

Non è mai stata richiesta la consegna contestuale di tutta la documentazione. L’impostazione adottata consente di procedere per fasi, iniziando dai documenti già digitalizzati, pubblicati o immediatamente reperibili.

04 /Consegna e riscontri ricevuti

La PEC contenente l’istanza è stata accettata dal sistema l’11 agosto 2026 alle ore 02:17:49 e consegnata alla casella istituzionale del Comune alle ore 02:17:50 dello stesso giorno.

Nella comunicazione di accompagnamento è stata espressamente richiesta la conferma dell’avvenuta protocollazione.

Alla data dell’11 settembre 2026, sulla base delle comunicazioni pervenute al richiedente, non abbiamo ricevuto:

  • il numero di protocollo assegnato all’istanza;
  • un provvedimento di accoglimento, anche parziale;
  • documenti o collegamenti a documenti pubblicati;
  • un provvedimento di diniego, limitazione o differimento;
  • una richiesta di chiarimento, integrazione o delimitazione;
  • una proposta di trasmissione progressiva;
  • una comunicazione relativa al coinvolgimento di controinteressati;
  • una comunicazione relativa alla sospensione del termine.

Possiamo riferire esclusivamente ciò che è stato ricevuto dal richiedente. Non conosciamo le eventuali attività interne svolte dagli uffici né le ragioni per le quali non sia ancora pervenuto un riscontro.

05 /Il termine e il riesame

L’art. 5, comma 6, del d.lgs. 33/2013 prevede che il procedimento di accesso civico si concluda con un provvedimento espresso e motivato entro trenta giorni dalla presentazione dell’istanza.

Poiché la consegna è avvenuta l’11 agosto 2026, escludendo dal computo il giorno iniziale, il termine ha iniziato a decorrere il 12 agosto ed è scaduto il 10 settembre 2026.

Entro tale data non abbiamo ricevuto un provvedimento espresso né una comunicazione relativa a eventuali cause di sospensione.

La mancata risposta non determina l’accoglimento automatico dell’istanza. Consente però al richiedente di presentare una richiesta di riesame al Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza, secondo quanto previsto dall’art. 5, comma 7, del medesimo decreto.

06 /Che cosa abbiamo chiesto al RPCT

L’11 settembre 2026 è stata inviata una richiesta formale di riesame indirizzata al dott. Norberto Fragiacomo, Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza e Segretario comunale pro tempore del Comune di Monrupino–Repentabor.

Con il riesame abbiamo chiesto al RPCT di:

  1. verificare il mancato riscontro all’istanza originaria;
  2. accertare il decorso del termine, salva l’esistenza di eventuali circostanze sospensive ritualmente intervenute e non ancora comunicate;
  3. adottare un provvedimento espresso e motivato;
  4. accogliere l’istanza e disporre la trasmissione della documentazione, anche progressivamente e per gruppi omogenei;
  5. consentire l’accesso parziale mediante oscuramento selettivo, qualora alcuni documenti contengano informazioni non integralmente accessibili;
  6. indicare puntualmente, per ogni documento eventualmente non trasmesso, se esso non sia stato formato, non sia detenuto dal Comune, non sia più conservato oppure sia soggetto a una specifica esclusione;
  7. motivare ogni eventuale limitazione con riferimento ai limiti previsti dall’art. 5-bis del d.lgs. 33/2013;
  8. comunicare il numero di protocollo dell’istanza originaria e quello attribuito alla richiesta di riesame;
  9. indicare l’ufficio e il responsabile incaricati della trattazione;
  10. precisare gli strumenti di tutela esperibili rispetto al provvedimento conclusivo.

In via subordinata, è stata chiesta l’immediata trasmissione dei documenti già disponibili in formato digitale, l’indicazione dei collegamenti agli atti pubblicati e la consegna prioritaria del rendiconto 2024, dei rendiconti 2021 e 2022 e degli allegati mancanti relativi al rendiconto 2023.

Per la restante documentazione abbiamo proposto la definizione di un calendario progressivo e l’apertura di un confronto operativo volto a concordare eventuali delimitazioni.

07 /Un rinnovato invito alla collaborazione

Non abbiamo elementi per dubitare della buona fede del Comune di Monrupino–Repentabor. Confidiamo che il mancato riscontro entro il termine possa dipendere da circostanze organizzative, tecniche o procedurali e che la situazione possa essere chiarita e risolta nell’ambito del riesame.

Siamo consapevoli che la gestione di una richiesta articolata possa richiedere il coordinamento tra più uffici, la consultazione degli archivi e la verifica dell’eventuale presenza di informazioni soggette a tutela.

Proprio per questo motivo abbiamo proposto fin dall’inizio una gestione progressiva, flessibile e adattabile alle modalità organizzative ritenute più efficienti dall’Amministrazione.

Con la richiesta di riesame abbiamo rinnovato un esplicito invito a instaurare un confronto collaborativo, concreto e costruttivo, volto a individuare le modalità più semplici, sostenibili ed efficaci per consentire l’accesso alla documentazione.

Il riesame non è un atto di accusa, non costituisce una contestazione personale e non presuppone l’esistenza di irregolarità. È lo strumento previsto dalla legge per chiedere che il procedimento venga verificato e formalmente concluso.

Rimane piena la nostra disponibilità a concordare priorità, suddivisioni per annualità o materia, modalità tecniche di trasmissione e ogni altra soluzione utile a rendere concretamente gestibile la richiesta.

08 /Lo stato attuale del procedimento

L’istanza originaria risulta consegnata al Comune l’11 agosto 2026 e il termine ordinario di trenta giorni è scaduto il 10 settembre.

La richiesta di riesame è stata inviata l’11 settembre 2026. Al momento della pubblicazione di questo aggiornamento siamo ancora in attesa della relativa ricevuta PEC di avvenuta consegna e della conferma di protocollazione.

Occorre quindi distinguere chiaramente i due passaggi:

  • la consegna dell’istanza originaria è documentata;
  • per la richiesta di riesame, allo stato attuale, è documentato l’invio, mentre siamo in attesa della ricevuta di avvenuta consegna.

Il termine entro il quale il RPCT è chiamato a pronunciarsi potrà essere calcolato con certezza dopo l’acquisizione della ricevuta di avvenuta consegna della richiesta di riesame.

09 /I prossimi passi

Attenderemo la ricevuta di avvenuta consegna, la conferma di protocollazione e il riscontro del RPCT.

Qualora il Comune proponga una trasmissione progressiva o chieda di concordare priorità e modalità operative, valuteremo la proposta con disponibilità e spirito collaborativo.

Gli eventuali documenti acquisiti saranno esaminati nel loro contesto. Gli elementi che confermeranno la ricostruzione saranno riportati con chiarezza; con la stessa evidenza saranno considerati gli elementi che dovessero integrarla, correggerla o smentirla.

Il presente comunicato sarà aggiornato quando saranno disponibili nuove comunicazioni o nuovi elementi documentali.

10 /Trasparenza sul nostro operato

La pubblicazione risponde a una finalità di trasparenza sul nostro operato.

Vogliamo rendere verificabili la data dell’istanza, il suo oggetto, le modalità collaborative proposte, i termini trascorsi e le iniziative successivamente intraprese.

Il mancato riscontro entro trenta giorni viene riferito esclusivamente come fatto procedimentale. Non viene utilizzato per attribuire intenzioni, responsabilità o valutazioni negative al Comune o alle persone che vi operano.

L’acquisizione dei documenti tramite accesso civico non comporterà la loro pubblicazione automatica. L’eventuale utilizzo o pubblicazione sarà valutato separatamente, secondo criteri di pertinenza, necessità e verificabilità, tenendo conto della tutela dei dati personali e degli altri interessi coinvolti.

Il nostro obiettivo resta quello di costruire una base documentale completa e attendibile, distinguendo sempre:

  • i dati ricavati direttamente da fonti ufficiali;
  • le elaborazioni effettuate sulla base di tali dati;
  • le ipotesi che richiedono ulteriori verifiche;
  • le proposte autonome del progetto.

11 /Il nostro metodo

Il metodo de La Svizzera del Carso rimane invariato:

CONOSCERE → CONFRONTARE → VERIFICARE → PROPORRE

Prima vengono i documenti.

Poi vengono l’analisi e la verifica.

Soltanto dopo possono essere formulate valutazioni o proposte.

Laboratorio civico indipendente

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Dal Carso all’Europa. Dall’Europa al mondo.

La roadmap internazionale del progetto e le connessioni da costruire nel tempo.

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Pubblichiamo anche il riscontro inviato al Comune

Quando si parla di accesso civico e trasparenza, riteniamo che i documenti debbano poter essere letti direttamente, senza filtri.

Per questo pubblichiamo anche il riscontro trasmesso il 24 settembre 2026 al Comune di Monrupino–Repentabor dopo il provvedimento di diniego.

Nel documento vengono affrontati, punto per punto, alcuni aspetti della motivazione ricevuta: la concreta onerosità della richiesta, la distinzione tra documenti specificamente individuati e formulazioni residuali, l’assenza di richieste di nuove elaborazioni, la possibilità di accesso parziale mediante oscuramento e un rilievo tecnico relativo alla disciplina dei controinteressati.

Il riscontro è stato trasmesso mentre era già attivo il procedimento di riesame davanti al Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza (RPCT) e precisa espressamente di non modificare né sostituire tale richiesta.

Pubblichiamo il testo integralmente perché ciascuno possa leggere direttamente le osservazioni formulate e valutarne il contenuto sulla base dei documenti.

Per ragioni di riservatezza, dalla versione pubblicata sono stati eliminati esclusivamente i dati personali e tecnici non necessari alla comprensione della vicenda.

RISCONTRO AL PROVVEDIMENTO DI DINIEGO

Cortese riscontro al provvedimento di diniego – istanza di accesso civico generalizzato dell’11 agosto 2026

Spett.le

Comune di Monrupino-Repentabor

Alla cortese attenzione del Sig. Fabio Vizintin

Vice Segretario Generale Vicario

Responsabile di P.O. del Servizio

Responsabile del procedimento

Gentile Sig. Vizintin,

desidero innanzitutto ringraziare l’Amministrazione, gli Uffici e Lei personalmente, nella Sua qualità di Responsabile del procedimento, per avere fornito un riscontro espresso alla mia istanza di accesso civico generalizzato dell’11 agosto 2026, pur trattandosi di un provvedimento di diniego.

Prendo atto che il provvedimento mi è stato comunicato in data 11 settembre 2026, successivamente al decorso del termine ordinario di trenta giorni, maturato il 10 settembre 2026, in assenza, per quanto a mia conoscenza, di sospensioni del procedimento ritualmente comunicate.

Nel pieno rispetto delle valutazioni svolte dall’Amministrazione, desidero tuttavia evidenziare, con spirito esclusivamente collaborativo, alcuni aspetti della motivazione che ritengo meritevoli di ulteriore approfondimento nella sede propria.

Il richiamo alla sentenza del Consiglio di Stato, Sez. III, 10 ottobre 2025, n. 7973 è pertinente quanto al principio secondo cui l’accesso civico generalizzato può incontrare un limite quando una richiesta risulti manifestamente onerosa o sproporzionata, al punto da determinare un carico di lavoro irragionevole e concretamente idoneo a interferire con il buon andamento dell’Amministrazione.

Proprio per tale ragione, tuttavia, mi sembra rilevante che la valutazione della manifesta onerosità sia rapportata all’attività concretamente necessaria per evadere la specifica richiesta. Nel provvedimento ricevuto tale valutazione risulta fondata principalmente sul numero delle macro-aree, delle annualità e delle voci richieste, mentre non risultano indicati, almeno nella motivazione comunicata, il numero effettivo dei documenti da reperire, la quota di documentazione già disponibile in formato digitale o già pubblicata, le ore di lavoro stimate, le risorse di personale da impiegare, gli archivi concretamente da consultare, l’entità delle operazioni di oscuramento o il numero effettivo degli eventuali controinteressati.

La distinzione mi pare significativa anche perché l’istanza originaria prevedeva espressamente, proprio al fine di contenere l’onere per gli Uffici, la possibilità di trasmissione progressiva, la suddivisione per annualità o materia, il semplice rinvio mediante collegamento diretto ai documenti già pubblicati, l’oscuramento selettivo e la semplice comunicazione dell’eventuale mancata formazione o detenzione di un documento.

Quanto alla qualificazione della domanda come indeterminata o esplorativa, riconosco che alcune formulazioni meramente residuali, quali “ulteriori” o “eventuali”, possano prestarsi a maggiore precisazione. Ritengo tuttavia che tali singole espressioni debbano essere tenute distinte dalle numerose categorie documentali individuate specificamente per denominazione e contenuto nell’istanza, senza che l’eventuale criticità di alcune formulazioni residuali debba necessariamente estendersi all’intera richiesta.

Analoga precisazione ritengo necessaria rispetto alle presunte elaborazioni non dovute. Le espressioni “dati aggregati già disponibili”, “ove esistenti”, “ove già predisposti” e formulazioni analoghe erano intenzionalmente subordinate alla preesistenza del dato o del documento. L’istanza escludeva espressamente la produzione di nuovi documenti, l’elaborazione di dati non già disponibili, la predisposizione di statistiche o prospetti appositi e l’aggregazione di informazioni conservate esclusivamente in forma disaggregata. Non era quindi richiesto agli Uffici di creare ciò che non fosse già formato o detenuto.

Anche sotto il profilo della riservatezza, l’istanza escludeva espressamente la richiesta di dati personali riferibili a singoli contribuenti, dipendenti, utenti o altri soggetti e contemplava fin dall’origine sia l’oscuramento delle sole informazioni non ostensibili sia l’accesso parziale. Ritengo pertanto meritevole di distinta valutazione la possibilità di separare le parti eventualmente interessate da specifici limiti dalle parti liberamente accessibili, in coerenza con l’art. 5-bis, comma 4, del d.lgs. 33/2013 e ferma restando la disciplina relativa agli obblighi di pubblicazione.

Segnalo, infine, quale mero rilievo tecnico e senza attribuirgli autonoma valenza, che la comunicazione agli eventuali controinteressati è disciplinata dall’art. 5, comma 5, del d.lgs. 33/2013, mentre nel provvedimento viene richiamato, a tale riguardo, il comma 6.

Formulo queste osservazioni senza alcun intento polemico e senza voler anticipare conclusioni che competono agli organi chiamati a valutare la questione. Esse intendono soltanto evidenziare le ragioni per le quali alcuni passaggi della motivazione, pur muovendo da principi certamente pertinenti, richiedono a mio avviso una verifica maggiormente aderente alle caratteristiche concrete dell’istanza presentata.

I relativi profili saranno pertanto rimessi alla valutazione propria del procedimento di riesame già attivato.

La presente comunicazione è trasmessa esclusivamente quale cortese riscontro al provvedimento ricevuto, ha carattere interlocutorio e non costituisce integrazione, modifica o sostituzione della richiesta di riesame già presentata.

Ringrazio nuovamente l’Amministrazione, gli Uffici e Lei per il riscontro fornito e per l’attenzione riservata alla mia istanza.

Con i migliori saluti.