La Svizzera del Carso

Think tank territoriale e laboratorio indipendente di idee e fattibilità.

Esploriamo possibilità per il territorio, le analizziamo e verifichiamo quali possono diventare progetti concreti.

PIANIFICAZIONE Dialogo con la società civile e il Comune IL NOSTRO PROGETTO GUARDA AL FUTURO→ Scopri il progetto della futura Fondazione La Svizzera del Carso

Monrupino–Repentabor 2026: situazione attuale e sei traiettorie per il futuro

La Rocca e la chiesa di Monrupino–Repentabor nel paesaggio carsico
Analisi territoriale · Baseline 2026

Monrupino–Repentabor 2026: situazione attuale e sei traiettorie per il futuro

Una fotografia documentata del territorio al 25 agosto 2026: ciò che esiste, ciò che sta cambiando e ciò che potrebbe nascere.

Stato delle informazioni: 25 agosto 2026 · Versione 1.0
Rocca di Monrupino · Wikimedia Commons · Pubblico dominio

Questo articolo fotografa la situazione documentabile di Monrupino–Repentabor alla data del 25 agosto 2026.

Non vuole giudicare un'amministrazione, distribuire meriti o sostenere che prima della Svizzera del Carso non esistessero progetti, idee e percorsi di sviluppo.

Al contrario.

Per immaginare seriamente il futuro bisogna prima distinguere tre cose:

ciò che esisteva già, ciò che sta accadendo oggi e ciò che proponiamo di costruire domani.

Gli sviluppi successivi a questa pubblicazione potranno essere registrati attraverso aggiornamenti datati e nuove versioni, senza modificare retroattivamente questa fotografia iniziale.

Da dove parte Monrupino–Repentabor

Monrupino–Repentabor è uno dei più piccoli Comuni della provincia di Trieste, ma concentra caratteristiche che difficilmente possono essere considerate ordinarie.

È un territorio bilingue e transfrontaliero.

Custodisce la Rocca di Repentabor, la Casa Carsica, le Nozze Carsiche, paesaggio, viticoltura, pietra, tradizioni agricole e una relazione quotidiana con la Slovenia.

Sul suo territorio si trova inoltre Fernetti, uno dei principali nodi logistici del confine orientale.

A questa ricchezza corrisponde una struttura amministrativa inevitabilmente piccola.

Nel PIAO approvato il 29 gennaio 2025 il Comune indica 7 dipendenti al 31 dicembre 2024. Nello stesso anno l'amministrazione ha inoltre cercato di rafforzare l'area tecnica attraverso procedure di reclutamento e un avviso per assistenza professionale agli uffici, motivato dall'impossibilità di utilizzare sufficienti risorse umane interne.

Non è un giudizio.

È un dato strutturale.

Significa che un territorio che deve confrontarsi contemporaneamente con urbanistica, patrimonio, bilinguismo, confine, mobilità, Fernetti, ambiente, fiscalità, turismo e cooperazione internazionale dispone di una macchina amministrativa molto limitata.

La domanda diventa quindi:

come può un Comune piccolo aumentare la propria capacità di immaginare, progettare e realizzare senza dover diventare amministrativamente grande?

La nostra risposta parte dalla costruzione di reti, competenze e progetti capaci di affiancare — non sostituire — le istituzioni.

Il Carso intorno a Monrupino sta già cambiando

La Svizzera del Carso non nasce in un territorio vuoto.

Uno dei processi più importanti già in corso è KRAS–CARSO II, operazione strategica del Programma Interreg Italia–Slovenia.

Alla data di questa pubblicazione il progetto ufficiale indica:

  • inizio: 1 gennaio 2023
  • conclusione prevista: 30 novembre 2026
  • partner: 12
  • budget totale: €4.375.000
  • finanziamento FESR: €3.500.000
  • avanzamento: 82%.

KRAS–CARSO II lavora su gestione comune del Carso Classico, turismo sostenibile, patrimonio naturale e culturale, digitalizzazione, mobilità, percorsi transfrontalieri, produttori locali, marchio di qualità e futuro Geoparco Kras–Carso. Uno dei suoi principali obiettivi è la costituzione del GECT Kras–Carso, pensato come struttura comune di gestione territoriale.

Nell'elenco ufficiale dei partner associati compaiono, tra gli altri, i Comuni di San Dorligo della Valle–Dolina, Duino Aurisina–Devin Nabrežina e Sgonico–Zgonik. Monrupino–Repentabor non figura nell'elenco iniziale dei partner associati. Lo stesso progetto specifica però che il percorso verso il GECT avrebbe coinvolto anche i Comuni non partner.

Ed è ciò che successivamente è avvenuto.

Il 25 febbraio 2026 i Consigli comunali di Monrupino e San Dorligo della Valle hanno approvato Convenzione e Statuto del nuovo GECT; Duino Aurisina e Sgonico avrebbero proceduto il giorno successivo.

È un passaggio importante.

Dimostra che un piccolo Comune non deve necessariamente essere all'origine di ogni grande iniziativa per potervi successivamente partecipare.

La domanda successiva è più ambiziosa:

Monrupino può diventare anche un luogo dal quale alcune nuove idee partono?

È qui che si inserisce la Svizzera del Carso.

Monrupino oggi → Monrupino possibile

La differenza tra ciò che esiste e ciò che proponiamo può essere sintetizzata così.

Situazione documentabile al 25 agosto 2026Evoluzione possibileProposta della Svizzera del Carso
Piccolo Comune bilingueLaboratorio civico di partecipazione, trasparenza e responsabilitàDemocrazia diretta
Rapporto cittadino–Comune attraverso gli strumenti amministrativi ordinariPrevenire alcune controversie prima del contenziosoCamera civica bilingue di conciliazione tributaria
Forte identità agricola e vitivinicolaRecuperare e conservare sistematicamente il patrimonio genetico agricolo storicoAmpeloteca del Carso
Prodotti locali e futuro marchio di qualità del CarsoRendere verificabili origine, autenticità, qualità, sostenibilità e storiaMade & Grown + KarstChain
Fernetti come grande nodo logistico e di frontieraTrasformare criticità logistiche, ambientali e fiscali in nuova economiaFernetti Circular Valley
Pietra di Repen come risorsa storica ed economicaCollegare patrimonio, innovazione, capitale e nuovo valore territorialeMarmo Repen

Questa tabella non vuole stabilire che ciò che viene proposto sia necessariamente migliore di ciò che esiste.

Serve a fare qualcosa di più semplice:

rendere visibile la differenza tra il punto di partenza e l'elaborazione progettuale.

1. Democrazia: usare la piccola dimensione come vantaggio

Monrupino–Repentabor è un Comune nel quale la distanza fisica e sociale tra cittadini, amministratori e realtà locali è ridotta.

La Svizzera del Carso propone di studiare proprio questa piccola dimensione come possibile vantaggio.

Non semplicemente "più partecipazione", ma un percorso strutturato nel quale possano progressivamente trovare spazio:

iniziativa civica → assemblee pubbliche → proposte dei cittadini → consultazioni → strumenti referendari → verifica dei risultati.

L'obiettivo dichiarato è valutare se un piccolo Comune possa diventare un laboratorio di partecipazione informata, adattando strumenti e principi della democrazia diretta alla normativa e alla realtà locale.

Non un modello imposto.

Un modello da sperimentare.

2. Fiducia: incontrarsi prima del contenzioso

La seconda proposta riguarda il rapporto tra amministrazione e contribuente.

La Camera civica bilingue di conciliazione tributaria è pensata come spazio nel quale Comune e cittadini possano verificare insieme, nei limiti consentiti dalla legge, questioni relative a ILIA, TARI, canoni e altre entrate prima che il disaccordo diventi necessariamente contenzioso.

Non sostituisce gli strumenti di tutela già previsti dall'ordinamento.

Prova ad aggiungere un passaggio precedente:

comprendere → verificare → correggere quando possibile → conciliare quando consentito → ricorrere alla giustizia quando necessario.

In un territorio bilingue e di piccole dimensioni potrebbe diventare anche un esperimento sulla qualità del rapporto tra cittadino e istituzione.

3. Ampeloteca: conservare prima di perdere

Viticoltura e agricoltura appartengono alla storia del Carso da molto prima della Svizzera del Carso.

Non abbiamo inventato il Terrano, la Vitovska, le osmize o il patrimonio agricolo locale.

La domanda dell'Ampeloteca del Carso è diversa:

quali vitigni, varietà, sementi e biotipi locali rischiamo di perdere prima ancora di averli identificati e studiati?

La proposta è creare a Monrupino–Repentabor un centro dedicato al recupero, alla ricerca, all'identificazione scientifica e alla conservazione della biodiversità agricola storica, partendo in particolare dagli antichi vitigni del Carso.

Non produrre semplicemente di più.

Conservare ciò che, una volta scomparso, non può essere ricreato.

4. Identità economica: dal marchio alla prova dell'origine

KRAS–CARSO II prevede già la creazione di un marchio di qualità congiunto per il Carso Classico e il coinvolgimento dei produttori locali. Questo precedente va riconosciuto chiaramente.

La proposta della Svizzera del Carso prova ad aggiungere un livello diverso.

Made & Grown Only in Monrupino–Repentabor, supportato dal concetto di KarstChain, immagina un sistema nel quale possano diventare progressivamente verificabili:

origine · autenticità · qualità · sostenibilità · storia.

Quindi non semplicemente un altro marchio.

La domanda è:

come trasformare la reputazione territoriale in una fiducia sempre più verificabile?

5. Fernetti Circular Valley: da problema locale a nuova economia

Fernetti è già una priorità territoriale indipendentemente dalla Svizzera del Carso.

È frontiera, logistica, traffico, attività economica e infrastruttura.

La nostra proposta parte però da una connessione precisa.

Nel 2021, in seguito alle modifiche normative sulla gestione dei rifiuti urbani delle utenze non domestiche, l'uscita dell'Interporto dal servizio pubblico di raccolta ha prodotto per il Comune una significativa riduzione del relativo gettito TARI. La proposta pubblicata dalla Svizzera del Carso prende quella perdita come punto iniziale di un ragionamento economico più ampio.

Fernetti Circular Valley chiede:

anziché limitarsi a compensare un'entrata perduta, è possibile utilizzare logistica, economia circolare, innovazione e posizione transfrontaliera per generare nuove attività e nuovo valore?

Non semplicemente:

come risolviamo Fernetti?

Ma:

che cosa può diventare Fernetti?

6. Marmo Repen: dal patrimonio al capitale territoriale

Anche la pietra di Repen esiste da secoli.

La sua valorizzazione storica, turistica o economica non appartiene a nessun singolo progetto.

La proposta della Svizzera del Carso introduce però una connessione molto specifica:

territorio → Marmo Repen → valore economico → capitale → investimenti → innovazione → lavoro → territorio.

L'ipotesi allo studio è verificare se, entro un quadro regolamentato e con adeguate garanzie ambientali e finanziarie, parte del valore economico delle risorse e dei futuri flussi collegati alla pietra possa contribuire ad attrarre capitale per innovazione, lavorazioni ad alto valore aggiunto e sviluppo locale.

È una proposta ancora da verificare sotto numerosi profili.

Ed è precisamente per questo che viene presentata come proposta progettuale, non come risultato acquisito.

Non un progetto contro ciò che esiste

La Svizzera del Carso non propone sei iniziative perché ritiene che a Monrupino "non sia stato fatto nulla".

Una lettura simile sarebbe tanto semplicistica quanto inutile.

Esistono Comune, Regione, GAL, KRAS–CARSO II, programmi Interreg, università, associazioni, produttori, istituzioni italiane e slovene.

Esistono competenze costruite prima di noi.

Esistono progetti dai quali possiamo imparare.

La nostra ambizione è un'altra:

aggiungere capacità progettuale al territorio.

Se un'idea può dialogare con KRAS–CARSO II, meglio.

Se può essere sviluppata attraverso il GECT, meglio.

Se richiede università, GAL, Regione, imprese o istituzioni slovene, meglio ancora.

Un laboratorio civico non dovrebbe chiedersi:

"come facciamo tutto da soli?"

Dovrebbe chiedersi:

"quali connessioni servono perché una buona idea diventi realizzabile?"

Le idee devono poter circolare. La loro storia deve poter restare leggibile.

Le proposte della Svizzera del Carso nascono per essere discusse, criticate, migliorate e, se utili, realizzate.

Anche da soggetti diversi da noi.

Se un giorno il Comune, il GECT, il GAL, la Regione, un'università, un'impresa o un'associazione svilupperanno una delle idee presentate in questo laboratorio, potrà essere un risultato positivo per il territorio.

Non chiediamo il monopolio sui temi del Carso.

Chiediamo qualcosa di molto più semplice:

trasparenza sulla storia delle idee.

Per questo intendiamo distinguere sempre:

ciò che esisteva prima → ciò che abbiamo ricevuto → ciò che abbiamo elaborato → ciò che altri svilupperanno dopo.

La stessa regola deve valere anche per noi.

Se un'idea nasce da KRAS–CARSO II, da una ricerca universitaria, da un progetto europeo, da un'amministrazione o da un altro territorio, va riconosciuto.

Se successivamente viene sviluppata in una configurazione nuova, anche quel passaggio può essere documentato.

Non per contendersi la paternità.

Per costruire memoria progettuale.

Una fotografia destinata a diventare vecchia

Questo articolo non vuole congelare Monrupino al 25 agosto 2026.

Speriamo esattamente il contrario.

Speriamo che fra alcuni anni molte delle differenze descritte qui siano scomparse perché le idee saranno diventate iniziative concrete.

Che l'Ampeloteca esista.

Che Fernetti abbia acquisito nuove funzioni.

Che il territorio sperimenti nuove forme di partecipazione.

Che la provenienza dei prodotti possa essere dimostrata meglio.

Che la pietra generi nuovo valore.

Che altre persone propongano idee migliori delle nostre.

E speriamo che alcune di queste trasformazioni vengano realizzate dal Comune, dal GECT o da altri soggetti.

Perché il risultato importante non sarebbe poter dire:

"questa idea era nostra".

Sarebbe poter dire:

"questa idea è diventata utile al territorio".

Ma per capire come siamo arrivati fin lì serve conservare il punto di partenza.

Il 25 agosto 2026, KRAS–CARSO II è nella fase finale della propria attuazione, il percorso del GECT Kras–Carso è avviato e Monrupino ha aderito alla nuova struttura.

Alla stessa data sono pubblicamente formulate anche sei proposte della Svizzera del Carso:

  1. Democrazia diretta
  2. Camera civica bilingue di conciliazione tributaria
  3. Ampeloteca del Carso
  4. Made & Grown Only in Monrupino–Repentabor + KarstChain
  5. Fernetti Circular Valley
  6. Marmo Repen

Questa è la fotografia.

Il resto deve ancora essere costruito.

La domanda

Fra dieci anni Monrupino–Repentabor sarà soltanto un piccolo Comune che ha partecipato alle trasformazioni del Carso, oppure sarà anche uno dei luoghi nei quali alcune di quelle trasformazioni sono state immaginate per la prima volta?

Scheda del documento

Titolo
Monrupino–Repentabor 2026: situazione attuale e sei traiettorie per il futuro
Prima pubblicazione
25 agosto 2026
Versione
1.0
Stato delle informazioni
25 agosto 2026
A cura di
La Svizzera del Carso – Laboratorio civico di Monrupino–Repentabor

Cronologia delle versioni

25.08.2026 — v1.0 — Prima pubblicazione.

Le eventuali versioni successive integreranno nuovi fatti e sviluppi mantenendo identificabile questa versione originaria.

Fonti principali

Documenti istituzionali e fonti ufficiali utilizzati per verificare la fotografia territoriale.

Documento originale

Monrupino–Repentabor 2026 · Versione 1.0

Prima pubblicazione: 25 agosto 2026