Dalla democrazia svizzera a Monrupino–Repentabor.
Un piccolo Comune può diventare un grande laboratorio di partecipazione, trasparenza e responsabilità civica.

Non importare un modello. Costruire un metodo.
La proposta prende ispirazione dalla democrazia diretta svizzera e dalla tradizione delle assemblee civiche, ma nasce per la realtà, le dimensioni e l’identità di Monrupino–Repentabor.
Partecipare non significa sostituire gli organi eletti. Significa dare ai cittadini strumenti chiari per comprendere le decisioni, presentare proposte, discutere alternative e verificare ciò che accade dopo.
La partecipazione diventa concreta quando produce un processo verificabile.
Conoscere
Documenti accessibili, dati comprensibili e informazione bilingue prima di ogni confronto.
Discutere
Assemblee pubbliche, audizioni e spazi civici nei quali le alternative possano emergere.
Decidere
Consultazioni e strumenti partecipativi compatibili con le competenze previste dalla legge.
Verificare
Risposte motivate, tempi dichiarati e pubblicazione dello stato di attuazione delle proposte.
Un sistema semplice, proporzionato e accessibile.
Bilinguismo sostanziale
Informazioni, assemblee, piattaforme e resoconti in italiano e sloveno, con pari dignità e reale accessibilità.
Nessuno escluso
Modalità digitali e non digitali, con attenzione a giovani, anziani, persone con disabilità e cittadini meno abituati agli strumenti online.
La proposta deve nascere attraverso lo stesso metodo che vuole promuovere.
Presentarla. Discuterla pubblicamente. Ascoltare cittadini, associazioni, amministratori ed esperti. Migliorarla. Verificarne la fattibilità giuridica e amministrativa. Soltanto dopo, individuare gli strumenti concretamente realizzabili.
Le grandi innovazioni democratiche non devono necessariamente nascere nelle grandi città. Possono cominciare anche da una piccola comunità che decide di partecipare di più e meglio.
Un piccolo Comune può avere meno personale. Ma un cittadino non dovrebbe avere diritti più piccoli.
Una riflessione sul rapporto tra capacità amministrativa ed effettività dei diritti. Le modalità possono cambiare; la possibilità concreta di esercitare un diritto non dovrebbe ridursi soltanto perché un ente dispone di meno personale.
La fragilità del piccolo Comune dovrebbe essere compensata dal sistema pubblico, non trasferita al cittadino attraverso una riduzione dei suoi diritti.
Dallo Statuto vigente alla proposta di riforma.
La democrazia locale si costruisce sulle regole. Consulta lo Statuto ufficiale del Comune e il nuovo documento civico dedicato alla partecipazione.
POI DISCUTERE.
INFINE DECIDERE.
La piccola dimensione può diventare un vantaggio quando cittadini, amministrazione e territorio costruiscono insieme un metodo trasparente.