Una visione nuova, letta alla luce delle fondamenta del Comune di Monrupino – Repentabor
I sei progetti di Svizzera del Carso e il target strategico CARSO UNESCO 2035 sono stati messi a confronto con lo Statuto del Comune di Monrupino–Repentabor / Občina Repentabor, assunto come primo documento istituzionale di riferimento.
Lo Statuto è stato analizzato articolo per articolo in relazione alle proposte presentate, con particolare attenzione alle finalità dell’ente, agli strumenti di programmazione, alla cooperazione con altri soggetti, alla partecipazione dei cittadini, alla gestione economico-finanziaria e alle possibilità organizzative previste dall’ordinamento comunale.
Questa pagina presenta una sintesi essenziale e selettiva di tale analisi. Non sostituisce un parere legale, uno studio di fattibilità o una verifica normativa aggiornata dei singoli progetti.
Lo Statuto pubblicato dal Comune è stato adottato nel 1991 e successivamente modificato e integrato, con interventi indicati nel testo fino al 2010. Per questo motivo, ogni disposizione deve essere letta insieme alla normativa comunale, regionale, nazionale ed europea oggi vigente.
Il nostro metodo è semplice: partire dai documenti, distinguere i principi dalle autorizzazioni e verificare, progetto per progetto, ciò che può realmente essere costruito.
Dallo Statuto vigente alla proposta di riforma
Lo Statuto vigente
Il testo ufficiale bilingue pubblicato dal Comune di Monrupino–Repentabor / Občina Repentabor.
APRI IL PDF UFFICIALE ↗La proposta di riforma della partecipazione
Sono stati predisposti due testi bilingui, in italiano e sloveno, attualmente alla versione 0.9, con l’obiettivo di avviare il confronto su una riforma organica degli strumenti di partecipazione comunale. Le proposte riguardano, tra gli altri aspetti, le assemblee civiche, le proposte qualificate, il bilancio partecipativo, le consultazioni accessibili, il registro pubblico e le garanzie per l’uso dell’italiano e dello sloveno.
I documenti hanno carattere preliminare e sono sottoposti alla consultazione pubblica e al necessario esame tecnico-giuridico degli organi competenti. Non producono, allo stato, effetti normativi e non costituiscono un atto vigente.
Leggi i due documenti nella pagina
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Proposta civica · Versione 0.9
Predlog občanov · Različica 0.9
IDENTITÀ, AUTONOMIA E TERRITORIO
Lo Statuto parte da un principio fondamentale: il Comune rappresenta l’intera comunità e ne cura gli interessi nel rispetto delle sue caratteristiche culturali ed etniche.
Il testo riconosce inoltre al Comune autonomia normativa, organizzativa e finanziaria e afferma la pari dignità dell’uso della lingua slovena accanto a quella italiana nell’attività istituzionale e nelle comunicazioni di carattere generale.
Il principio statutario
«Rappresenta tutta intera la popolazione del suo territorio e ne cura […] i relativi interessi nel rispetto delle caratteristiche culturali ed etniche.»
Perché è rilevante
Per CARSO 2035, l’identità bilingue e biculturale non deve essere trattata come un elemento accessorio o folkloristico.
È una caratteristica istituzionalmente riconosciuta del territorio.
Italiano e sloveno, memoria locale, cultura, toponomastica e relazioni transfrontaliere possono quindi costituire elementi strutturali della narrazione e della strategia territoriale.
LO SVILUPPO DEL TERRITORIO È UNA FINALITÀ DEL COMUNE
L’articolo 2 è uno dei riferimenti più importanti dell’intero Statuto.
Il Comune assume tra le proprie finalità la promozione dello sviluppo e del progresso civile, sociale ed economico della comunità.
Lo stesso articolo stabilisce inoltre che il Comune:
«promuove la conservazione e lo sviluppo delle risorse naturali, ambientali, storiche e culturali presenti sul proprio territorio.»
Il testo dedica particolare attenzione anche alla salvaguardia e valorizzazione della lingua slovena, della storia, delle tradizioni e della cultura della comunità locale, insieme alla convivenza tra le diverse componenti linguistiche.
Infine, lo Statuto riconosce espressamente nei principi dell’integrazione europea uno strumento per il progressivo superamento delle barriere fisiche e psicologiche in Europa.
Perché è rilevante
È difficile immaginare un riferimento statutario più coerente con una strategia territoriale che voglia mettere in relazione:
Lo Statuto non approva automaticamente i nostri progetti, ma riconosce già come finalità pubbliche molti degli elementi sui quali essi sono costruiti.
PROGRAMMARE, NON LIMITARSI A SINGOLE INIZIATIVE
Lo Statuto indica esplicitamente il metodo attraverso il quale il Comune dovrebbe perseguire le proprie finalità:
«Il Comune realizza le proprie finalità adottando il metodo e gli strumenti della programmazione.»
L’articolo prosegue prevedendo forme di cooperazione tra enti secondo criteri di sussidiarietà, economicità, efficienza, efficacia e adeguatezza organizzativa.
Ancora più significativo è l’articolo 33.
Lo Statuto afferma che l’amministrazione comunale deve operare per obiettivi e indica come principio organizzativo:
«organizzazione dei lavori non più per singoli atti, bensì per progetti-obiettivo e per programmi.»
Perché è rilevante
È esattamente il principio sul quale è costruita Svizzera del Carso.
Non proponiamo sei iniziative indipendenti.
Proponiamo sei progetti-obiettivo, differenti per complessità e tempi, inseriti in una visione territoriale comune e orientati verso un target di lungo periodo:
Questo non significa che lo Statuto renda automaticamente realizzabili i sei progetti.
Significa però che la logica della programmazione pluriennale per obiettivi è già presente nell’architettura istituzionale del Comune.
DALLE IDEE AGLI OBIETTIVI, DAGLI OBIETTIVI ALLE RISORSE
Lo Statuto non si limita a parlare genericamente di programmazione.
Stabilisce che, nell’adozione degli atti fondamentali, debbano essere individuati:
«gli obiettivi e le finalità da raggiungere»
e
«la destinazione delle risorse e degli strumenti necessari all’azione da svolgere.»
Tra gli atti di programmazione vengono inoltre richiamati programmi, pianificazione, lavori pubblici e strumenti di attuazione.
Perché è rilevante
È uno dei principi che vogliamo applicare a ogni proposta.
Per ciascun progetto non basta indicare cosa sarebbe desiderabile realizzare.
Bisogna poter rispondere, progressivamente, anche a domande molto concrete:
con quali competenze, con quali partner, attraverso quale procedimento, in quanto tempo, con quale costo e attraverso quali risorse finanziarie?
È su questa distinzione tra idea e progetto realizzabile che si fonda la nostra analisi di fattibilità.
IL COMUNE NON DEVE FARE TUTTO DA SOLO
Lo Statuto stabilisce che il Comune:
«persegue la collaborazione e la cooperazione con tutti i soggetti pubblici e privati.»
Vengono inoltre previste forme di cooperazione tra enti e rapporti fondati sui principi di cooperazione, complementarietà e sussidiarietà.
Lo stesso articolo contempla rapporti e gemellaggi con Comuni italiani o esteri per favorire il raggiungimento delle finalità dell’ente.
Perché è rilevante
Un piccolo Comune non può realisticamente possedere internamente tutte le risorse economiche, tecniche, scientifiche e amministrative necessarie per realizzare programmi complessi.
E non è necessario che lo faccia.
Per progetti come Ampeloteca Europea del Carso, Fernetti Circular Valley o un percorso territoriale verso CARSO UNESCO 2035, la capacità decisiva potrebbe essere proprio quella di costruire reti tra:
Il Comune può quindi assumere, nei limiti delle proprie competenze, anche una funzione di promozione, coordinamento e catalizzazione istituzionale.
ACCORDI DI PROGRAMMA: UNO STRUMENTO PER I PROGETTI COMPLESSI
Lo Statuto dedica un articolo specifico alle iniziative che richiedono il coordinamento di più soggetti pubblici.
Per opere, interventi o programmi caratterizzati da un procedimento complesso, viene prevista la possibilità di promuovere e concludere accordi di programma.
Particolarmente significativo è ciò che, secondo lo Statuto, tali accordi devono affrontare.
Devono individuare:
tempi e modalità delle attività;
costi e fonti di finanziamento;
rapporti tra gli enti coinvolti;
coordinamento degli adempimenti.
Perché è rilevante
Questo principio è molto vicino al metodo che proponiamo.
Quando un progetto supera la capacità operativa di un singolo ente, la domanda non dovrebbe essere semplicemente:
«Può farlo il Comune da solo?»
La domanda corretta diventa:
«Quale architettura istituzionale permette di realizzarlo?»
RESPONSABILITÀ ECONOMICA E FINANZIARIA
La programmazione deve essere accompagnata dalla capacità di misurare risorse e risultati.
Lo Statuto stabilisce che bilancio e documenti contabili debbano favorire:
«una lettura per programmi ed obiettivi»
in modo da consentire non soltanto il controllo finanziario e contabile, ma anche quello sulla gestione e sull’efficacia dell’azione comunale.
Perché è rilevante
È il motivo per cui abbiamo scelto di non presentare i sei progetti esclusivamente attraverso la loro visione.
Nell’analisi di fattibilità consideriamo anche:
ordine di grandezza dell’investimento, possibili costi di gestione, tempi, partner necessari, potenziali fonti di finanziamento e principali criticità.
Le cifre preliminari non devono essere confuse con quadri economici definitivi.
I possibili fondi non devono essere presentati come contributi già concessi.
E una fonte finanziaria potenzialmente compatibile non equivale automaticamente all’ammissibilità di uno specifico progetto.
Questa distinzione è parte essenziale del nostro metodo.
PARTECIPAZIONE: UN PRINCIPIO GIÀ PRESENTE NELLO STATUTO
Lo Statuto dedica un intero Titolo alla Partecipazione popolare.
L’articolo 54 afferma:
«Il Comune garantisce e promuove la partecipazione dei cittadini all’attività dell’ente»
con l’obiettivo di assicurare buon andamento, imparzialità e trasparenza.
Lo stesso articolo riconosce inoltre forme dirette e semplificate di tutela degli interessi che favoriscono l’intervento dei cittadini nella formazione degli atti.
I cittadini, individualmente o in forma associata, possono presentare:
«istanze, petizioni e proposte»
dirette a promuovere interventi per una migliore tutela degli interessi collettivi.
Lo Statuto disciplina anche un percorso amministrativo per il loro esame.
Il Comune valorizza le forme associative e di cooperazione dei cittadini, promuove gli organismi di partecipazione e contempla il coinvolgimento di associazioni e organismi interessati nei lavori delle commissioni consiliari.
Perché è rilevante
Questi articoli costituiscono un riferimento particolarmente significativo per il progetto Democrazia Diretta.
Ma è importante utilizzare le parole corrette.
Lo Statuto offre strumenti per partecipazione, proposta, consultazione e iniziativa civica.
Non significa che qualunque modello di democrazia diretta possa essere introdotto liberamente o senza limiti.
REFERENDUM: UNA POSSIBILITÀ REALE, CON LIMITI PRECISI
Lo Statuto prevede espressamente referendum consultivi per consentire l’effettiva partecipazione dei cittadini all’attività amministrativa nelle materie di esclusiva competenza locale.
Ed è altrettanto importante ciò che stabilisce subito dopo.
Sono escluse dal referendum, tra le altre:
Perché lo diciamo apertamente
Perché una valutazione seria non deve cercare nello Statuto soltanto ciò che sostiene un progetto.
Deve evidenziare anche ciò che lo limita.
Il progetto Democrazia Diretta dovrà quindi essere costruito distinguendo attentamente tra strumenti partecipativi, consultazioni, iniziativa civica e referendum, rispettando per ciascuno materie, procedure e limiti previsti dall’ordinamento vigente.
È precisamente questo tipo di verifica che intendiamo sviluppare.
Democrazia Diretta: dai cittadini alle istituzioni
Il progetto Democrazia Diretta di Svizzera del Carso prevede un percorso concreto per rafforzare la partecipazione dei cittadini alle decisioni che riguardano il territorio.
L’obiettivo non è sostituire il Consiglio comunale né trasferire ai cittadini competenze che la legge attribuisce agli organi istituzionali. L’obiettivo è costruire strumenti più efficaci attraverso i quali i cittadini possano proporre, partecipare, essere ascoltati e incidere maggiormente sulle scelte della comunità, nel pieno rispetto dell’ordinamento italiano e regionale.
Il punto di partenza esiste già nello Statuto
Non partiamo da zero.
Lo Statuto comunale riconosce già ai cittadini un ruolo attivo. L’articolo 56 stabilisce infatti che cittadini, singolarmente o in forma associata, possano presentare all’Amministrazione istanze, petizioni e proposte finalizzate alla migliore tutela degli interessi collettivi. Lo stesso articolo stabilisce un procedimento attraverso il quale tali iniziative vengono esaminate dall’Amministrazione.
Lo Statuto prevede inoltre i referendum consultivi sulle materie di esclusiva competenza locale, proprio con la finalità dichiarata di consentire l’effettiva partecipazione dei cittadini all’attività amministrativa.
Il progetto Democrazia Diretta vuole partire da queste fondamenta e fare un passo ulteriore.
La raccolta firme è già prevista come parte del percorso
Una delle azioni previste dal progetto è la promozione di una raccolta firme dei cittadini a sostegno di una proposta organica di miglioramento degli strumenti di partecipazione e democrazia civica del Comune.
Non vogliamo però limitarci a una petizione generica del tipo “chiediamo più democrazia diretta”.
L’ambizione è molto più concreta.
Prima della raccolta firme dovrà essere predisposta una proposta seria e tecnicamente verificata, nella quale indicare quali strumenti introdurre o rafforzare, quali disposizioni dello Statuto eventualmente modificare e quali regolamenti comunali adeguare.
I cittadini, quindi, non sarebbero chiamati semplicemente a manifestare un’opinione: potrebbero sostenere con la propria firma una proposta concreta da portare formalmente all’attenzione delle istituzioni comunali.
Le firme non modificano automaticamente lo Statuto
Questo punto deve essere spiegato con grande trasparenza.
Una raccolta firme può dare forza democratica e politica alla proposta e può accompagnarne la presentazione all’Amministrazione, ma non può modificare da sola lo Statuto comunale.
Lo stesso Statuto stabilisce all’articolo 69 che esso contiene le norme fondamentali dell’ordinamento comunale e che le sue modifiche devono seguire le procedure previste dalla normativa vigente per l’approvazione dello Statuto.
Per questo il progetto non promette scorciatoie.
Propone invece un percorso istituzionale:
studio della proposta → confronto con i cittadini → verifica giuridica → raccolta firme → deposito formale → confronto con l’Amministrazione e il Consiglio comunale → eventuale modifica dello Statuto e dei regolamenti secondo le procedure previste dalla legge.
Migliorare lo Statuto, non aggirarlo
L’obiettivo finale potrebbe essere quello di costruire una disciplina comunale più moderna della partecipazione e della democrazia civica, rafforzando, nei limiti consentiti dalla legge, strumenti come iniziative popolari, petizioni, proposte dei cittadini, consultazioni, assemblee civiche, strumenti digitali di partecipazione, bilancio partecipativo, obblighi di risposta dell’Amministrazione e referendum consultivi.
Anche qui è fondamentale essere precisi: non tutto può essere sottoposto a referendum.
L’attuale articolo 61, ad esempio, esclude espressamente diverse materie, tra cui la revisione dello Statuto, i piani territoriali e urbanistici, gli atti di bilancio, i tributi locali e le tariffe dei servizi.
Per questo Svizzera del Carso non propone di importare meccanicamente il sistema svizzero.
Vogliamo studiarne i principi migliori e capire quali possano essere adattati alla realtà comunale, nel rispetto della Costituzione, delle leggi, dell’autonomia locale e delle competenze degli organi eletti.
Un progetto che comincia applicando ciò che propone
Ed è proprio qui che il progetto Democrazia Diretta assume un significato particolare.
Non vogliamo chiedere ai cittadini di credere semplicemente in un’idea.
Vogliamo coinvolgerli nella costruzione dell’idea stessa.
La raccolta firme diventerebbe quindi non soltanto uno strumento per sostenere una futura proposta di modifica dello Statuto, ma il primo atto concreto del modello di partecipazione che vogliamo promuovere.
Prima si informa.
Poi si ascolta.
Poi si costruisce una proposta.
Poi si chiede ai cittadini di sostenerla.
Infine la proposta viene portata nelle sedi istituzionali competenti, dove dovrà essere discussa e valutata secondo le regole democratiche.
Dalla democrazia diretta alla democrazia partecipata
Democrazia Diretta non significa governare contro le istituzioni. Significa avvicinare cittadini e istituzioni.
Il Consiglio comunale conserva le proprie responsabilità e competenze. L’Amministrazione continua a esercitare le funzioni che la legge le attribuisce. Ma accanto alla democrazia rappresentativa vogliamo costruire più occasioni reali di partecipazione, proposta, confronto e responsabilità civica.
È questa la direzione del progetto:
non chiedere semplicemente più democrazia diretta, ma costruire insieme ai cittadini gli strumenti per renderla concretamente possibile dove la legge lo consente.
La Svizzera è l’ispirazione.
Il nostro territorio è il punto di partenza.
I cittadini sono i protagonisti.
Lo Statuto e le istituzioni sono gli strumenti attraverso i quali trasformare la partecipazione in qualcosa di concreto.
TRASPARENZA, ACCESSO E DIRITTO ALL’INFORMAZIONE
Lo Statuto garantisce ai cittadini, singoli o associati, l’accesso agli atti dell’amministrazione secondo le modalità e i limiti previsti.
L’attività amministrativa deve essere esercitata secondo criteri di:
E lo Statuto aggiunge un principio particolarmente moderno:
«L’informazione deve essere esatta, tempestiva, inequivocabile, completa.»
Perché è rilevante
Questi principi costituiscono un riferimento utile per la Camera Civica Tributaria.
Ma anche qui vogliamo essere precisi.
Lo Statuto non istituisce né disciplina una Camera Civica Tributaria.
La nostra proposta prende ispirazione dai principi di trasparenza, informazione, partecipazione e rapporto collaborativo tra amministrazione e cittadini.
La sua configurazione concreta dovrà essere sottoposta a una verifica specifica rispetto alla disciplina tributaria e alle competenze effettivamente attribuite al Comune.
DALLO STATUTO AI SEI PROGETTI
L’analisi evidenzia punti di contatto significativi, ma di natura diversa, tra lo Statuto e le sei proposte.
| PROGETTO | PRINCIPALI RIFERIMENTI | COSA SUPPORTANO | COSA RESTA DA VERIFICARE |
|---|---|---|---|
| Democrazia Diretta | Artt. 54–61 | Partecipazione, proposte, associazionismo, consultazione, referendum consultivo | Limiti delle materie, regolamenti, compatibilità con normativa vigente |
| Camera Civica Tributaria | Artt. 54, 62, 63 | Trasparenza, informazione, accesso, rapporto cittadini–amministrazione | Competenze tributarie, funzioni attribuibili alla Camera, procedure |
| Ampeloteca Europea del Carso | Artt. 2, 3, 33 | Tutela delle risorse naturali e culturali, programmazione, cooperazione | Localizzazione, partner scientifici, proprietà, autorizzazioni e finanziamenti |
| Made & Grown / KarstChain | Artt. 2, 3, 33 | Sviluppo economico, identità territoriale, programmazione | Disciplinare, governance, marchi, controlli, tecnologia e gestione |
| Fernetti Circular Valley | Artt. 2, 3, 33, 50 | Sviluppo, cooperazione, programmazione e coordinamento complesso | Flussi, aree, autorizzazioni, business model, operatori e investimenti |
| Marmo Repen → Valore | Artt. 2, 3, 50, 51 | Valorizzazione territoriale, programmazione, coordinamento e sostenibilità finanziaria | Proprietà, concessioni, geologia, ambiente, urbanistica e disciplina finanziaria |
Una precisazione fondamentale
Coerenza con una finalità statutaria non significa autorizzazione del progetto.
Possibilità astratta di utilizzare uno strumento non significa che esso sia applicabile automaticamente al caso concreto.
Individuazione di una possibile fonte di finanziamento non significa diritto al finanziamento.
Questa distinzione è essenziale per mantenere l’analisi seria, verificabile e trasparente.
CARSO UNESCO 2035
Il punto di convergenza
Il target CARSO UNESCO 2035 riunisce molte delle dimensioni che lo Statuto già riconosce come rilevanti per la comunità:
La proposta è quella di leggere questi elementi non separatamente, ma come parti di un’identità territoriale unitaria.
Paesaggio carsico, pietra, vitigni autoctoni, biodiversità, borghi, lingua, memoria, tradizioni e dimensione transfrontaliera potrebbero diventare componenti di un percorso comune di conoscenza, tutela e valorizzazione.
Anche qui: precisione prima di tutto
Lo Statuto comunale non attribuisce al Comune il potere di candidare autonomamente il territorio alla Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO.
Un eventuale percorso UNESCO richiederebbe il coinvolgimento delle istituzioni competenti, un’analisi specifica dei requisiti, una strategia condivisa con gli altri territori interessati e, nella prospettiva proposta, un importante coordinamento transfrontaliero Italia–Slovenia.
Per questo UNESCO 2035 è indicato come target strategico, non come risultato acquisito.
LO STATUTO È IL PUNTO DI PARTENZA
L’analisi evidenzia che sviluppo della comunità, tutela del territorio, identità culturale, programmazione, cooperazione, partecipazione e trasparenza sono principi già presenti nell’architettura istituzionale del Comune.
Lo Statuto offre quindi una base concreta da cui partire.
Il passo successivo è trasformare questa coerenza istituzionale in un percorso operativo, verificando per ciascuno dei sei progetti strumenti di attuazione, competenze, costi, tempi, partner e potenziali fonti di finanziamento, nel quadro della normativa vigente.
Lo Statuto indica da dove partire.
La fattibilità misura quanto possiamo arrivare lontano.
La nostra scelta è non chiedere fiducia sulla parola.
Vogliamo rendere pubblici documenti, riferimenti, ipotesi, limiti e condizioni di realizzazione, affinché ogni proposta possa essere discussa e valutata sulla base di elementi concreti.
Una trasformazione territoriale seria non nasce quando tutto viene presentato come facile.
Nasce quando una visione viene sottoposta a verifica, quando i limiti vengono riconosciuti e quando, per ciascun ostacolo, si cerca una soluzione tecnicamente, economicamente e istituzionalmente sostenibile.
Questo è il metodo con cui vogliamo costruire CARSO 2035.
Il documento. La verifica. La trasparenza.
Lo Statuto comunale bilingue è consultabile direttamente qui sotto. Puoi anche aprirlo a schermo intero o scaricare il PDF originale.
Dai principi alla fattibilità concreta
Competenze, normative, costi, tempi, risorse, rischi e condizioni di attuazione: la verifica prosegue progetto per progetto.
SCOPRI L’ANALISI DI FATTIBILITÀ DEI 6 PROGETTI →La presente analisi ha carattere documentale, strategico e informativo. I richiami agli articoli dello Statuto indicano possibili relazioni tra i principi e gli strumenti statutari e le proposte illustrate sul sito. Non costituiscono parere legale, attestazione di conformità normativa, autorizzazione amministrativa, studio di fattibilità tecnico-economica o garanzia di accesso a specifiche fonti di finanziamento. Ogni progetto dovrà essere sottoposto alle verifiche tecniche, amministrative, finanziarie, urbanistiche, ambientali e giuridiche richieste dalla normativa vigente e dalle autorità competenti.