TABOR VISTO DALLA TURCHIA
Dalla memoria di una frontiera a una ricerca senza frontiere.
Porta la ricerca fino a Istanbul.
La tesi
L’altra metà della storia
Ieri la storia arrivava al Carso da Oriente. Oggi il Carso può tornare a Oriente per cercare l’altra metà delle proprie fonti.
Studi pubblicati in Turchia documentano le incursioni ottomane verso le terre slovene, il fenomeno dei tabori e le avanzate fino all’Isonzo e al Tagliamento. A Istanbul, archivi e progetti universitari permettono di interrogare la stessa geografia da una prospettiva diversa da quella veneziana, italiana o slovena.
Questa pagina non trasforma una leggenda in certezza storica. Costruisce invece un percorso verificabile: fonti, archivi, università, mappe, comunità e confronto scientifico.
Che cosa documentano le fonti
Le evidenze da cui partire
I tabori negli studi turchi
Lo storico Hakan Demir descrive la costruzione, da parte delle comunità contadine slovene, di centri fortificati chiamati Tabor e di chiese in posizione elevata dopo l’arrivo delle incursioni ottomane.
Per REPE! è decisivo: il fenomeno tabor è riconosciuto anche nella storiografia accademica pubblicata in Turchia.
Scheda dell’articolo su DergiPark →Leggi il PDF integrale →
Dai Balcani all’Isonzo
Lo studio di Gökhan Yurtoğlu ricostruisce l’attività del governatore ottomano di Bosnia İskender Paşa: nel 1477 le sue forze avanzarono lungo la costa dalmata fino all’area dell’Isonzo e del Tagliamento; nel 1478 seguì una nuova incursione in Friuli.
L’articolo analizza anche la sua rete informativa e rinvia a fondi ottomani da verificare documento per documento.
Studio completo, Gazi Akademik Bakış 2023 →Sanuto digitalizzato a Istanbul
Il Digital Humanities Lab della Sabancı University ha sviluppato AHTO, progetto finanziato dal TÜBİTAK sulle informazioni riguardanti l’Impero ottomano nei diari di Marino Sanuto (1496–1533).
Origine, transito, destinatari, luoghi e contenuti vengono studiati con database, network analysis e digital mapping.
Progetto AHTO – Sabancı University →Consulta il database AHTO →
La geografia del 1499
Nel database AHTO è indicizzata una notizia datata 3 ottobre 1499, riferita a informazioni del 16 settembre, nella quale compaiono Friuli, Gradisca, Sacile, Tagliamento e Udine.
La stessa geografia che interessa REPE! è dunque già entrata in un progetto digitale di ricerca sviluppato a Istanbul.
Repository scientifico Sabancı →Relazione scientifica AHTO →
Archivi
Istanbul non come simbolo. Come luogo di ricerca.
L’Archivio di Stato della Repubblica di Türkiye e il relativo catalogo digitale offrono una base concreta per cercare documentazione ottomana. Alcuni fondi citati nella ricerca di Yurtoğlu — tra cui BOA TS.MA.e 750/27, 750/80, 753/46, 753/49, 753/66 e TS.MA.d. 10212 — rappresentano punti di partenza, non conclusioni: la loro pertinenza al Friuli e al Carso deve essere accertata attraverso una verifica archivistica specialistica.
La frontiera come relazione
Separare le giurisdizioni. Non interrompere le funzioni.
Uno studio dell’Università Hacettepe sulla formazione del confine ottomano-veneziano dopo Karlowitz interpreta la frontiera in due modi contemporanei: termine di un’area di sovranità e inizio della comunicazione con lo Stato vicino.
È un precedente storico sorprendentemente vicino al principio della funzione prima della sovranità: il confine distingue poteri e competenze, ma informazioni, commerci, persone e necessità continuano ad attraversarlo.
La geografia cambia funzione
Dalla difesa al commercio. Dal commercio alla rete.
48 navi su 170: Trieste verso Istanbul
Lo studio di A. Mesud Küçükkalay, basato su registri doganali ottomani, analizza 170 navi che portarono merci a Istanbul fra il 1793 e il 1803. Quarantotto provenivano da Trieste: il 28,23%, la quota più alta del campione. Il porto triestino rappresentava inoltre il 35,01% del gettito doganale associato ai porti di partenza analizzati.
Leggi lo studio nel Journal of Ottoman Studies →Le persone dentro la rete
Le ricerche di Zeynep Arslan Çalık ricostruiscono la presenza di mercanti ottomani musulmani a Trieste e le reti commerciali, sociali e interreligiose del Mediterraneo tra XVIII e XIX secolo. I rapporti tra Trieste e il mondo ottomano non furono soltanto relazioni astratte fra Stati: furono anche mobilità, comunità, fiducia e collaborazione quotidiana.
The Seas of Neglected History, Keshif 2024 →Studio sulle reti mercantili ottomane a Trieste, 2025 →
La funzione contemporanea
Istanbul → Trieste → Fernetti → Europa centrale
La relazione non appartiene soltanto al passato. Nel 2025 il Porto di Trieste ha movimentato 317.296 unità Ro-Ro, con una crescita del 7,42%. Il collegamento con la Turchia si inserisce nel ruolo di Trieste come nodo fra Mediterraneo ed Europa centrale.
Dal 2024 la linea marittima Trieste–Ambarlı collega direttamente il sistema portuale triestino con l’area di Istanbul. Nell’ottobre 2025 il gruppo Grimaldi annunciava tre partenze settimanali in entrambe le direzioni.
L’Ordinanza n. 24/2025 dell’Autorità portuale indica inoltre l’Interporto di Trieste a Fernetti tra le aree autorizzate per i veicoli destinati all’imbarco verso la Turchia o altri Paesi extra-UE.
I dati ufficiali del porto
Statistiche gennaio–dicembre 2025 →Fernetti nella funzione logistica
Ordinanza portuale n. 24/2025 →Trieste–Ambarlı
Avvio del collegamento diretto →Tre partenze settimanali
Potenziamento della linea nel 2025 →Patrimoni del fuoco a confronto
Kres e Hıdrellez: dialogare senza confondere
Hıdrellez, celebrazione primaverile condivisa da Türkiye e Macedonia del Nord, è iscritta dal 2017 nella Lista rappresentativa UNESCO del patrimonio culturale immateriale. Tra le sue pratiche compaiono anche fuochi rituali.
Il progetto concreto
REPE! · DUE LATI DELLA FRONTIERA
Repen · Carso · Venezia · Bosnia · Istanbul
Due archivi. Due prospettive. Una storia da ricostruire insieme.
Trasparenza del percorso
Che cosa REPE! afferma. E che cosa non afferma.
La leggenda delle rape, la memoria locale, le fonti scritte e la ricerca contemporanea devono restare chiaramente distinguibili. Questa precisione non indebolisce il progetto: lo rende credibile, aperto e scientificamente verificabile.
Costruire insieme
Un dialogo con la parte turca
Stiamo avviando contatti con studiosi, università, archivi, istituzioni culturali e interlocutori della parte turca per verificare le fonti, ascoltare prospettive diverse e costruire REPE! insieme, con rigore e rispetto reciproco.
Nessuna collaborazione viene presentata come conclusa prima di un riscontro formale. L’obiettivo è creare un percorso autenticamente condiviso, nel quale il Carso non parli della Turchia da lontano, ma dialoghi con chi quella storia può leggerla attraverso altre fonti, lingue e memorie.
Teşekkürler, Türk dostlarımız.
Grazie, amici turchi. Questa ricerca può crescere soltanto se la storia viene letta insieme.
Biblioteca verificabile
Fonti, archivi e documenti
Pagina accademica → · PDF →Balkan Araştırma Enstitüsü Dergisi, vol. 6/2; pubblicazione online 2018.
PDF, Gazi Akademik Bakış 2023 →
Approfondimento accademico →
DOI dello studio Hacettepe →
PDF, Journal of Ottoman Studies →
Le fonti sono proposte come base di lavoro. Le interpretazioni storiche e le relazioni tra singoli documenti dovranno essere validate con studiosi competenti e con il confronto fra archivi.
Dalla frontiera alla tavola
La stessa geografia. Una relazione nuova.
Due immagini, due tempi: il conflitto appartiene alla memoria; l’incontro può diventare il nostro presente.

