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GAL Innovazione · Analisi

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GAL Innovazione: un modello europeo tra LEADER, Silicon Valley e sistema israeliano dell’innovazione

Dal finanziamento dei progetti alla costruzione di un ecosistema territoriale capace di generare imprese, tecnologia, capitale e sviluppo

I Gruppi di Azione Locale (GAL) sono nati per promuovere lo sviluppo locale attraverso un modello partecipativo nel quale soggetti pubblici e privati collaborano alla costruzione di strategie territoriali.

La loro forza risiede proprio nella capacità di mettere attorno allo stesso tavolo:

amministrazioni pubbliche;

imprese;

agricoltori;

associazioni;

operatori economici;

rappresentanti della società civile;

altri soggetti espressione del territorio.

Ma il contesto economico sta cambiando rapidamente.

Intelligenza artificiale, robotica, agritech, biotecnologie, energie rinnovabili, economia circolare, digitalizzazione, cybersecurity, nuovi modelli turistici e trasformazione dei sistemi produttivi stanno ridefinendo il concetto stesso di sviluppo locale.

Da qui nasce una domanda strategica:

può un GAL evolvere da soggetto che accompagna e finanzia progetti a vera infrastruttura territoriale dell’innovazione?

La risposta può essere positiva, a condizione di non confondere i ruoli.

Un GAL Innovativo non dovrebbe tentare di diventare una banca, un fondo di venture capital o una copia della Silicon Valley.

Dovrebbe invece costruire nel proprio territorio le condizioni che permettono all’innovazione di nascere, essere sperimentata, finanziata, validata e portata sul mercato.

1. Il GAL Innovativo non è una nuova categoria giuridica

È importante partire da una precisazione.

“GAL Innovativo” non rappresenta, allo stato attuale, una specifica categoria giuridica prevista dalla normativa europea.

Si tratta piuttosto di un modello strategico.

Il soggetto resterebbe un Gruppo di Azione Locale inserito nell’architettura dello sviluppo locale partecipativo e dell’approccio LEADER.

Il riferimento generale è costituito dal:

Regolamento (UE) 2021/1060

e, in particolare, dagli articoli:

31 – sviluppo locale di tipo partecipativo;

32 – strategie di sviluppo locale;

33 – Gruppi di Azione Locale;

34 – sostegno allo sviluppo locale partecipativo.

Per la Politica Agricola Comune assumono inoltre rilievo il:

Regolamento (UE) 2021/2115

e in particolare:

articolo 2, punto 15 – definizione LEADER;

articolo 77 – cooperazione e LEADER;

articolo 92 – dotazione finanziaria minima destinata a LEADER.

A questo quadro si aggiunge il:

Regolamento (UE) 2021/2116

relativo al finanziamento, alla gestione e al monitoraggio della PAC.

In Italia LEADER viene attuato attraverso il Piano Strategico della PAC 2023–2027 e, tra gli altri strumenti, attraverso l’intervento:

SRG06 – LEADER, attuazione delle Strategie di Sviluppo Locale.

Il GAL Innovativo sarebbe quindi un GAL pienamente inserito nel quadro europeo, ma con una strategia territoriale costruita intorno all’innovazione.

2. L’ispirazione della Silicon Valley: costruire l’ecosistema

Il successo della Silicon Valley non deriva semplicemente dalla presenza di grandi aziende tecnologiche.

Il vero valore del modello consiste nella densità delle relazioni fra:

università

ricerca

imprenditori

startup

capitale

manager

professionisti

grandi imprese

mercato.

Non esiste un unico soggetto che controlla tutto.

L’ecosistema funziona perché idee, competenze, capitale e opportunità riescono a incontrarsi rapidamente.

Questa è probabilmente la lezione più importante per un territorio europeo.

Il GAL Innovativo dovrebbe diventare:

il soggetto che connette gli attori dell’innovazione.

Non necessariamente quello che svolge tutte le attività.

3. L’ispirazione israeliana: ridurre il rischio per attirare capitale

Il modello israeliano offre una seconda lezione.

Nelle fasi iniziali dell’innovazione il mercato privato può considerare alcuni progetti troppo rischiosi.

Il settore pubblico può allora intervenire per:

sostenere ricerca e sviluppo;

finanziare sperimentazioni;

favorire incubatori;

supportare startup;

facilitare il trasferimento tecnologico;

ridurre parte del rischio iniziale.

Quando il progetto raggiunge una maggiore maturità, può intervenire il capitale privato.

La logica è:

PUBBLICO

↓ riduzione del rischio iniziale

RICERCA / STARTUP / IMPRESA

↓ sperimentazione

VALIDAZIONE

CAPITALE PRIVATO

CRESCITA

MERCATO

Questo principio è particolarmente interessante perché modifica il modo in cui viene interpretato il finanziamento pubblico.

Il contributo non è necessariamente il punto di arrivo.

Può diventare:

il capitale che permette di arrivare al punto nel quale il mercato privato è disposto a investire.

4. Una formula europea originale

Il modello potrebbe essere sintetizzato così:

Silicon Valley per l’ecosistema

Israele per il rapporto tra capitale pubblico e privato

LEADER per la governance territoriale

Non si tratta di copiare modelli stranieri.

Si tratta di utilizzare alcune loro logiche per costruire una soluzione europea compatibile con:

normativa UE;

programmazione territoriale;

aiuti di Stato;

disciplina bancaria;

governance pubblica;

trasparenza.

Il risultato potrebbe essere un modello originale:

GAL Innovation Hub

5. Dal GAL tradizionale al GAL Innovation Hub

Il cambiamento fondamentale riguarda la domanda iniziale.

Un approccio tradizionale può partire da:

“Quali bandi sono disponibili?”

Il GAL Innovativo dovrebbe partire da:

“Quali problemi del territorio possiamo trasformare in innovazioni, imprese e nuovi mercati?”

Solo successivamente dovrebbe individuare:

programma;

finanziamento;

partner;

tecnologia;

capitale necessario.

Il finanziamento diventerebbe quindi uno strumento della strategia, non la strategia stessa.

6. I settori possibili

Un GAL Innovativo potrebbe orientarsi verso ambiti strettamente legati alle caratteristiche del proprio territorio.

Agricoltura

agricoltura di precisione;

droni;

sensoristica;

robotica;

intelligenza artificiale;

gestione intelligente dell’acqua;

monitoraggio del suolo;

nuovi sistemi produttivi.

Agroalimentare

food-tech;

tracciabilità digitale;

blockchain;

nuovi processi di trasformazione;

packaging sostenibile;

fermentazione;

biotecnologie;

nuovi prodotti.

Turismo

gestione digitale delle destinazioni;

dati;

AI;

realtà aumentata;

mobilità intelligente;

esperienze immersive;

sistemi di prenotazione evoluti.

Energia

comunità energetiche;

accumulo;

efficienza energetica;

microreti;

gestione intelligente dei consumi.

Ambiente

monitoraggio della biodiversità;

economia circolare;

gestione delle risorse idriche;

forestazione intelligente;

sistemi climatici predittivi.

PMI

automazione;

intelligenza artificiale;

cybersecurity;

digitalizzazione;

robotica;

nuovi modelli commerciali.

7. Il territorio come laboratorio

Uno degli elementi più potenti del modello sarebbe trasformare il territorio in un:

Living Lab

Le nuove tecnologie potrebbero essere sperimentate direttamente in condizioni reali.

Esempio:

un’impresa sviluppa un sistema intelligente per ridurre il consumo di acqua in agricoltura.

Il percorso potrebbe essere:

PROBLEMA TERRITORIALE

consumi idrici elevati

STARTUP / UNIVERSITÀ / IMPRESA

sviluppo della tecnologia

GAL INNOVATION HUB

individua aziende disponibili alla sperimentazione

LIVING LAB

test sul campo

raccolta dati

validazione

PRIMO CLIENTE

investitore

mercato.

Il territorio diventa così:

cliente, laboratorio e dimostratore dell’innovazione.

8. Innovation Challenge

Il GAL Innovativo potrebbe organizzare periodicamente delle:

Innovation Challenge territoriali

Il punto di partenza non sarebbe la tecnologia.

Sarebbe il problema.

Per esempio:

Come ridurre del 30% il consumo idrico agricolo?

oppure:

Come portare visitatori in un’area rurale anche fuori stagione?

oppure:

Come ridurre i costi energetici delle piccole imprese?

oppure:

Come utilizzare l’intelligenza artificiale nelle microimprese?

Startup, università, imprese e ricercatori potrebbero presentare soluzioni.

Le migliori potrebbero accedere a:

sperimentazione;

mentoring;

proof of concept;

partenariati;

finanziamenti;

investitori.

9. L’acceleratore territoriale

Accanto al GAL potrebbe essere creato un percorso di accelerazione.

La sequenza ideale:

IDEA

PROOF OF CONCEPT

PROTOTIPO

TEST TERRITORIALE

VALIDAZIONE

PRIMO CLIENTE

CAPITALE

SCALA

INTERNAZIONALIZZAZIONE

Il successo non dovrebbe essere misurato soltanto dal numero di progetti approvati.

Dovrebbe essere misurato anche attraverso:

startup create;

brevetti;

nuovi prodotti;

capitale privato attirato;

posti di lavoro qualificati;

fatturato generato;

export;

tecnologie adottate dalle imprese;

collaborazioni università-impresa.

10. Università e ricerca

Un GAL Innovativo dovrebbe avere un rapporto strutturale con:

università;

centri di ricerca;

laboratori;

istituti tecnici;

competence center;

Digital Innovation Hub;

European Digital Innovation Hub;

reti europee di innovazione.

La ricerca dovrebbe essere collegata direttamente ai problemi delle imprese.

Il flusso ideale:

IMPRESA

→ problema

RICERCA

→ soluzione

GAL

→ connessione e progetto

TERRITORIO

→ sperimentazione

INVESTITORE

→ crescita.

11. Il capitale deve essere separato dal GAL

Un punto particolarmente importante riguarda il finanziamento.

Il GAL Innovativo non dovrebbe necessariamente diventare direttamente un soggetto finanziatore.

La soluzione più prudente può essere separare:

funzione di sviluppo

da

funzione finanziaria.

Il GAL potrebbe quindi:

individuare progetti;

costruire partenariati;

accompagnare imprese;

organizzare challenge;

coordinare living lab;

favorire l’incontro con investitori.

Il capitale potrebbe invece essere fornito attraverso soggetti e veicoli specifici.

12. Fondo Innovazione

Accanto al GAL potrebbe essere valutata la costituzione di un:

Fondo Territoriale per l’Innovazione

giuridicamente e contabilmente distinto.

Il Fondo potrebbe, nei limiti della normativa applicabile, essere alimentato da:

risorse regionali;

strumenti europei compatibili;

investitori privati;

fondazioni;

operatori finanziari;

corporate;

altri soggetti istituzionali.

Potrebbe utilizzare, a seconda della disciplina applicabile:

prestiti;

garanzie;

equity;

quasi-equity;

co-investimenti;

strumenti finanziari.

13. Il modello di co-investimento

Una delle soluzioni più interessanti sarebbe quella di evitare che il pubblico finanzi integralmente le imprese.

Esempio puramente teorico.

Una startup necessita:

€1.000.000

per sviluppare e industrializzare una nuova tecnologia.

Il modello potrebbe essere:

€250.000 capitale pubblico / agevolato

€250.000 investitore privato

€500.000 venture capital / corporate / altro capitale.

Il denaro pubblico mobiliterebbe quindi capitale aggiuntivo.

L’indicatore potrebbe essere:

Private Capital Leverage

cioè:

capitale privato mobilitato / capitale pubblico impiegato.

Se:

€1 pubblico

genera:

€4 privati

il moltiplicatore sarebbe:

4x.

14. Il riferimento agli strumenti finanziari europei

Gli strumenti finanziari sostenuti attraverso programmi UE sono disciplinati dagli:

articoli 58–62 del Regolamento (UE) 2021/1060.

Essi possono, alle condizioni previste dalla normativa, sostenere:

prestiti;

garanzie;

equity;

quasi-equity;

investimenti;

capitale circolante compatibile.

Esiste però una distinzione fondamentale.

L’articolo 58, paragrafo 7, stabilisce che:

gli strumenti finanziari non possono essere utilizzati per prefinanziare sovvenzioni.

Di conseguenza, un Fondo Innovazione che finanzia direttamente imprese e investimenti è concettualmente differente da un fondo utilizzato semplicemente per anticipare una sovvenzione già concessa.

La struttura giuridica deve essere costruita sulla funzione concreta dello strumento.

15. La disciplina bancaria

Se un soggetto concede professionalmente finanziamenti nei confronti del pubblico, deve essere verificata la normativa italiana in materia bancaria e finanziaria.

Assume particolare rilievo:

D.Lgs. 1 settembre 1993 n. 385 – Testo Unico Bancario

e, in particolare:

articolo 106

relativo agli intermediari finanziari autorizzati.

Occorre inoltre considerare:

D.M. MEF 2 aprile 2015 n. 53

che disciplina il contenuto delle attività finanziarie e le condizioni nelle quali esse sono considerate svolte nei confronti del pubblico.

Il GAL non dovrebbe quindi trasformarsi informalmente in un soggetto che concede finanziamenti.

La funzione finanziaria deve essere strutturata attraverso strumenti e soggetti giuridicamente appropriati.

16. Aiuti di Stato

Un Fondo Innovazione finanziato con risorse pubbliche deve essere valutato anche in relazione agli:

articoli 107–109 TFUE

in materia di aiuti di Stato.

Possono inoltre assumere rilievo, in funzione della natura dell’intervento:

Regolamento (UE) 2023/2831

de minimis generale.

Regolamento (UE) n. 1408/2013

de minimis nel settore agricolo, come successivamente modificato.

Regolamento (UE) 2022/2472

relativo a determinate categorie di aiuti nei settori agricolo, forestale e rurale.

Il principio è importante:

il capitale pubblico può ridurre il rischio, ma deve farlo all’interno delle regole europee sulla concorrenza e sugli aiuti.

17. Corporate Innovation

Il GAL potrebbe coinvolgere anche imprese già consolidate.

Una grande o media impresa potrebbe presentare un problema tecnologico.

Esempio:

Cerchiamo una tecnologia per automatizzare un processo produttivo.

Il GAL potrebbe pubblicare una challenge.

Startup e ricercatori presentano le soluzioni.

Le migliori vengono testate.

L’impresa può diventare:

primo cliente.

Questo riduce uno dei maggiori problemi delle startup:

avere tecnologia ma non avere mercato.

18. Innovation Procurement

Anche la domanda pubblica può diventare uno strumento di innovazione.

Comuni e altri enti potrebbero, nei limiti della normativa applicabile, utilizzare strumenti di procurement dell’innovazione per cercare nuove soluzioni a problemi pubblici.

Per esempio:

illuminazione intelligente;

gestione energetica;

mobilità;

monitoraggio ambientale;

servizi digitali;

gestione turistica;

protezione del territorio.

Dovrebbe naturalmente essere rispettato il:

D.Lgs. 31 marzo 2023 n. 36 – Codice dei contratti pubblici

e la disciplina europea applicabile.

19. Un modello di governance

Il GAL Innovativo dovrebbe mantenere la logica pubblico-privata caratteristica di LEADER.

Ma potrebbe affiancare alla governance istituzionale una struttura tecnica.

Per esempio:

Innovation Advisory Board

composto da competenze in:

tecnologia;

agricoltura;

impresa;

università;

venture capital;

finanza;

proprietà intellettuale;

mercati internazionali;

programmi europei.

Il Board non dovrebbe sostituire gli organi del GAL.

Dovrebbe fornire:

competenze;

valutazioni;

mentoring;

collegamenti internazionali.

20. Trasparenza e conflitti di interesse

Un sistema che mette insieme:

pubblico + imprese + investitori + banche + startup

deve avere regole particolarmente robuste.

L’articolo 33 del Regolamento (UE) 2021/1060 richiede procedure trasparenti e non discriminatorie e misure volte a evitare conflitti di interesse nell’ambito delle funzioni attribuite ai GAL.

Sarebbero quindi fondamentali:

criteri pubblici;

procedure documentate;

valutatori indipendenti;

astensioni ove necessarie;

separazione tra selezione e investimento;

pubblicazione dei beneficiari quando prevista;

tracciabilità delle decisioni.

21. Il vero indicatore: capitale privato mobilitato

Un GAL tradizionale può essere valutato anche sulla base delle risorse pubbliche utilizzate.

Un GAL Innovativo dovrebbe aggiungere una nuova metrica:

quanti euro privati vengono mobilitati per ogni euro pubblico?

Esempio:

risorse pubbliche:

€5 milioni

capitale privato attirato:

€20 milioni

moltiplicatore:

4x

Questo significherebbe che ogni euro pubblico ha contribuito a mobilitare quattro euro di capitale privato.

22. Gli indicatori di un GAL Innovativo

Una dashboard potrebbe misurare:

Innovazione

brevetti;

prototipi;

tecnologie sperimentate;

nuovi prodotti.

Impresa

startup create;

imprese accelerate;

nuovi mercati;

export.

Capitale

investimenti privati;

venture capital;

corporate investment;

leverage pubblico-privato.

Occupazione

nuovi posti di lavoro;

occupazione qualificata;

giovani imprenditori.

Ricerca

progetti università-impresa;

tecnologie trasferite;

contratti di ricerca.

Territorio

imprese digitalizzate;

risparmio energetico;

riduzione dell’utilizzo di risorse;

aumento della produttività.

23. Anche il fallimento deve essere considerato

L’innovazione presenta un elemento che i sistemi pubblici tradizionali spesso faticano ad accettare:

non tutti i progetti funzionano.

La Silicon Valley e Israele sono ecosistemi innovativi anche perché accettano che parte degli esperimenti fallisca.

Questo non significa accettare sprechi o cattiva amministrazione.

Significa distinguere:

fallimento dovuto a irregolarità o cattiva gestione

da

fallimento tecnologico di un esperimento correttamente gestito.

Un progetto sperimentale può essere amministrativamente corretto e tecnicamente ben realizzato ma dimostrare che una determinata soluzione non funziona.

Anche questo produce conoscenza.

24. Dalla rendicontazione all’impatto

Un sistema tradizionale tende inevitabilmente a concentrarsi su:

quanto è stato speso?

Un sistema orientato all’innovazione deve aggiungere:

che cosa è stato prodotto?

Per esempio:

non soltanto:

€300.000 utilizzati.

Ma:

5 prototipi sviluppati.

2 brevetti depositati.

3 startup create.

€2 milioni di capitale privato raccolto.

20 nuovi posti di lavoro.

10 imprese che hanno adottato una nuova tecnologia.

Questa è la differenza tra:

misurare la spesa

e

misurare lo sviluppo.

25. Una possibile architettura

Il modello complessivo potrebbe essere:

UNIONE EUROPEA / STATO / REGIONE

programmi e politiche

GAL INNOVATION HUB

individuazione dei problemi territoriali

UNIVERSITÀ + STARTUP + IMPRESE + RICERCA

prototipo

LIVING LAB

validazione

FONDO INNOVAZIONE / INVESTITORI / BANCHE

capitale

IMPRESA

mercato

CRESCITA

nuova occupazione e nuova capacità produttiva.

26. Il modello finanziario a più livelli

Un progetto potrebbe essere finanziato progressivamente.

Fase 1 — Idea

€10.000–50.000

per studio e proof of concept.

Fase 2 — Prototipo

€50.000–250.000

per sviluppo.

Fase 3 — Living Lab

€100.000–500.000

per sperimentazione reale.

Fase 4 — Crescita

€500.000–2 milioni

attraverso:

equity;

venture capital;

finanziamenti;

corporate.

Fase 5 — Scala internazionale

capitale prevalentemente privato.

Il ruolo pubblico diminuirebbe progressivamente con la maturazione dell’impresa.

27. Una logica di uscita dal finanziamento pubblico

Questo è uno dei punti più importanti.

L’obiettivo non dovrebbe essere creare imprese permanentemente dipendenti dai contributi.

La sequenza dovrebbe essere:

RISORSA PUBBLICA

riduce il rischio

PROGETTO VALIDATO

CAPITALE PRIVATO

MERCATO

AUTONOMIA ECONOMICA.

Il successo del sistema sarebbe quindi anche la capacità di rendere progressivamente non necessario il contributo pubblico.

28. La possibile evoluzione culturale

Il passaggio sarebbe da:

“Cerchiamo un bando per finanziare un progetto.”

a:

“Individuiamo un problema, troviamo la tecnologia, costruiamo il team, testiamo la soluzione e poi individuiamo il capitale più appropriato.”

E da:

“Quanto contributo abbiamo distribuito?”

a:

“Quanto sviluppo economico abbiamo generato?”

29. Considerazioni finali

Un GAL Innovativo non dovrebbe essere una copia della Silicon Valley.

E non dovrebbe essere una replica del modello israeliano.

Entrambi gli ecosistemi si sono sviluppati attraverso condizioni storiche, istituzionali, culturali e finanziarie specifiche che non possono essere semplicemente trasferite in un territorio europeo.

È invece possibile utilizzare alcune loro lezioni.

Dalla Silicon Valley:

la centralità dell’ecosistema.

Dall’esperienza israeliana:

la capacità del capitale pubblico di ridurre il rischio e mobilitare investimenti privati.

Dal modello LEADER:

la governance territoriale pubblico-privata.

La combinazione dei tre principi può produrre qualcosa di nuovo:

un ecosistema europeo dell’innovazione territoriale.

Il GAL diventerebbe il luogo nel quale:

problemi locali

incontrano

tecnologia

che incontra

ricerca

che incontra

imprese

che incontrano

capitale

che incontra

mercato.

La vera innovazione non sarebbe quindi soltanto finanziare nuovi progetti.

Sarebbe costruire una infrastruttura permanente capace di generare continuamente nuovi progetti, nuove imprese e nuove opportunità economiche.

Il cambio di paradigma può essere sintetizzato in una sola frase:

non limitarsi a finanziare lo sviluppo, ma costruire l’ecosistema che rende lo sviluppo capace di finanziarsi, crescere e innovare nel tempo.

Riferimenti normativi essenziali

Unione europea

Regolamento (UE) 2021/1060

artt. 31–34 – sviluppo locale partecipativo e GAL;

artt. 58–62 – strumenti finanziari;

art. 64 – ammissibilità dei costi.

Regolamento (UE) 2021/2115

art. 2, punto 15 – LEADER;

art. 73 – investimenti;

art. 77 – cooperazione e LEADER;

art. 92 – dotazione finanziaria LEADER.

Regolamento (UE) 2021/2116

finanziamento, gestione e monitoraggio della PAC.

Articoli 107–109 TFUE

aiuti di Stato.

Regolamento (UE) 2023/2831

aiuti de minimis generali.

Regolamento (UE) n. 1408/2013 e successive modificazioni

de minimis agricolo.

Regolamento (UE) 2022/2472

aiuti nei settori agricolo, forestale e rurale.

Italia

Piano Strategico PAC 2023–2027

intervento SRG06 – LEADER.

D.Lgs. 1 settembre 1993 n. 385 – Testo Unico Bancario

art. 106.

D.M. MEF 2 aprile 2015 n. 53

attività finanziarie esercitate nei confronti del pubblico.

D.Lgs. 31 marzo 2023 n. 36

Codice dei contratti pubblici.

D.Lgs. 19 agosto 2016 n. 175

Testo unico in materia di società a partecipazione pubblica, ove applicabile.

D.Lgs. 14 marzo 2013 n. 33

trasparenza, ove applicabile.

A questi riferimenti devono aggiungersi la normativa regionale, il Complemento regionale per lo sviluppo rurale, i bandi, le disposizioni attuative, la disciplina degli aiuti, le regole del soggetto gestore e la normativa applicabile alla singola operazione.