{"id":1159,"date":"2026-09-16T02:28:42","date_gmt":"2026-09-16T00:28:42","guid":{"rendered":"https:\/\/svizzeradelcarso.com\/comunelle\/"},"modified":"2026-09-26T01:08:29","modified_gmt":"2026-09-25T23:08:29","slug":"comunelle","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/svizzeradelcarso.com\/sl_si\/comunelle\/","title":{"rendered":"Perch\u00e9 partire dalle comunelle"},"content":{"rendered":"<style>.comunelle-page{color:#172d32;background:#fff;font:1.0625rem\/1.75 Arial,sans-serif}.comunelle-page *{box-sizing:border-box}.comunelle-page .hero{background:linear-gradient(125deg,#102b3a,#175c4d);color:#fff;border-top:5px solid #d5a94e;border-radius:18px;padding:clamp(24px,5vw,58px);margin:0 auto 36px;max-width:1100px}.comunelle-page h2.comunelle-title{font:700 clamp(2rem,5vw,3.8rem)\/1.15 Georgia,serif;color:#fff;margin:24px 0}.comunelle-page .lead{font:700 clamp(1.3rem,3vw,2rem)\/1.4 Georgia,serif;color:#f2d58c}.comunelle-page article{max-width:780px;margin:auto;padding:0 20px 40px}.comunelle-page section{margin:36px 0}.comunelle-page h2{font:700 clamp(1.4rem,3vw,1.9rem)\/1.3 Georgia,serif;color:#175c4d}.comunelle-page a{color:#175c4d;text-underline-offset:4px;overflow-wrap:anywhere}.comunelle-page nav{display:flex;flex-wrap:wrap;gap:14px}.comunelle-page nav a{display:inline-block;background:#f2d58c;color:#102b3a;padding:14px 20px;border-radius:12px;font-weight:bold;text-decoration:none}.comunelle-page a:focus-visible{outline:3px solid #d5a94e;outline-offset:4px}.comunelle-page .sources{border-top:1px solid #d8e0dc;padding-top:20px;font-size:1rem}.comunelle-page li{margin:12px 0}<\/style><div class=\"comunelle-page\"><section id=\"le-comunelle-introduzione\" aria-label=\"Le comunelle: un\u2019antica democrazia del Carso\" style=\"max-width:1100px;margin:0 auto 36px;padding:24px clamp(20px,4vw,48px);color:#172d32;background:#fff;text-align:center\"><h1 style=\"font:700 clamp(1.8rem,4vw,2.8rem)\/1.2 Georgia,serif;color:#175c4d;margin:0 0 12px\"><strong>Le comunelle del Carso<\/strong><\/h1><h3 style=\"font-size:1.4rem;margin:0 0 16px;color:#172d32\"><em>Un&#8217;antica democrazia del Carso<\/em><\/h3><p style=\"font-size:1.2rem;margin:0 0 24px\"><strong>Terra comune, autogoverno e responsabilit\u00e0 tra passato e futuro<\/strong><\/p><blockquote style=\"font-size:1.25rem;line-height:1.7;margin:24px auto;padding:12px 20px;border-left:4px solid #d5a94e;max-width:780px\"><p style=\"margin:0\"><strong>Un territorio non si eredita soltanto.<br>Si governa insieme.<br>E si riconsegna.<\/strong><\/p><\/blockquote><p style=\"text-align:left;line-height:1.75\">Le comunelle del Carso rappresentano una delle pi\u00f9 antiche forme di autogoverno comunitario ancora esistenti in Europa. Non sono semplicemente un sistema di propriet\u00e0 collettiva: sono il risultato di una cultura civica fondata sulla responsabilit\u00e0 condivisa, sulla gestione sostenibile del territorio e sulla partecipazione diretta della comunit\u00e0. Ancora oggi costituiscono un esempio concreto di come un bene comune possa essere custodito attraverso regole condivise e decisioni collettive, mantenendo viva una tradizione che continua a dialogare con le sfide del presente.<\/p><p style=\"text-align:left\"><strong>Leggi anche su Il Piccolo:<\/strong> <a href=\"https:\/\/www.ilpiccolo.it\/cronaca\/le-comunelle-riconquistano-dopo-un-secolo-i-terreni-storici-jyn0x7nq\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Le comunelle riconquistano dopo un secolo i terreni storici \u2197<\/a><\/p><\/section><style>.comunelle-page .comunelle-update{max-width:1100px;margin:0 auto 48px;padding:clamp(24px,5vw,60px);border:1px solid #d8e0dc;border-top:5px solid #d5a94e;border-radius:16px;background:#fafbf8;color:#172d32;text-align:left}.comunelle-update>h2{font-size:clamp(1.8rem,3.5vw,2.8rem);line-height:1.2;margin:0 0 20px}.comunelle-update .agg-subtitle{font:italic 1.3rem\/1.5 Georgia,serif;color:#175c4d}.comunelle-update h3{font:700 clamp(1.3rem,2.5vw,1.7rem)\/1.35 Georgia,serif;color:#175c4d;margin:36px 0 18px}.comunelle-update h4{font-size:1.2rem;color:#175c4d}.comunelle-update p,.comunelle-update li{line-height:1.8}.comunelle-update hr{border:0;border-top:1px solid #d8e0dc;margin:32px 0}.comunelle-update blockquote{border-left:4px solid #d5a94e;padding:12px 24px;margin:24px 0;background:#edf3f0}.comunelle-update blockquote p{margin:0}.comunelle-update a{text-decoration:underline}<\/style><section id=\"comunelle-aggiornamento-2026\" class=\"comunelle-update\" aria-label=\"Comunelle del Carso: aggiornamento dal 2018 al 2026\"><h2>Comunelle del Carso: dal 2018 al 2026, cosa \u00e8 successo davvero<\/h2>\n<p class=\"agg-subtitle\">Un aggiornamento necessario sulla lunga vicenda dei terreni storici di Opicina<\/p>\n<p><strong>Aggiornamento al 16 settembre 2026<\/strong><\/p>\n<p>Il 21 ottobre 2018 <em>Il Piccolo<\/em> pubblic\u00f2 un articolo dal titolo molto efficace: <strong>\u00abLe comunelle \u201criconquistano\u201d dopo un secolo i terreni storici\u00bb<\/strong>. Nel sottotitolo si parlava della fine in Cassazione del lungo contenzioso con il Comune di Trieste e la Regione e della tutela della destinazione agro-silvo-pastorale di circa 460 ettari del Carso. (<a href=\"https:\/\/www.ilpiccolo.it\/cronaca\/le-comunelle-riconquistano-dopo-un-secolo-i-terreni-storici-jyn0x7nq\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Il Piccolo<\/a>)<\/p>\n<p>A otto anni di distanza, e soprattutto dopo le successive decisioni giudiziarie del 2021 e del 2026, possiamo ricostruire quella vicenda con maggiore precisione.<\/p>\n<p>L\u2019articolo del 2018 conserva un grande valore: documenta il clima nel quale la prima sentenza della Cassazione fu accolta dalle comunelle e restituisce la percezione di una svolta attesa da decenni. Ma oggi sappiamo che <strong>nel 2018 il contenzioso non era ancora terminato<\/strong>.<\/p>\n<p>Quella sentenza cambi\u00f2 il quadro giuridico. La conclusione sarebbe arrivata soltanto dopo un ulteriore giudizio davanti alla Corte d\u2019appello di Roma e un nuovo ricorso in Cassazione.<\/p>\n<hr>\n<h3>La svolta del 2018<\/h3>\n<p>La controversia era stata promossa nel 2008 dalla <strong>Comunella Jus-Vicinia Srenja Opicina-Op\u010dine<\/strong>, che chiedeva fosse dichiarata l\u2019inesistenza di diritti di uso civico o di demanio civico su alcune particelle tavolari.<\/p>\n<p>La questione aveva origine nel bando commissariale del 1955, attraverso il quale quei beni erano stati ricondotti al sistema degli usi civici.<\/p>\n<p>La domanda della Comunella fu respinta dal Commissario agli usi civici nel 2012. Anche il successivo reclamo davanti alla Corte d\u2019appello di Roma ebbe esito negativo nel 2014. La Comunella ricorse quindi in Cassazione. La sequenza processuale \u00e8 ricostruita direttamente nella sentenza n. 24978 del 10 ottobre 2018. (<a href=\"https:\/\/www.labsus.org\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Cass.-Civ.-Sez.-II%C2%B0-sent.-n.-24978-2018.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Labsus<\/a>)<\/p>\n<p>Ed \u00e8 qui che avvenne la vera svolta.<\/p>\n<p>La Cassazione afferm\u00f2 che le comunelle, vicinie o vicinanze dell\u2019altopiano carsico-triestino costituiscono <strong>enti esponenziali dei domini collettivi<\/strong>, alla luce della legge n. 168 del 2017, e stabil\u00ec che il loro patrimonio non poteva essere assoggettato al regime degli usi civici sulla base del bando commissariale del 1955, ritenuto privo del corrispondente potere amministrativo. (<a href=\"https:\/\/www.demaniocivico.it\/norditalia\/1862-comunella-jus-vicinia-srenja-opicina-opcine-corte-cassazione-ii-sezione-sentenza-10-ottobre-2018-n-24978\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Demanio Civico<\/a>)<\/p>\n<p>\u00c8 questo il passaggio storico della decisione.<\/p>\n<p>La Cassazione non stava semplicemente decidendo chi potesse utilizzare un terreno. Stava riconoscendo la necessit\u00e0 di leggere le comunelle attraverso la categoria della <strong>propriet\u00e0 collettiva<\/strong> e dei <strong>domini collettivi<\/strong>, e non come una semplice variante degli usi civici.<\/p>\n<hr>\n<h3>Ma la causa non fin\u00ec nel 2018<\/h3>\n<p>Qui \u00e8 necessario correggere una delle semplificazioni contenute nell\u2019articolo dell\u2019epoca.<\/p>\n<p>La sentenza n. 24978\/2018 <strong>cass\u00f2 la decisione precedente con rinvio<\/strong>.<\/p>\n<p>In altre parole, la Cassazione non mise ancora il punto finale alla controversia. Stabil\u00ec il principio di diritto che il giudice successivo avrebbe dovuto applicare.<\/p>\n<p>La causa fu quindi riassunta davanti alla Corte d\u2019appello di Roma.<\/p>\n<p>Il Comune di Trieste, in un proprio atto del 2022, ricostruisce espressamente questa sequenza: ricorso del 2008, sentenza commissariale del 2012, decisione della Corte d\u2019appello del 2014, Cassazione del 2018 e successivo giudizio di rinvio. (<a href=\"https:\/\/amministrazionetrasparente.comune.trieste.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/dg_54_2022.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Amministrazione Trasparente Trieste<\/a>)<\/p>\n<p>Per questo, oggi, la frase \u00abtermina in Cassazione il contenzioso infinito\u00bb, utilizzata nel 2018, deve essere letta come espressione del clima di quel momento, non come descrizione esatta dell\u2019iter processuale.<\/p>\n<hr>\n<h3>Il 2021: la Corte d\u2019appello riconosce l\u2019appartenenza dei beni<\/h3>\n<p>Il nuovo passaggio decisivo arriv\u00f2 il <strong>4 novembre 2021<\/strong>.<\/p>\n<p>Con la sentenza n. 7232, la Corte d\u2019appello di Roma, Sezione usi civici, accolse il ricorso in riassunzione della Comunella.<\/p>\n<p>La Corte disapplic\u00f2 il bando commissariale del 1955 nella parte oggetto del giudizio e accert\u00f2, secondo quanto risulta dalla decisione, l\u2019appartenenza dei beni alla Comunella, escludendo sui terreni contestati diritti di uso civico o di demanio comunale in favore di terzi e della generalit\u00e0 dei cittadini del Comune di Trieste. (<a href=\"https:\/\/www.demaniocivico.it\/norditalia\/2103-corte-di-appello-di-roma-sez-viii-usi-civici-sent\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Demanio Civico<\/a>)<\/p>\n<p>Il Comune di Trieste non consider\u00f2 per\u00f2 conclusa la questione.<\/p>\n<p>Nel febbraio 2022 la Giunta deliber\u00f2 di proporre un nuovo ricorso alla Suprema Corte di Cassazione contro la sentenza del 2021. (<a href=\"https:\/\/amministrazionetrasparente.comune.trieste.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/dg_54_2022.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Amministrazione Trasparente Trieste<\/a>)<\/p>\n<p>La vicenda prosegu\u00ec quindi ancora.<\/p>\n<hr>\n<h3>Il 2026: la Cassazione rigetta il ricorso del Comune<\/h3>\n<p>Il nuovo e decisivo passaggio \u00e8 arrivato con l\u2019<strong>ordinanza n. 24227 del 29 luglio 2026<\/strong> della Seconda sezione civile della Corte di Cassazione.<\/p>\n<p>Il Comune di Trieste chiedeva, fra l\u2019altro, che venissero nuovamente esaminate la natura dei terreni \u2014 la cosiddetta <em>qualitas soli<\/em> \u2014 e la titolarit\u00e0 della Comunella.<\/p>\n<p>La Cassazione ha ritenuto infondati i motivi.<\/p>\n<p>La Corte ha ribadito che il principio stabilito nel 2018 aveva acquisito forza di giudicato nel giudizio di rinvio: le comunelle carsico-triestine non sono assoggettabili agli usi civici nei termini della controversia esaminata. <\/p>\n<p>E utilizza una formulazione particolarmente chiara riferendosi ai terreni appartenenti alla Comunella di Opicina:<\/p>\n<blockquote><p>\u00absono franchi, proprio perch\u00e9 non assoggettabili agli usi civici\u00bb.<\/p><\/blockquote>\n<p>La Corte aggiunge che la contestazione sulla titolarit\u00e0 risultava tardiva e che la titolarit\u00e0 intavolata in capo alla Comunella non aveva costituito oggetto di specifica contestazione nei precedenti gradi di merito. <\/p>\n<p>Il dispositivo \u00e8 altrettanto netto: <strong>il ricorso del Comune di Trieste viene rigettato<\/strong>. <\/p>\n<p>\u00c8 quindi nel 2026, e non nel 2018, che possiamo leggere compiutamente l\u2019ultima fase della vicenda processuale ricostruita in questi atti.<\/p>\n<hr>\n<h3>\u201cRiconquistano i terreni\u201d: una formula efficace, ma da precisare<\/h3>\n<p>Il titolo utilizzato nel 2018 \u2014 \u00abriconquistano i terreni storici\u00bb \u2014 descrive bene il significato simbolico che la decisione assunse per le comunelle.<\/p>\n<p>Dal punto di vista tecnico, tuttavia, \u00e8 necessario essere pi\u00f9 precisi.<\/p>\n<p>La sentenza del 2018 non fu una semplice sentenza di \u201crestituzione\u201d materiale della terra. Il suo contributo fondamentale fu stabilire <strong>quale struttura giuridica dovesse essere riconosciuta alle comunelle<\/strong> e se la loro base territoriale potesse essere assoggettata agli usi civici attraverso il bando del 1955.<\/p>\n<p>La questione \u00e8 importante perch\u00e9 <strong>uso civico e propriet\u00e0 collettiva non sono la stessa cosa<\/strong>.<\/p>\n<p>Nel primo caso il centro del problema \u00e8 l\u2019esistenza di determinati diritti collettivi di godimento.<\/p>\n<p>Nel secondo esiste una comunit\u00e0 organizzata che si presenta come soggetto titolare di un patrimonio collettivo, dotato di continuit\u00e0 storica e di proprie regole.<\/p>\n<p>\u00c8 proprio questa differenza che rende il caso di Opicina molto pi\u00f9 importante di una semplice controversia fondiaria.<\/p>\n<hr>\n<h3>Una correzione geografica: Gabrovizza o Basovizza?<\/h3>\n<p>L\u2019articolo del 2018 parla di terreni situati nei comuni censuari di <strong>Opicina, Rupingrande e Gabrovizza<\/strong>. (<a href=\"https:\/\/www.ilpiccolo.it\/cronaca\/le-comunelle-riconquistano-dopo-un-secolo-i-terreni-storici-jyn0x7nq\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Il Piccolo<\/a>)<\/p>\n<p>Le decisioni giudiziarie consultate indicano invece <strong>Opicina, Rupigrande e Basovizza<\/strong>. La sentenza del 2018 e l\u2019ordinanza del 2026 utilizzano questa seconda indicazione. (<a href=\"https:\/\/www.labsus.org\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Cass.-Civ.-Sez.-II%C2%B0-sent.-n.-24978-2018.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Labsus<\/a>)<\/p>\n<p>Per una ricostruzione storica definitiva sar\u00e0 utile verificare direttamente anche il testo originale e gli allegati del bando commissariale del 1955.<\/p>\n<p>\u00c8 un piccolo dettaglio solo in apparenza: quando si parla di propriet\u00e0 e libri tavolari, la precisione geografica \u00e8 sostanza.<\/p>\n<hr>\n<h3>I 460 ettari: un dato da documentare meglio<\/h3>\n<p>L\u2019articolo del <em>Piccolo<\/em> quantificava in <strong>460 ettari<\/strong> i terreni interessati. (<a href=\"https:\/\/www.ilpiccolo.it\/cronaca\/le-comunelle-riconquistano-dopo-un-secolo-i-terreni-storici-jyn0x7nq\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Il Piccolo<\/a>)<\/p>\n<p>Il dato non emerge per\u00f2, almeno in questi termini, dal testo della sentenza della Cassazione del 2018 che abbiamo esaminato.<\/p>\n<p>Non significa che sia errato.<\/p>\n<p>Significa che, per utilizzarlo come dato storico definitivo, sarebbe opportuno risalire alla sua fonte primaria: documentazione tavolare, atti della Comunella, allegati processuali o altra documentazione patrimoniale.<\/p>\n<p>Fino a quel momento \u00e8 pi\u00f9 rigoroso parlare di \u00abcirca 460 ettari secondo la ricostruzione giornalistica del 2018\u00bb.<\/p>\n<hr>\n<h3>Carlo Grgic e la percezione della svolta<\/h3>\n<p>L\u2019articolo conserva inoltre una testimonianza significativa della reazione del mondo delle propriet\u00e0 collettive.<\/p>\n<p>Carlo Grgic, presentato allora come vicepresidente della <strong>Consulta nazionale della propriet\u00e0 collettiva<\/strong>, defin\u00ec la decisione del 2018 \u00abstorica\u00bb. (<a href=\"https:\/\/www.ilpiccolo.it\/cronaca\/le-comunelle-riconquistano-dopo-un-secolo-i-terreni-storici-jyn0x7nq\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Il Piccolo<\/a>)<\/p>\n<p>A posteriori possiamo comprendere bene il senso di quella definizione.<\/p>\n<p>La causa non era ancora finita, ma dal 2018 <strong>non era pi\u00f9 possibile leggerla nello stesso modo di prima<\/strong>.<\/p>\n<p>La Cassazione aveva riconosciuto alle comunelle carsico-triestine una collocazione giuridica capace di valorizzarne la natura originaria e comunitaria.<\/p>\n<p>Per ricostruire interamente il ruolo di Grgic, dei presidenti delle singole comunelle e degli altri protagonisti della vicenda occorrer\u00e0 per\u00f2 affiancare agli articoli di stampa verbali, atti, documentazione associativa e testimonianze dirette.<\/p>\n<hr>\n<h3>Che cosa cambia, allora, nella ricostruzione storica?<\/h3>\n<p>Oggi la sequenza pu\u00f2 essere raccontata con maggiore precisione.<\/p>\n<p>Il <strong>1955<\/strong> segna il bando commissariale che sar\u00e0 al centro della controversia.<\/p>\n<p>Nel <strong>2008<\/strong> la Comunella di Opicina avvia il giudizio.<\/p>\n<p>Arrivano poi le decisioni negative del <strong>2012<\/strong> e del <strong>2014<\/strong>.<\/p>\n<p>Nel <strong>2018<\/strong> la Cassazione cambia il quadro interpretativo e riconosce alle comunelle la natura di enti esponenziali dei domini collettivi.<\/p>\n<p>Nel <strong>2021<\/strong> la Corte d\u2019appello di Roma, in sede di rinvio, accoglie la domanda della Comunella.<\/p>\n<p>Nel <strong>2022<\/strong> il Comune di Trieste ricorre nuovamente alla Cassazione.<\/p>\n<p>Infine, il <strong>29 luglio 2026<\/strong>, la Suprema Corte rigetta quel ricorso e ribadisce la forza del principio gi\u00e0 stabilito nel 2018. (<a href=\"https:\/\/amministrazionetrasparente.comune.trieste.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/dg_54_2022.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Amministrazione Trasparente Trieste<\/a>)<\/p>\n<p>Sono oltre settant\u2019anni fra il bando del 1955 e la decisione del 2026.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 forse questa durata a mostrare meglio di qualsiasi definizione che cosa significhi una propriet\u00e0 collettiva.<\/p>\n<p>I presidenti cambiano.<\/p>\n<p>Le amministrazioni cambiano.<\/p>\n<p>Le norme cambiano.<\/p>\n<p>Le generazioni cambiano.<\/p>\n<p>La terra rimane.<\/p>\n<hr>\n<h3>La lezione del caso Opicina<\/h3>\n<p>La vicenda non riguarda soltanto il passato.<\/p>\n<p>Mostra qualcosa di importante anche per il futuro delle comunelle.<\/p>\n<p>Il riconoscimento giuridico non \u00e8 la conclusione della loro storia.<\/p>\n<p>\u00c8 la condizione per aprire una fase nuova.<\/p>\n<p>Una volta chiarito che quelle comunit\u00e0 non possono essere comprese semplicemente attraverso il modello della propriet\u00e0 individuale o attraverso quello del patrimonio comunale, torna la domanda fondamentale:<\/p>\n<p><strong>come deve essere governata oggi una terra che appartiene a una comunit\u00e0 e che dovr\u00e0 essere trasmessa alle generazioni future?<\/strong><\/p>\n<p>Biodiversit\u00e0, pascolo, prevenzione degli incendi, boschi, acqua, paesaggio, economia rurale e partecipazione delle nuove generazioni portano questa domanda direttamente nel presente.<\/p>\n<p>\u00c8 qui che la storia delle comunelle smette di essere soltanto una controversia sul passato.<\/p>\n<p>E torna a essere una questione di governo del Carso.<\/p>\n<hr>\n<h4>Fonti essenziali per questo aggiornamento<\/h4>\n<ul><li><em>Il Piccolo<\/em>, 21 ottobre 2018, \u00abLe comunelle \u201criconquistano\u201d dopo un secolo i terreni storici\u00bb. <a href=\"https:\/\/www.ilpiccolo.it\/cronaca\/le-comunelle-riconquistano-dopo-un-secolo-i-terreni-storici-jyn0x7nq\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Leggi l\u2019articolo del Piccolo<\/a><\/li><li>Corte di Cassazione, Seconda sezione civile, sentenza n. 24978\/2018. (<a href=\"https:\/\/www.labsus.org\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Cass.-Civ.-Sez.-II%C2%B0-sent.-n.-24978-2018.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Labsus<\/a>)<\/li><li>Corte d\u2019appello di Roma, Sezione usi civici, sentenza n. 7232\/2021. (<a href=\"https:\/\/www.demaniocivico.it\/norditalia\/2103-corte-di-appello-di-roma-sez-viii-usi-civici-sent\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Demanio Civico<\/a>)<\/li><li>Comune di Trieste, deliberazione n. 54 del 24 febbraio 2022 relativa al nuovo ricorso in Cassazione. (<a href=\"https:\/\/amministrazionetrasparente.comune.trieste.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/dg_54_2022.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Amministrazione Trasparente Trieste<\/a>)<\/li><li>Corte di Cassazione, Seconda sezione civile, ordinanza n. 24227\/2026, pubblicata il 29 luglio 2026. (<a href=\"https:\/\/www.demaniocivico.it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/Allegato2_Ordinanza.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Demanio Civico<\/a>)<\/li><\/ul>\n<p><strong>Nota editoriale:<\/strong> rispetto all\u2019articolo del 2018, questo aggiornamento distingue la percezione pubblica della decisione dalla sua esatta funzione processuale. La Cassazione del 2018 fu la svolta; le decisioni del 2021 e del 2026 completarono il percorso giudiziario successivo.<\/p><\/section><header class=\"hero\"><p>COMUNIT\u00c0 \u00b7 PATRIMONIO COLLETTIVO \u00b7 FUTURO DEL CARSO<\/p><h2 class=\"comunelle-title\">Perch\u00e9 partire dalle comunelle<\/h2><p class=\"lead\">Custodire la terra. Rafforzare le comunit\u00e0. Costruire valore per le generazioni future.<\/p><p>Prima dei crediti di carbonio e degli strumenti finanziari, vengono le comunit\u00e0 che si prendono cura del territorio.<\/p><\/header><article><section><h2>Che cosa sono le comunelle<\/h2><p>Le comunelle non sono un residuo folkloristico del passato. Sono istituzioni comunitarie titolari di patrimoni collettivi, governati secondo statuti e consuetudini e destinati a essere trasmessi alle generazioni future. Per secoli hanno contribuito alla gestione di boschi, pascoli, prati, acque, sentieri e risorse indispensabili alla vita dei villaggi. Rappresentano inoltre una forma concreta di responsabilit\u00e0 condivisa e democrazia locale.<\/p><\/section><section><h2>Un patrimonio da conoscere<\/h2><p>Avvicinandomi a questo tema, mi sono per\u00f2 reso conto di un problema ancora pi\u00f9 fondamentale: moltissime persone non sanno quasi nulla delle comunelle. Non ne conoscono l\u2019origine, la funzione, il valore giuridico e sociale, n\u00e9 l\u2019importanza che hanno avuto nella conservazione del territorio, del paesaggio, della cultura rurale e dell\u2019identit\u00e0 delle comunit\u00e0 del Carso.<\/p><\/section><section><h2>Il riconoscimento dei diritti collettivi<\/h2><p>La legge 20 novembre 2017, n. 168 riconosce i domini collettivi come ordinamento giuridico primario delle comunit\u00e0 originarie e attribuisce ai loro enti esponenziali personalit\u00e0 giuridica di diritto privato e autonomia statutaria. Per le comunelle carsico-triestine \u00e8 significativo il principio affermato dalla Cassazione nella sentenza n. 24978\/2018, richiamato anche nella documentazione del Comune di Trieste relativa alla controversia con la Comunella di Opicina: la loro base territoriale non pu\u00f2 essere assoggettata agli usi civici con un provvedimento privo del corrispondente potere amministrativo. La qualificazione dei singoli beni va letta alla luce dei titoli e delle decisioni che li riguardano.<\/p><\/section><section><h2>Una responsabilit\u00e0 anche per le istituzioni<\/h2><p>Questo non autorizza accuse indistinte, ma documenta una lunga difficolt\u00e0 nel riconoscere pienamente la natura e i diritti di queste comunit\u00e0. Il fatto che una formazione sociale storica abbia dovuto affrontare un contenzioso giudiziario e amministrativo tanto prolungato per vedere riconosciuta la propria posizione merita una seria riflessione. In uno Stato democratico le istituzioni dovrebbero essere le prime a conoscere, rispettare e proteggere i diritti delle comunit\u00e0, soprattutto quando riguardano patrimoni collettivi, tutela del paesaggio e responsabilit\u00e0 verso le generazioni future.<\/p><\/section><section><h2>Perch\u00e9 partire dalle comunelle<\/h2><p>Sto valutando la possibilit\u00e0 di sviluppare un progetto europeo insieme alle comunelle, iniziando da quelle del Carso e del territorio triestino. L\u2019obiettivo sarebbe studiare come queste antiche forme di propriet\u00e0 collettiva possano partecipare alle nuove politiche europee in materia di carbon farming, crediti di carbonio, tutela della biodiversit\u00e0, gestione agro-silvo-pastorale e valorizzazione sostenibile delle filiere agricole e alimentari locali.<\/p><\/section><section><h2>Il valore deve tornare al territorio<\/h2><p>La finalit\u00e0 non sarebbe soltanto ambientale. Il progetto dovrebbe individuare strumenti concreti per produrre valore economico a beneficio delle comunit\u00e0, trasformando la buona gestione del territorio in opportunit\u00e0 di reddito, lavoro e investimento locale. Le risorse generate attraverso programmi europei, servizi ecosistemici, certificazioni ambientali e crediti di carbonio potrebbero essere reinvestite nella manutenzione dei terreni collettivi, nella prevenzione degli incendi, nel recupero dei prati e dei pascoli, nell\u2019agricoltura locale, nella tutela del paesaggio e nella trasmissione di questo patrimonio alle generazioni future.<\/p><\/section><section><h2>Dalla proposta alla verifica<\/h2><p>Il punto di partenza sarebbe il confronto con le comunelle interessate, nel rispetto dei loro statuti, delle decisioni degli organi competenti e della loro autonomia. Occorrerebbe poi individuare le superfici, ricostruire le pratiche di gestione, misurare le condizioni iniziali e valutare attivit\u00e0, costi e benefici. Il quadro europeo CRCF riguarda la certificazione volontaria degli assorbimenti di carbonio, del carbon farming e dello stoccaggio del carbonio nei prodotti. La partecipazione richiede di verificare le metodologie applicabili e le condizioni di certificazione: la sola disponibilit\u00e0 dei terreni non genera automaticamente crediti o ricavi.<\/p><\/section><section><h2>Competenze e filiere locali<\/h2><p>Questa riflessione nasce anche dal percorso di approfondimento che ho intrapreso nel campo dell\u2019innovazione finanziaria applicata alle filiere alimentari. Nel maggio 2026 ho completato il corso FinTech with Example Applications in Food Supply Chain, promosso dal team TRUST-FOOD nell\u2019ambito di un\u2019iniziativa cofinanziata dall\u2019Unione europea. Il corso mi ha permesso di approfondire alcune possibili applicazioni delle tecnologie finanziarie e digitali alla tracciabilit\u00e0, alla certificazione, ai pagamenti e alla distribuzione del valore lungo le filiere agroalimentari.<\/p><\/section><section><h2>Misurare i benefici e rendere trasparente il valore<\/h2><p>Queste competenze possono essere messe al servizio di un progetto dedicato alle comunelle. Si potrebbe studiare, per esempio, un sistema trasparente e verificabile che colleghi la gestione dei terreni collettivi alla misurazione dei benefici ambientali, alla certificazione dei crediti di carbonio, alla tracciabilit\u00e0 delle produzioni locali e alla distribuzione dei ricavi fra conservazione del territorio, attivit\u00e0 economiche e comunit\u00e0 titolari.<\/p><\/section><section><h2>Euro digitale: una prospettiva da distinguere<\/h2><p>In questa prospettiva pu\u00f2 essere utile seguire anche lo sviluppo dell\u2019euro digitale e delle politiche della Banca centrale europea in materia di sostenibilit\u00e0 e infrastrutture di pagamento. \u00c8 per\u00f2 necessario evitare equivoci: l\u2019euro digitale sarebbe una forma elettronica di moneta pubblica, equivalente al contante, e non un credito ambientale, una criptovaluta o uno strumento creato per finanziare direttamente il carbon farming.<\/p><p>Il possibile collegamento riguarda i servizi che potrebbero svilupparsi intorno alle future infrastrutture europee di pagamento: transazioni pi\u00f9 efficienti, pagamenti transfrontalieri, tracciabilit\u00e0, automazione amministrativa e remunerazione di attivit\u00e0 agricole e ambientali certificate. Si tratta di un campo da studiare con attenzione, distinguendo sempre ci\u00f2 che \u00e8 gi\u00e0 previsto dalle istituzioni europee dalle applicazioni innovative che potrebbero essere sviluppate da soggetti pubblici, imprese, comunit\u00e0 e fornitori di servizi finanziari.<\/p><\/section><section><h2>Le comunit\u00e0 protagoniste del futuro<\/h2><p>Le comunelle potrebbero cos\u00ec diventare protagoniste attive delle politiche europee per il clima, la biodiversit\u00e0, l\u2019agricoltura e lo sviluppo rurale, senza perdere la propria identit\u00e0 e autonomia. Il principio centrale \u00e8 che il valore ambientale ed economico prodotto dal territorio non venga trasferito altrove, ma ritorni alle comunit\u00e0 che quel territorio lo possiedono, lo conoscono e se ne prendono cura.<\/p><\/section><section><h2>Conoscere prima di progettare<\/h2><p>Questa pagina apre un percorso di approfondimento: conoscere la storia e la funzione delle comunelle, rispettarne i diritti e studiare insieme quali opportunit\u00e0 possano essere utili al territorio. Il progetto europeo descritto \u00e8 una proposta da valutare, non un accordo gi\u00e0 concluso con le comunelle.<\/p><\/section><section class=\"sources\"><h2>Riferimenti per approfondire<\/h2><ul><li><a href=\"https:\/\/www.gazzettaufficiale.it\/eli\/id\/2017\/11\/28\/17G00181\/sg\">Legge 20 novembre 2017, n. 168 \u2014 Norme in materia di domini collettivi<\/a><\/li><li><a href=\"https:\/\/amministrazionetrasparente.comune.trieste.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/dg_54_2022.pdf\">Comune di Trieste \u2014 Deliberazione n. 54\/2022 e ricostruzione del contenzioso relativo alla Comunella di Opicina<\/a><\/li><li><a href=\"https:\/\/climate.ec.europa.eu\/areas-action\/carbon-removals-and-carbon-farming_en\">Commissione europea \u2014 Carbon removals and carbon farming<\/a><\/li><li><a href=\"https:\/\/www.ecb.europa.eu\/euro\/digital_euro\/html\/index.en.html\">Banca centrale europea \u2014 Il progetto euro digitale<\/a><\/li><\/ul><\/section><style>.comunelle-dossier{border-top:3px solid #d5a94e;padding-top:24px}.comunelle-page .comunelle-dossier h3{font:700 1.5rem\/1.35 Georgia,serif;color:#175c4d;margin-top:32px}.comunelle-page .comunelle-dossier h4{font-size:1.15rem;color:#102b3a;margin-top:24px}.comunelle-table-scroll{overflow-x:auto;margin:24px 0}.comunelle-table-scroll table{width:100%;border-collapse:collapse;font-size:1rem}.comunelle-table-scroll th,.comunelle-table-scroll td{border:1px solid #d8e0dc;padding:12px;vertical-align:top;min-width:100px}.comunelle-table-scroll th{background:#edf3f0}.comunelle-table-scroll p{margin:0}.comunelle-pdf-panel{padding:clamp(16px,3vw,28px);background:#edf3f0;border:1px solid #d8e0dc;border-radius:16px}.comunelle-pdf-panel object{display:block;width:100%;height:680px;border:1px solid #d8e0dc;background:white}.comunelle-pdf-actions{display:flex;flex-wrap:wrap;gap:12px;margin:18px 0}.comunelle-pdf-actions a,.comunelle-home-end a{display:inline-block;padding:14px 20px;background:#175c4d;color:#fff!important;border-radius:10px;font-weight:700;text-decoration:none}.comunelle-home-end{text-align:center;margin-top:36px}.comunelle-home-end a{background:#f2d58c;color:#102b3a!important}@media(max-width:600px){.comunelle-pdf-panel object{height:480px}.comunelle-pdf-actions a{width:100%;text-align:center}}<\/style><details id=\"articolo-comunelle\" class=\"comunelle-dossier\" open><summary>Le comunelle del Carso \u2014 consulta l\u2019articolo<small>Clicca per aprire o chiudere. Scorri nel riquadro per leggere il testo completo.<\/small><\/summary><div class=\"comunelle-article-window\" tabindex=\"0\" role=\"region\" aria-label=\"Articolo completo sulle comunelle del Carso\"><h2>Le comunelle del Carso<\/h2>\r\n<p><strong>Origini funzione sociale quadro giuridico e prospettive future<\/strong><\/p>\r\n<p>Dossier editoriale per La Svizzera del Carso. Il documento ricostruisce la natura delle comunelle, le principali fonti normative e giurisprudenziali e le opportunit\u00e0 connesse a gestione del territorio, democrazia locale e carbon farming.<\/p>\r\n<h3>Indice dei contenuti<\/h3>\r\n<ul>\r\n<li>Non sono un residuo del passato. Sono una forma ancora viva di propriet\u00e0, responsabilit\u00e0 e autogoverno comunitario<\/li>\r\n<li>Che cos\u2019\u00e8 una comunella<\/li>\r\n<li>Perch\u00e9 e come nacquero<\/li>\r\n<li>Qual \u00e8 la comunella pi\u00f9 antica<\/li>\r\n<li>Dalla consuetudine al libro tavolare<\/li>\r\n<li>Il contenzioso di Opicina settant\u2019anni per chiarire la natura dei terreni<\/li>\r\n<li>Il quadro normativo essenziale<\/li>\r\n<li>L\u2019apporto storico alla comunit\u00e0<\/li>\r\n<li>Una scuola di democrazia locale<\/li>\r\n<li>La funzione futura da patrimonio difeso a infrastruttura territoriale<\/li>\r\n<li>Un possibile progetto pilota per il Carso<\/li>\r\n<li>Che rapporto pu\u00f2 avere una comunella con il Comune<\/li>\r\n<li>Perch\u00e9 le comunelle contano oggi<\/li>\r\n<\/ul>\r\n<h3>Non sono un residuo del passato. Sono una forma ancora viva di propriet\u00e0, responsabilit\u00e0 e autogoverno comunitario<\/h3>\r\n<p>Sul Carso esiste una forma di organizzazione che precede molti enti contemporanei e che, dopo un lungo periodo di incomprensione giuridica, \u00e8 stata riconosciuta dall\u2019ordinamento italiano per ci\u00f2 che realmente \u00e8: non un semplice uso esercitato su un terreno pubblico, ma una <strong>propriet\u00e0 collettiva intergenerazionale<\/strong>, amministrata da una comunit\u00e0 secondo statuti e consuetudini proprie.<\/p>\r\n<p>Sono le <strong>comunelle<\/strong>, chiamate anche <em>vicinie<\/em>, <em>vicinanze<\/em>, <em>jus<\/em><em>-vicinie<\/em> o, nella tradizione slovena locale, <em>srenje<\/em>.<\/p>\r\n<p>La loro storia nasce da una necessit\u00e0 concreta. In un territorio calcareo, povero d\u2019acqua superficiale e nel quale pascoli, boschi, stagni, sentieri e terre da coltivare costituivano risorse essenziali, la sopravvivenza di una famiglia dipendeva anche dalla capacit\u00e0 dell\u2019intero villaggio di governare ci\u00f2 che non poteva essere frammentato senza perderne il valore. La terra comune non era terra di nessuno: era terra affidata alla responsabilit\u00e0 di molti.<\/p>\r\n<p>Oggi questa istituzione pu\u00f2 tornare ad avere una funzione centrale. Gestione dei prati e dei pascoli, prevenzione degli incendi, conservazione della biodiversit\u00e0, manutenzione dei muretti a secco e degli stagni, agricoltura rigenerativa, servizi ecosistemici, carbon farming e partecipazione locale possono trovare nelle comunelle un soggetto territoriale gi\u00e0 esistente. Ma il passaggio dalla possibilit\u00e0 al progetto richiede statuti adeguati, dati catastali e tavolari certi, piani di gestione, competenze tecniche e regole trasparenti.<\/p>\r\n<p>Questa pagina ricostruisce ci\u00f2 che sappiamo, ci\u00f2 che il diritto ha ormai chiarito e ci\u00f2 che resta da verificare.<\/p>\r\n<h3>Che cos\u2019\u00e8 una comunella<\/h3>\r\n<p>Una comunella carsica \u00e8 una comunit\u00e0 organizzata che possiede o esercita collettivamente un diritto reale su un patrimonio, normalmente agro-silvo-pastorale. Il patrimonio non appartiene al Comune come ente territoriale e non coincide con un terreno privato suddiviso in quote liberamente vendibili.<\/p>\r\n<p>La Corte di cassazione ha descritto le comunioni familiari montane come formazioni sociali alle quali partecipano, su base gentilizia o per cooptazione, coloro che abitano e coltivano determinate terre \u00abin forma diretta, promiscua e solidale\u00bb, secondo consuetudini o antichi statuti. Ha inoltre chiarito che queste comunioni non sono suddivisibili in quote ideali e sono profondamente diverse dalla comunione ordinaria prevista dal codice civile, normalmente destinata a poter essere sciolta.<\/p>\r\n<p>Per le comunelle carsico-triestine il diritto collettivo \u00e8 stato definito dalla Cassazione come uno <strong>jus<\/strong><strong> unitario e complesso<\/strong>, comune ai discendenti degli abitanti originari o dei proprietari collettivi insediati <em>ab immemorabile<\/em> e suscettibile di iscrizione nei libri fondiari.<\/p>\r\n<p>In termini semplici:<\/p>\r\n<ul>\r\n<li>il soggetto \u00e8 una comunit\u00e0, non la somma occasionale di singoli proprietari;<\/li>\r\n<li>il patrimonio ha una destinazione durevole, storicamente agro-silvo-pastorale;<\/li>\r\n<li>l\u2019appartenenza \u00e8 determinata dallo statuto e dalle consuetudini, non dalla sola residenza anagrafica;<\/li>\r\n<li>la gestione deve servire la continuit\u00e0 del bene e della comunit\u00e0 anche fra generazioni;<\/li>\r\n<li>l\u2019autonomia non elimina gli obblighi ambientali, paesaggistici, fiscali, contabili e amministrativi applicabili.<\/li>\r\n<\/ul>\r\n<h3>Perch\u00e9 e come nacquero<\/h3>\r\n<p>Le comunelle non furono inventate da una legge moderna. La legge \u00e8 arrivata dopo, per riconoscere e disciplinare una realt\u00e0 sociale gi\u00e0 esistente.<\/p>\r\n<p>Nel paesaggio carsico tradizionale, alcune risorse avevano senso soltanto se governate insieme: pascoli estesi ma magri, boschi utilizzati per legna e lettiera, terreni pietrosi, vie di accesso, raccolte d\u2019acqua, stagni, aree di sfalcio e superfici necessarie alla rotazione delle attivit\u00e0 rurali. Una frammentazione completa avrebbe reso pi\u00f9 difficile il pascolo, la manutenzione e l\u2019accesso; una gestione collettiva permetteva invece di distribuire diritti, doveri, turni, costi e benefici.<\/p>\r\n<p>La comunella svolgeva quindi almeno quattro funzioni:<\/p>\r\n<ol>\r\n<li><strong>Economica:<\/strong> assicurava alle famiglie risorse indispensabili, come pascolo, legna, foraggio e accesso alla terra.<\/li>\r\n<li><strong>Ecologica:<\/strong> manteneva aperto il paesaggio attraverso sfalcio, pascolo e prelievi regolati, limitando l\u2019abbandono.<\/li>\r\n<li><strong>Sociale:<\/strong> imponeva cooperazione, reciprocit\u00e0 e responsabilit\u00e0 nella cura dei beni comuni.<\/li>\r\n<li><strong>Politica:<\/strong> abituava la comunit\u00e0 a deliberare, eleggere o riconoscere amministratori, stabilire regole e controllarne l\u2019applicazione.<\/li>\r\n<\/ol>\r\n<p>Non bisogna idealizzare questo modello. L\u2019accesso poteva essere riservato alle famiglie originarie e gli equilibri interni potevano riflettere le gerarchie del tempo. Proprio per questo la continuit\u00e0 contemporanea di una comunella richiede che autonomia statutaria, criteri di appartenenza, rappresentanza, pubblicit\u00e0 delle decisioni e buona amministrazione siano letti alla luce della Costituzione e della legislazione vigente.<\/p>\r\n<h3>Qual \u00e8 la comunella pi\u00f9 antica<\/h3>\r\n<p>La risposta rigorosa \u00e8: <strong>allo stato delle fonti digitali pubblicamente consultabili, non \u00e8 possibile attribuire con certezza documentale il primato a una singola comunella carsica<\/strong>.<\/p>\r\n<p>La sentenza della Cassazione parla di comunit\u00e0 e proprietari collettivi insediati <em>ab immemorabile<\/em>, ma questa espressione giuridica indica un\u2019origine tanto remota da non essere ricostruibile attraverso un singolo titolo costitutivo; non stabilisce una graduatoria cronologica fra comunelle. Anche il fatto che una localit\u00e0 sia attestata prima di un\u2019altra non dimostra automaticamente che la sua comunella sia la pi\u00f9 antica.<\/p>\r\n<p>La <strong>Comunella Jus-Vicinia Srenja di Opicina\u2013<\/strong><strong>Op\u010dine<\/strong> \u00e8 oggi la meglio documentata sul piano giudiziario, perch\u00e9 \u00e8 protagonista delle decisioni del 2018 e del 2026. Non per questo pu\u00f2 essere dichiarata la pi\u00f9 antica senza una comparazione archivistica degli statuti, dei libri tavolari, degli atti fondiari e delle consuetudini delle diverse comunit\u00e0.<\/p>\r\n<p>Per rispondere seriamente alla domanda servirebbe un progetto di ricerca che confronti almeno:<\/p>\r\n<ul>\r\n<li>Archivio di Stato di Trieste e fondi del periodo asburgico;<\/li>\r\n<li>libri tavolari e collezione dei documenti delle partite interessate;<\/li>\r\n<li>archivi comunali e parrocchiali dei villaggi carsici;<\/li>\r\n<li>statuti, elenchi dei consorti e verbali delle singole comunelle;<\/li>\r\n<li>materiali dell\u2019Istituto sloveno di ricerche \u2013 SLORI;<\/li>\r\n<li>provvedimenti regionali di riconoscimento e relativo elenco pubblico previsto dalla legge regionale n. 3\/1996.<\/li>\r\n<\/ul>\r\n<p>La formula corretta per una pubblicazione \u00e8 dunque: <strong>le comunelle sono istituzioni plurisecolari; Opicina \u00e8 il caso giuridicamente pi\u00f9 documentato, non necessariamente la comunella pi\u00f9 antica<\/strong>.<\/p>\r\n<h3>Dalla consuetudine al libro tavolare<\/h3>\r\n<p>La specificit\u00e0 del Carso deriva anche dalla sua storia istituzionale. Le propriet\u00e0 collettive si svilupparono nel quadro asburgico e furono registrate nel sistema tavolare. Nel libro fondiario l\u2019iscrizione non \u00e8 una semplice informazione catastale: assume un ruolo centrale nella pubblicit\u00e0 e nella certezza dei diritti reali.<\/p>\r\n<p>Quando il territorio pass\u00f2 all\u2019Italia dopo la Prima guerra mondiale, il nuovo ordinamento si trov\u00f2 davanti istituzioni che non coincidevano perfettamente con le categorie italiane degli usi civici. Da qui nacque una lunga ambiguit\u00e0: le comunelle erano proprietarie collettive dei fondi oppure sui fondi esistevano soltanto diritti d\u2019uso civico a favore della popolazione comunale?<\/p>\r\n<p>La distinzione \u00e8 decisiva.<\/p>\r\n<div class=\"comunelle-table-scroll\"><table>\r\n<tr><th><p><strong>Propriet\u00e0 collettiva della comunella<\/strong><\/p><\/th><th><p><strong>Uso civico in senso tradizionale<\/strong><\/p><\/th><\/tr>\r\n<tr><td><p>La comunit\u00e0 \u00e8 titolare di un patrimonio o di un diritto collettivo unitario<\/p><\/td><td><p>Una collettivit\u00e0 esercita specifiche utilit\u00e0 su un terreno pubblico o privato<\/p><\/td><\/tr>\r\n<tr><td><p>Il bene \u00e8 amministrato dall\u2019ente esponenziale della comunit\u00e0<\/p><\/td><td><p>Il diritto pu\u00f2 consistere, per esempio, in pascolo, legnatico o semina<\/p><\/td><\/tr>\r\n<tr><td><p>La base territoriale \u00e8 parte costitutiva del dominio collettivo<\/p><\/td><td><p>Il proprietario del suolo pu\u00f2 essere un soggetto diverso dagli utenti<\/p><\/td><\/tr>\r\n<tr><td><p>Statuti e consuetudini definiscono appartenenza e gestione<\/p><\/td><td><p>La legge sugli usi civici disciplina accertamento, liquidazione e gestione<\/p><\/td><\/tr>\r\n<\/table><\/div>\r\n\r\n<p>\u00c8 precisamente questa differenza che la Cassazione ha riconosciuto nel caso di Opicina.<\/p>\r\n<h3>Il contenzioso di Opicina settant\u2019anni per chiarire la natura dei terreni<\/h3>\r\n<p>Nel 1955 un bando commissariale ricomprese alcuni terreni situati nei comuni censuari di Opicina, Rupingrande e Basovizza fra quelli gravati da usi civici. La Comunella sostenne invece che quei beni le appartenessero in forza del diritto collettivo originario e delle risultanze tavolari.<\/p>\r\n<p>Nel 2008 la Comunella chiese al Commissario regionale per gli usi civici di dichiarare inesistenti gli usi civici o il demanio civico sui terreni. La domanda fu respinta nel 2012; anche la Corte d\u2019appello di Roma, Sezione speciale usi civici, respinse il reclamo nel 2014.<\/p>\r\n<h4>Cassazione, sentenza n. 24978\/2018<\/h4>\r\n<p>Con la <a href=\"https:\/\/www.labsus.org\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Cass.-Civ.-Sez.-II%C2%B0-sent.-n.-24978-2018.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">sentenza della Corte di cassazione, Sezione II civile, 10 ottobre 2018, n. 24978<\/a>, la prospettiva cambia.<\/p>\r\n<p>La Corte afferma il seguente principio di diritto: le comunelle, vicinie o vicinanze dell\u2019altopiano carsico-triestino sono enti esponenziali dei domini collettivi, riconosciuti dalla legge n. 168\/2017 come ordinamenti giuridici primari delle comunit\u00e0 originarie; il loro contrario assoggettamento alla legge n. 1766\/1927 sugli usi civici, disposto con un bando commissariale, non produce effetti per carenza del relativo potere amministrativo.<\/p>\r\n<p>La sentenza non si limita a risolvere una lite fondiaria. Stabilisce che la comunella non \u00e8 una gestione separata di beni del Comune e non \u00e8 un semplice comitato di utenti: \u00e8 il soggetto rappresentativo di un dominio collettivo originario.<\/p>\r\n<h4>Corte d\u2019appello di Roma, sentenza n. 7232\/2021<\/h4>\r\n<p>Nel giudizio di rinvio la Corte d\u2019appello di Roma, con sentenza n. 7232 del 4 novembre 2021, ha disapplicato il bando del 1955 nella parte contestata, ha riconosciuto l\u2019appartenenza esclusiva dei beni ai consorti della Comunella di Opicina e ha escluso diritti di uso civico o demanio comunale a favore di terzi e, in particolare, dei cittadini del Comune di Trieste. Il contenuto della decisione \u00e8 ricostruito integralmente nell\u2019ordinanza della Cassazione del 2026 indicata qui sotto.<\/p>\r\n<h4>Cassazione, ordinanza n. 24227\/2026<\/h4>\r\n<p>Il Comune di Trieste ha proposto un nuovo ricorso. Con l\u2019<a href=\"https:\/\/www.demaniocivico.it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/Allegato2_Ordinanza.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">ordinanza della Corte di cassazione, Sezione II civile, 29 luglio 2026, n. 24227<\/a>, il ricorso \u00e8 stato rigettato.<\/p>\r\n<p>La Corte ha precisato che la non assoggettabilit\u00e0 delle comunelle carsico-triestine agli usi civici era gi\u00e0 coperta dal giudicato formatosi sul principio del 2018. Ha inoltre ricordato che la Comunella di Opicina \u00e8 persona giuridica di diritto privato in forza del decreto del Presidente della Giunta regionale Friuli Venezia Giulia n. 168 del 15 giugno 2001. Nelle parole dell\u2019ordinanza, i fondi appartenenti alla Comunella sono \u00abfranchi\u00bb perch\u00e9 non assoggettabili agli usi civici.<\/p>\r\n<p>L\u2019ordinanza del 2026 chiude quindi, per i terreni oggetto di quel giudizio, il tentativo di ricondurre la propriet\u00e0 della comunella a diritti civici della generalit\u00e0 dei cittadini triestini.<\/p>\r\n<h3>Il quadro normativo essenziale<\/h3>\r\n<h4>Costituzione italiana<\/h4>\r\n<p>La <a href=\"https:\/\/www.normattiva.it\/eli\/stato\/LEGGE\/2017\/11\/20\/168\/CONSOLIDATED\/20220929\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">legge n. 168\/2017<\/a> collega il riconoscimento dei domini collettivi agli articoli 2, 9, 42, secondo comma, e 43 della Costituzione: formazioni sociali, tutela del paesaggio e dell\u2019ambiente, funzione sociale della propriet\u00e0 e utilit\u00e0 generale.<\/p>\r\n<p>Dal 2022 l\u2019articolo 9 della Costituzione tutela espressamente anche ambiente, biodiversit\u00e0 ed ecosistemi, \u00abanche nell\u2019interesse delle future generazioni\u00bb. \u00c8 un linguaggio sorprendentemente vicino alla logica intergenerazionale dei domini collettivi.<\/p>\r\n<h4>Legge 16 giugno 1927, n. 1766, e R.D. 26 febbraio 1928, n. 332<\/h4>\r\n<p>La <a href=\"https:\/\/www.normattiva.it\/eli\/id\/1927\/10\/03\/027U1766\/CONSOLIDATED\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">legge n. 1766\/1927<\/a> e il relativo <a href=\"https:\/\/www.normattiva.it\/eli\/id\/1928\/03\/08\/028U0332\/CONSOLIDATED\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">regolamento di esecuzione, R.D. n. 332\/1928<\/a>, costituiscono la disciplina storica italiana di riordino degli usi civici. Sono importanti nel caso carsico soprattutto perch\u00e9 le comunelle non possono essere automaticamente confuse con i demani civici o con i comitati che amministrano usi civici.<\/p>\r\n<h4>Legge 25 luglio 1952, n. 991, articolo 34<\/h4>\r\n<p>L\u2019<a href=\"https:\/\/www.normattiva.it\/eli\/id\/1952\/07\/31\/052U0991\/CONSOLIDATED\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">articolo 34 della legge n. 991\/1952<\/a> salvaguarda le comunioni familiari vigenti nei territori montani, disponendo che continuino a godere e amministrare i propri beni secondo statuti e consuetudini riconosciuti dal diritto anteriore.<\/p>\r\n<h4>Legge 3 dicembre 1971, n. 1102, articolo 10<\/h4>\r\n<p>L\u2019<a href=\"https:\/\/www.normattiva.it\/eli\/id\/1971\/12\/23\/071U1102\/CONSOLIDATED\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">articolo 10 della legge n. 1102\/1971<\/a> affida agli statuti e alle consuetudini la disciplina del godimento, dell\u2019amministrazione e dell\u2019organizzazione dei beni agro-silvo-pastorali delle comunioni familiari montane. La giurisprudenza ha letto questa norma come conferma della distinzione rispetto alla disciplina generale degli usi civici.<\/p>\r\n<h4>Legge 31 gennaio 1994, n. 97, articolo 3<\/h4>\r\n<p>L\u2019<a href=\"https:\/\/www.normattiva.it\/eli\/id\/1994\/02\/09\/094G0104\/CONSOLIDATED\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">articolo 3 della legge n. 97\/1994<\/a> riguarda le organizzazioni montane comunque denominate e le propriet\u00e0 collettive indivisibili e inusucapibili. Prevede personalit\u00e0 giuridica privata, autonomia statutaria, tutela della consistenza agro-silvo-pastorale, partecipazione delle famiglie originarie, pubblicit\u00e0 dei patrimoni e coinvolgimento nelle scelte urbanistiche e ambientali.<\/p>\r\n<h4>Legge regionale Friuli Venezia Giulia 5 gennaio 1996, n. 3<\/h4>\r\n<p>La <a href=\"https:\/\/lexview-int.regione.fvg.it\/FontiNormative\/xml\/xmllex.aspx?anno=1996&amp;legge=3\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">legge regionale FVG n. 3\/1996, testo vigente<\/a>, disciplina le associazioni e i consorzi di comunioni familiari montane.<\/p>\r\n<p>La legge:<\/p>\r\n<ul>\r\n<li>riconosce personalit\u00e0 giuridica di diritto privato a comunioni familiari, vicinie e organizzazioni similari;<\/li>\r\n<li>richiede un patrimonio legittimamente acquisito, destinato ad attivit\u00e0 agro-silvo-pastorali, agrituristiche o connesse e iscritto nei libri fondiari o nei registri immobiliari con vincoli di inalienabilit\u00e0 e indivisibilit\u00e0;<\/li>\r\n<li>richiede uno statuto ispirato a partecipazione, rappresentanza, buona amministrazione, pubblicit\u00e0 delle decisioni, correttezza contabile e autocontrollo;<\/li>\r\n<li>istituisce un elenco pubblico regionale delle associazioni riconosciute;<\/li>\r\n<li>permette coordinamento e cooperazione con gli enti locali;<\/li>\r\n<li>consente l\u2019affidamento di opere di sistemazione idraulico-forestale, miglioramento fondiario e tutela ambientale;<\/li>\r\n<li>prevede, dal 2016, la possibilit\u00e0 che la Regione promuova accordi transattivi nelle controversie fra enti pubblici e comunioni riconosciute, per proteggere la natura agro-silvo-pastorale e impedire alienazione, divisione e usucapione.<\/li>\r\n<\/ul>\r\n<p>Questa legge \u00e8 la cerniera fra la tradizione locale e la forma organizzativa contemporanea.<\/p>\r\n<h4>Legge 20 novembre 2017, n. 168<\/h4>\r\n<p>La <a href=\"https:\/\/www.normattiva.it\/eli\/stato\/LEGGE\/2017\/11\/20\/168\/CONSOLIDATED\/20220929\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">legge n. 168\/2017 sui domini collettivi<\/a> rappresenta il riconoscimento pi\u00f9 forte.<\/p>\r\n<p>Definisce i domini collettivi, comunque denominati, come ordinamenti giuridici primari delle comunit\u00e0 originarie, soggetti alla Costituzione, dotati di capacit\u00e0 di autonormazione e di gestione del patrimonio naturale, economico e culturale. La base territoriale \u00e8 considerata compropriet\u00e0 intergenerazionale. Gli enti esponenziali hanno personalit\u00e0 giuridica di diritto privato e autonomia statutaria.<\/p>\r\n<p>L\u2019articolo 3 riconosce ai beni collettivi un regime di inalienabilit\u00e0, indivisibilit\u00e0, inusucapibilit\u00e0 e perpetua destinazione agro-silvo-pastorale, nei termini stabiliti dalla legge. Il vincolo paesaggistico \u00e8 richiamato in collegamento con l\u2019articolo 142 del Codice dei beni culturali e del paesaggio.<\/p>\r\n<h4>Decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42<\/h4>\r\n<p>L\u2019<a href=\"https:\/\/www.normattiva.it\/eli\/id\/2004\/02\/24\/004G0066\/CONSOLIDATED\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">articolo 142, comma 1, lettera h), del Codice dei beni culturali e del paesaggio<\/a> sottopone a tutela paesaggistica le aree assegnate alle universit\u00e0 agrarie e le zone gravate da usi civici. La legge n. 168\/2017 coordina questa tutela con i domini collettivi. Ogni intervento va inoltre verificato rispetto agli ulteriori vincoli paesaggistici e ambientali eventualmente presenti.<\/p>\r\n<h4>Legge regionale FVG 23 aprile 2007, n. 9<\/h4>\r\n<p>La <a href=\"https:\/\/lexview-int.regione.fvg.it\/fontinormative\/xml\/xmlLex.aspx?anno=2007&amp;legge=9\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">legge regionale n. 9\/2007<\/a> disciplina risorse forestali e settore forestale regionale. \u00c8 rilevante per pianificazione, trasformazioni del bosco, gestione forestale, viabilit\u00e0 e prevenzione degli incendi. La propriet\u00e0 collettiva non esenta dall\u2019applicazione delle regole forestali.<\/p>\r\n<h4>Natura 2000 e conservazione del Carso<\/h4>\r\n<p>Molti terreni carsici ricadono o possono ricadere nella ZSC <strong>Carso triestino e goriziano<\/strong> e nella ZPS <strong>Aree carsiche della Venezia Giulia<\/strong>. La Direttiva Habitat 92\/43\/CEE, la Direttiva Uccelli 2009\/147\/CE, il D.P.R. n. 357\/1997 e la normativa regionale impongono misure di conservazione e, per piani o progetti suscettibili di incidenze significative, la valutazione d\u2019incidenza.<\/p>\r\n<p>Il <a href=\"https:\/\/www.regione.fvg.it\/rafvg\/export\/sites\/default\/webletter\/agri_for\/_12\/allegati\/allegato__aree_tre.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Piano di gestione del sito Natura 2000 del Carso<\/a> riconosce che lande, prati da sfalcio, muretti a secco, siepi e altri ambienti di valore sono stati prodotti e mantenuti dalle attivit\u00e0 agricole tradizionali. Indica fra gli obiettivi la conservazione degli ambienti aperti, il rilancio del pascolo brado o semibrado, il mantenimento degli elementi del paesaggio agrario e una gestione forestale differenziata.<\/p>\r\n<p>La conseguenza \u00e8 importante: <strong>pi\u00f9 bosco non significa automaticamente pi\u00f9 natura e neppure pi\u00f9 beneficio climatico complessivo<\/strong>. Sul Carso la tutela pu\u00f2 richiedere anche la conservazione o il ripristino di prati e pascoli, habitat ricchi di biodiversit\u00e0 che l\u2019abbandono tende a trasformare in boscaglia.<\/p>\r\n<h3>L\u2019apporto storico alla comunit\u00e0<\/h3>\r\n<p>Le comunelle hanno trasformato la propriet\u00e0 in un\u2019istituzione sociale.<\/p>\r\n<p>La loro importanza non consiste soltanto nell\u2019aver conservato alcuni terreni. Attraverso la gestione quotidiana hanno contribuito a mantenere sentieri, pascoli, boschi, raccolte d\u2019acqua, confini e opere rurali; hanno sostenuto economie familiari e allevamento; hanno tramandato conoscenze ecologiche e toponimi; hanno creato occasioni di decisione collettiva.<\/p>\r\n<p>Nel Carso di lingua slovena la <em>srenja<\/em> \u00e8 anche parte della memoria culturale del villaggio. Il patrimonio comune lega terra, lingua, consuetudini e continuit\u00e0 delle famiglie. Questa dimensione identitaria, tuttavia, non deve essere usata per chiudere il territorio: pu\u00f2 diventare la base per raccontarlo, curarlo e costruire cooperazione transfrontaliera.<\/p>\r\n<h3>Una scuola di democrazia locale<\/h3>\r\n<p>La legge regionale n. 3\/1996 richiede che gli statuti delle comunioni riconosciute incorporino partecipazione, rappresentanza, pubblicit\u00e0 delle decisioni, corretta gestione contabile e autocontrollo. La legge n. 168\/2017 riconosce capacit\u00e0 di autonormazione.<\/p>\r\n<p>Una comunella moderna potrebbe rendere questi principi visibili attraverso:<\/p>\r\n<ul>\r\n<li>assemblee periodiche con ordine del giorno e documenti pubblicati in anticipo;<\/li>\r\n<li>verbali, bilanci, mappe e piani di gestione accessibili;<\/li>\r\n<li>regole chiare sui conflitti d\u2019interesse;<\/li>\r\n<li>consultazione dei consorti e forme di ascolto degli abitanti non consorti;<\/li>\r\n<li>rappresentanza equilibrata per generazioni e genere, nei limiti dello statuto e della legge;<\/li>\r\n<li>commissioni aperte su biodiversit\u00e0, agricoltura, cultura e giovani;<\/li>\r\n<li>bilancio di missione che misuri non soltanto ricavi, ma ettari gestiti, habitat conservati, incendi prevenuti e lavoro locale generato.<\/li>\r\n<\/ul>\r\n<p>Questa non sarebbe democrazia diretta comunale in senso tecnico: la comunella non sostituisce il Comune n\u00e9 esercita le sue competenze. Sarebbe per\u00f2 una forma concreta di <strong>democrazia patrimoniale di prossimit\u00e0<\/strong>, nella quale chi appartiene alla comunit\u00e0 titolare del bene decide e risponde della sua conservazione.<\/p>\r\n<h3>La funzione futura da patrimonio difeso a infrastruttura territoriale<\/h3>\r\n<p>Il riconoscimento giuridico non basta. Un dominio collettivo pu\u00f2 restare formalmente protetto e materialmente abbandonato. La sfida \u00e8 trasformare la tutela statica in gestione attiva.<\/p>\r\n<h4>1. Paesaggio aperto, pascolo e prevenzione degli incendi<\/h4>\r\n<p>Il ritorno controllato di ovini, caprini o bovini rustici, lo sfalcio e la rimozione selettiva della biomassa possono contribuire a mantenere gli habitat aperti e a ridurre continuit\u00e0 e quantit\u00e0 del combustibile vegetale. Ogni intervento deve essere progettato con tecnici forestali, agronomi e naturalisti, rispettando habitat, periodi riproduttivi, vincoli forestali e valutazione d\u2019incidenza.<\/p>\r\n<p>Una comunella pu\u00f2 offrire ci\u00f2 che spesso manca ai progetti ambientali: continuit\u00e0 fondiaria, orizzonte temporale lungo e una comunit\u00e0 responsabile della manutenzione.<\/p>\r\n<h4>2. Carbon farming opportunit\u00e0 reale, ma non automatica<\/h4>\r\n<p>Il <a href=\"https:\/\/eur-lex.europa.eu\/eli\/reg\/2024\/3012\/oj\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Regolamento (UE) 2024\/3012<\/a> ha istituito il quadro europeo volontario di certificazione per assorbimenti permanenti di carbonio, carbon farming e stoccaggio del carbonio nei prodotti. Il sistema richiede quantificazione, addizionalit\u00e0, stoccaggio nel lungo periodo, sostenibilit\u00e0 e verifica indipendente.<\/p>\r\n<p>In Italia l\u2019articolo 45 del <a href=\"https:\/\/www.normattiva.it\/uri-res\/N2Ls?urn%3Anir%3Astato%3Adecreto.legge%3A2023%3B13~art45=\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">decreto-legge n. 13\/2023<\/a>, convertito con modificazioni, ha previsto un registro pubblico dei crediti di carbonio generati su base volontaria dal settore agroforestale. Il <a href=\"https:\/\/www.gazzettaufficiale.it\/eli\/id\/2025\/11\/18\/25A06145\/SG\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">decreto interministeriale 15 ottobre 2025<\/a> ha adottato le linee guida per la sezione forestale. Il registro \u00e8 affidato al CREA; per i progetti forestali sono richiesti, fra l\u2019altro, durata, benefici aggiuntivi rispetto agli obblighi di legge e certificazione di terza parte.<\/p>\r\n<p>Nel 2026 la Regione Friuli Venezia Giulia ha inoltre pubblicato il <a href=\"https:\/\/www.regione.fvg.it\/rafvg\/export\/sites\/default\/RAFVG\/economia-imprese\/agricoltura-foreste\/FOGLIA95\/allegati\/20260804_2026_PVA_Bando_J.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Bando J del Programma Valore Agricoltura 2026<\/a>, che sostiene parte dei costi di certificazione dei crediti derivanti da pratiche agricole sostenibili. Il bando \u00e8 rivolto a PMI agricole, reti o associazioni temporanee di imprese e cooperative agricole con i requisiti indicati; richiede superfici coltivate presenti nel fascicolo aziendale e progetti di almeno cinque anni. Le domande 2026 sono previste dal 7 agosto al 7 ottobre 2026.<\/p>\r\n<p>Per una comunella, un progetto credibile dovrebbe partire da queste domande:<\/p>\r\n<ol>\r\n<li>Qual \u00e8 il confine tavolare e catastale esatto delle superfici?<\/li>\r\n<li>Chi \u00e8 il soggetto titolare e chi esercita legittimamente la gestione agricola o forestale?<\/li>\r\n<li>Qual \u00e8 la situazione iniziale misurabile di suolo, vegetazione e biomassa?<\/li>\r\n<li>L\u2019attivit\u00e0 proposta \u00e8 davvero aggiuntiva rispetto agli obblighi gi\u00e0 esistenti?<\/li>\r\n<li>Come si evitano doppio conteggio, perdita futura del carbonio e danni alla biodiversit\u00e0?<\/li>\r\n<li>Chi sostiene i costi di monitoraggio, certificazione e verifica?<\/li>\r\n<li>Come vengono distribuiti i ricavi e quali quote sono reinvestite nel territorio?<\/li>\r\n<\/ol>\r\n<p>Nel Carso pu\u00f2 essere controproducente piantare alberi ovunque con il solo obiettivo di accumulare carbonio: si rischierebbe di eliminare habitat prativi protetti, aumentare la biomassa combustibile o introdurre specie inadatte. Le opzioni da studiare comprendono invece gestione migliorativa dei boschi esistenti, tutela del carbonio nel suolo, pascolo pianificato, incremento della sostanza organica nei terreni coltivati, agroforestazione dove ecologicamente compatibile e utilizzo durevole di biomassa o prodotti legnosi entro le regole applicabili.<\/p>\r\n<h4>3. Crediti di biodiversit\u00e0 e servizi ecosistemici<\/h4>\r\n<p>Il valore prodotto da una comunella non \u00e8 soltanto carbonio. Acqua, suolo, impollinatori, habitat, paesaggio, riduzione del rischio incendio e patrimonio culturale sono servizi ecosistemici distinti.<\/p>\r\n<p>Prima di parlare di vendita di \u201ccrediti di biodiversit\u00e0\u201d occorre verificare l\u2019esistenza di uno standard riconosciuto, la misurabilit\u00e0 del beneficio, l\u2019addizionalit\u00e0 e il rischio di doppio finanziamento. Una strada pi\u00f9 immediata pu\u00f2 essere la remunerazione contrattuale di servizi di gestione: accordi con enti pubblici, misure della politica agricola, progetti LIFE o Interreg, convenzioni per manutenzione e monitoraggio.<\/p>\r\n<h4>4. Comunit\u00e0 energetiche e biomassa soltanto entro limiti ecologici<\/h4>\r\n<p>Residui derivanti da interventi necessari e autorizzati potrebbero alimentare filiere locali di piccola scala. Ma il prelievo di biomassa non deve diventare la ragione per intensificare tagli incompatibili con biodiversit\u00e0, suolo o qualit\u00e0 dell\u2019aria. Prima viene il piano ecologico; dopo viene l\u2019eventuale valorizzazione energetica del residuo.<\/p>\r\n<h4>5. Cultura, educazione e ricerca<\/h4>\r\n<p>Una comunella pu\u00f2 diventare un laboratorio aperto per scuole, universit\u00e0 e abitanti:<\/p>\r\n<ul>\r\n<li>archivio digitale degli statuti e dei documenti storici;<\/li>\r\n<li>mappa bilingue di toponimi, sentieri, stagni e manufatti;<\/li>\r\n<li>monitoraggio partecipato di prati, boschi e fauna;<\/li>\r\n<li>cantieri-scuola per muretti a secco e gestione del pascolo;<\/li>\r\n<li>collaborazione transfrontaliera con comunit\u00e0 e istituzioni slovene;<\/li>\r\n<li>percorsi sulla propriet\u00e0 collettiva come patrimonio culturale immateriale.<\/li>\r\n<\/ul>\r\n<h3>Un possibile progetto pilota per il Carso<\/h3>\r\n<p>Una sperimentazione seria potrebbe articolarsi in sette fasi.<\/p>\r\n<h4>Fase 1 \u2014 Titoli, confini e governance<\/h4>\r\n<p>Ricostruire partite tavolari, mappe catastali, vincoli, contratti, elenco degli aventi diritto, statuto e poteri degli organi. Nessun progetto ambientale o finanziario \u00e8 solido se la base proprietaria e decisionale non \u00e8 certa.<\/p>\r\n<h4>Fase 2 \u2014 Inventario ecologico e del carbonio<\/h4>\r\n<p>Mappare habitat, uso del suolo, stato dei boschi e dei prati, rischio incendio, suoli, acqua e manufatti rurali. Stabilire una baseline verificabile, senza la quale non pu\u00f2 essere dimostrato alcun miglioramento aggiuntivo.<\/p>\r\n<h4>Fase 3 \u2014 Assemblea e patto di gestione<\/h4>\r\n<p>Approvare obiettivi e limiti: quali superfici conservare aperte, quali boschi lasciare all\u2019evoluzione naturale, dove intervenire, quali attivit\u00e0 economiche ammettere e come ripartire benefici e responsabilit\u00e0.<\/p>\r\n<h4>Fase 4 \u2014 Piano integrato<\/h4>\r\n<p>Redigere con professionisti un piano agro-silvo-pastorale e naturalistico coordinato con Natura 2000, pianificazione forestale, vincoli paesaggistici, prevenzione incendi e strumenti urbanistici.<\/p>\r\n<h4>Fase 5 \u2014 Progetti dimostrativi<\/h4>\r\n<p>Avviare piccoli interventi misurabili: recupero di un pascolo, manutenzione di uno stagno, gestione di una fascia antincendio ecologica, monitoraggio del suolo, ripristino di muretti a secco.<\/p>\r\n<h4>Fase 6 \u2014 Certificazione e finanza<\/h4>\r\n<p>Solo dopo la baseline e la prova sul campo valutare carbon farming, registro forestale, bandi regionali, CSR\/PAC, LIFE, Interreg o accordi con soggetti pubblici e privati. I crediti dovrebbero essere una conseguenza della buona gestione, non il suo unico scopo.<\/p>\r\n<h4>Fase 7 \u2014 Rendiconto pubblico<\/h4>\r\n<p>Pubblicare ogni anno attivit\u00e0, costi, ricavi, indicatori ambientali, eventuali crediti generati e destinazione delle risorse. La fiducia nasce dalla verificabilit\u00e0.<\/p>\r\n<h3>Che rapporto pu\u00f2 avere una comunella con il Comune<\/h3>\r\n<p>Comune e comunella sono soggetti distinti. Il Comune rappresenta l\u2019intera popolazione ed esercita funzioni pubbliche; la comunella rappresenta la propria comunit\u00e0 titolare e amministra il patrimonio collettivo secondo legge e statuto.<\/p>\r\n<p>Questa distinzione non impedisce la cooperazione. L\u2019articolo 5 della legge regionale n. 3\/1996 consente agli enti locali di prevedere forme di coordinamento e cooperazione con le associazioni riconosciute. Sono quindi ipotizzabili, dopo le necessarie verifiche:<\/p>\r\n<ul>\r\n<li>convenzioni per tutela ambientale e manutenzione;<\/li>\r\n<li>accordi per sentieri, stagni, muretti e prevenzione incendi;<\/li>\r\n<li>tavoli permanenti di pianificazione territoriale;<\/li>\r\n<li>progetti educativi e culturali bilingui;<\/li>\r\n<li>partenariati per bandi regionali ed europei;<\/li>\r\n<li>condivisione di dati ambientali e cartografici;<\/li>\r\n<li>processi partecipativi che coinvolgano consorti e popolazione generale senza confondere i rispettivi diritti.<\/li>\r\n<\/ul>\r\n<h3>Perch\u00e9 le comunelle contano oggi<\/h3>\r\n<p>Le comunelle dimostrano che fra propriet\u00e0 pubblica e propriet\u00e0 individuale esiste una terza tradizione: la propriet\u00e0 di una comunit\u00e0 organizzata, vincolata alla continuit\u00e0 del territorio e delle generazioni.<\/p>\r\n<p>La loro attualit\u00e0 deriva da cinque caratteristiche rare:<\/p>\r\n<ul>\r\n<li><strong>tempo lungo:<\/strong> il bene non \u00e8 amministrato soltanto per il rendimento immediato;<\/li>\r\n<li><strong>radicamento:<\/strong> chi decide conosce direttamente luoghi, vincoli e storia;<\/li>\r\n<li><strong>scala territoriale:<\/strong> prati, boschi e pascoli possono essere gestiti come un sistema;<\/li>\r\n<li><strong>autonomia responsabile:<\/strong> la comunit\u00e0 pu\u00f2 darsi regole, entro Costituzione e legge;<\/li>\r\n<li><strong>intergenerazionalit\u00e0<\/strong><strong>:<\/strong> il patrimonio deve arrivare al futuro senza essere consumato nel presente.<\/li>\r\n<\/ul>\r\n<p>Se aggiornate senza perdere la propria natura, le comunelle possono diventare istituzioni-ponte: fra memoria e innovazione, Italia e Slovenia, agricoltura e biodiversit\u00e0, autonomia locale e responsabilit\u00e0 climatica.<\/p>\r\n<p>Il loro messaggio \u00e8 semplice e radicale: un territorio non si eredita soltanto. Si governa insieme e si riconsegna.<\/p>\r\n<h3>Cronologia giuridica essenziale<\/h3>\r\n<div class=\"comunelle-table-scroll\"><table>\r\n<tr><th><p><strong>Anno<\/strong><\/p><\/th><th><p><strong>Fonte o decisione<\/strong><\/p><\/th><th><p><strong>Rilevanza<\/strong><\/p><\/th><\/tr>\r\n<tr><td><p>1927<\/p><\/td><td><p><a href=\"https:\/\/www.normattiva.it\/eli\/id\/1927\/10\/03\/027U1766\/CONSOLIDATED\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Legge n. 1766\/1927<\/a><\/p><\/td><td><p>Riordino nazionale degli usi civici; disciplina dalla quale le comunelle originarie vanno distinte<\/p><\/td><\/tr>\r\n<tr><td><p>1928<\/p><\/td><td><p><a href=\"https:\/\/www.normattiva.it\/eli\/id\/1928\/03\/08\/028U0332\/CONSOLIDATED\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">R.D. n. 332\/1928<\/a><\/p><\/td><td><p>Regolamento di esecuzione della legge sugli usi civici<\/p><\/td><\/tr>\r\n<tr><td><p>1952<\/p><\/td><td><p><a href=\"https:\/\/www.normattiva.it\/eli\/id\/1952\/07\/31\/052U0991\/CONSOLIDATED\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Legge n. 991\/1952, art. 34<\/a><\/p><\/td><td><p>Salvaguardia di statuti e consuetudini delle comunioni familiari montane<\/p><\/td><\/tr>\r\n<tr><td><p>1971<\/p><\/td><td><p><a href=\"https:\/\/www.normattiva.it\/eli\/id\/1971\/12\/23\/071U1102\/CONSOLIDATED\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Legge n. 1102\/1971, art. 10<\/a><\/p><\/td><td><p>Autonomia di gestione dei beni agro-silvo-pastorali delle comunioni familiari<\/p><\/td><\/tr>\r\n<tr><td><p>1994<\/p><\/td><td><p><a href=\"https:\/\/www.normattiva.it\/eli\/id\/1994\/02\/09\/094G0104\/CONSOLIDATED\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Legge n. 97\/1994, art. 3<\/a><\/p><\/td><td><p>Propriet\u00e0 collettive montane, personalit\u00e0 privata, autonomia statutaria e coinvolgimento territoriale<\/p><\/td><\/tr>\r\n<tr><td><p>1996<\/p><\/td><td><p><a href=\"https:\/\/lexview-int.regione.fvg.it\/FontiNormative\/xml\/xmllex.aspx?anno=1996&amp;legge=3\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">L.R. FVG n. 3\/1996<\/a><\/p><\/td><td><p>Disciplina regionale di associazioni e consorzi di comunioni familiari montane<\/p><\/td><\/tr>\r\n<tr><td><p>2001<\/p><\/td><td><p>D.P.G.R. FVG n. 168 del 15 giugno 2001<\/p><\/td><td><p>Riconoscimento della personalit\u00e0 giuridica privata della Comunella di Opicina; estremi richiamati dalle sentenze<\/p><\/td><\/tr>\r\n<tr><td><p>2004<\/p><\/td><td><p><a href=\"https:\/\/www.normattiva.it\/eli\/id\/2004\/02\/24\/004G0066\/CONSOLIDATED\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">D.lgs. n. 42\/2004, art. 142<\/a><\/p><\/td><td><p>Tutela paesaggistica delle aree collettive e gravate da usi civici<\/p><\/td><\/tr>\r\n<tr><td><p>2007<\/p><\/td><td><p><a href=\"https:\/\/lexview-int.regione.fvg.it\/fontinormative\/xml\/xmlLex.aspx?anno=2007&amp;legge=9\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">L.R. FVG n. 9\/2007<\/a><\/p><\/td><td><p>Disciplina forestale regionale<\/p><\/td><\/tr>\r\n<tr><td><p>2016<\/p><\/td><td><p><a href=\"https:\/\/www.demaniocivico.it\/giurisdizionisuperioriocassazione\/978-cass-sezioni-unite-12-aprile-2016-n-7021-sulle-regole-della-magnifica-comunita-cadorina\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Cassazione, Sezioni Unite, n. 7021\/2016<\/a><\/p><\/td><td><p>Precedente sulla natura delle comunioni familiari e distinzione dagli usi civici<\/p><\/td><\/tr>\r\n<tr><td><p>2017<\/p><\/td><td><p><a href=\"https:\/\/www.normattiva.it\/eli\/stato\/LEGGE\/2017\/11\/20\/168\/CONSOLIDATED\/20220929\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Legge n. 168\/2017<\/a><\/p><\/td><td><p>Riconoscimento nazionale dei domini collettivi e della propriet\u00e0 intergenerazionale<\/p><\/td><\/tr>\r\n<tr><td><p>2018<\/p><\/td><td><p><a href=\"https:\/\/www.labsus.org\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Cass.-Civ.-Sez.-II%C2%B0-sent.-n.-24978-2018.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Cassazione n. 24978\/2018<\/a><\/p><\/td><td><p>Riconoscimento delle comunelle carsico-triestine come enti esponenziali di domini collettivi<\/p><\/td><\/tr>\r\n<tr><td><p>2021<\/p><\/td><td><p>Corte d\u2019appello di Roma n. 7232\/2021<\/p><\/td><td><p>In sede di rinvio riconosce i beni ai consorti di Opicina ed esclude gli usi civici di terzi; testo ricostruito nell\u2019ordinanza 2026<\/p><\/td><\/tr>\r\n<tr><td><p>2024<\/p><\/td><td><p><a href=\"https:\/\/eur-lex.europa.eu\/eli\/reg\/2024\/3012\/oj\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Regolamento (UE) 2024\/3012<\/a><\/p><\/td><td><p>Quadro europeo volontario di certificazione per rimozioni di carbonio e carbon farming<\/p><\/td><\/tr>\r\n<tr><td><p>2025<\/p><\/td><td><p><a href=\"https:\/\/www.gazzettaufficiale.it\/eli\/id\/2025\/11\/18\/25A06145\/SG\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">D.M. 15 ottobre 2025<\/a><\/p><\/td><td><p>Linee guida italiane del registro dei crediti volontari, sezione forestale<\/p><\/td><\/tr>\r\n<tr><td><p>2026<\/p><\/td><td><p><a href=\"https:\/\/www.demaniocivico.it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/Allegato2_Ordinanza.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Cassazione n. 24227\/2026<\/a><\/p><\/td><td><p>Rigetto del ricorso del Comune di Trieste e conferma dell\u2019assetto proprietario della Comunella di Opicina<\/p><\/td><\/tr>\r\n<tr><td><p>2026<\/p><\/td><td><p><a href=\"https:\/\/www.regione.fvg.it\/rafvg\/export\/sites\/default\/RAFVG\/economia-imprese\/agricoltura-foreste\/FOGLIA95\/allegati\/20260804_2026_PVA_Bando_J.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Bando J \u2013 Valore Agricoltura FVG<\/a><\/p><\/td><td><p>Sostegno regionale ai costi di certificazione di crediti di carbonio agricoli<\/p><\/td><\/tr>\r\n<\/table><\/div>\r\n\r\n<h3>Fonti storiche, scientifiche e di approfondimento<\/h3>\r\n<ul>\r\n<li>Nicola Golemac, <em>Comunit\u00e0 e beni comunali nel Carso triestino e goriziano<\/em>, SLORI, 1998: <a href=\"https:\/\/www.slori.org\/it\/pubblicazioni\/comunita-e-beni-comunali-nel-carso-triestino-e-goriziano\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">scheda editoriale<\/a>.<\/li>\r\n<li>Regione autonoma Friuli Venezia Giulia, <a href=\"https:\/\/www.regione.fvg.it\/rafvg\/export\/sites\/default\/webletter\/agri_for\/_12\/allegati\/allegato__aree_tre.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Piano di gestione del sito Natura 2000 del Carso \u2013 obiettivi e strategie<\/a>.<\/li>\r\n<li>APRODUC \u2013 Demanio Civico, <a href=\"https:\/\/www.demaniocivico.it\/norditalia\/1862-comunella-jus-vicinia-srenja-opicina-opcine-corte-cassazione-ii-sezione-sentenza-10-ottobre-2018-n-24978\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">scheda e documentazione sulla sentenza n. 24978\/2018<\/a>.<\/li>\r\n<li>CREA, <a href=\"https:\/\/www.crea.gov.it\/-\/crediti-di-carbonio-forestali-al-via-il-registro-nazionale-affidato-al-crea\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Registro nazionale dei crediti di carbonio volontari forestali<\/a>.<\/li>\r\n<\/ul>\r\n<h3>Nota metodologica e legale<\/h3>\r\n<p>Questa pagina ha finalit\u00e0 informativa e progettuale. Non costituisce parere legale, certificazione della titolarit\u00e0 di terreni, valutazione d\u2019incidenza, piano forestale, progetto di carbon farming o garanzia di accesso a contributi e mercati dei crediti.<\/p>\r\n<p>Per ogni comunella occorre verificare separatamente statuto vigente, provvedimento di riconoscimento, elenco degli aventi diritto, consistenza tavolare e catastale, vincoli ambientali e paesaggistici, contratti in essere, disciplina fiscale e requisiti dei singoli bandi. Le proposte future descritte sono ipotesi da sottoporre agli organi della comunella e alle autorit\u00e0 competenti.<\/p>\r\n<p><strong>Verifica<\/strong><strong> <\/strong><strong>delle<\/strong><strong> <\/strong><strong>fonti<\/strong><strong>:<\/strong> 15 settembre 2026.<\/p><\/div><\/details><p class=\"comunelle-document-note\"><strong>Consulta i documenti citati:<\/strong> cliccando sui collegamenti presenti nell\u2019articolo e nelle tabelle puoi accedere alle sentenze, alle norme e agli altri documenti di approfondimento. I documenti si aprono in una nuova scheda.<\/p><section id=\"pdf-comunelle\" class=\"comunelle-pdf-panel\"><h2>Le comunelle del Carso \u2014 articolo in PDF<\/h2><p>Consulta il documento completo qui sotto, aprilo per ingrandirlo oppure scaricalo per leggerlo e conservarlo.<\/p><div class=\"comunelle-pdf-actions\"><a href=\"https:\/\/svizzeradelcarso.com\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Le-comunelle-del-Carso.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">INGRANDISCI IL PDF \u2197<\/a><a href=\"https:\/\/svizzeradelcarso.com\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Le-comunelle-del-Carso.pdf\" download=\"Le-comunelle-del-Carso.pdf\">SCARICA IL PDF \u2193<\/a><\/div><object data=\"https:\/\/svizzeradelcarso.com\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Le-comunelle-del-Carso.pdf#view=FitH\" type=\"application\/pdf\" width=\"100%\" height=\"680\" aria-label=\"Le comunelle del Carso \u2014 PDF completo di 12 pagine\"><p>Se il PDF non viene visualizzato, <a href=\"https:\/\/svizzeradelcarso.com\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Le-comunelle-del-Carso.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">aprilo qui per consultarlo<\/a>.<\/p><\/object><\/section><div class=\"comunelle-home-end\"><a href=\"https:\/\/svizzeradelcarso.com\/sl_si\/\">\u2190 TORNA ALLA HOMEPAGE<\/a><\/div><\/article><\/div><style id=\"comunelle-wide-layout\">\nbody.page-id-1159 .wp-block-post-content{width:100%!important;max-width:none!important;margin-left:auto!important;margin-right:auto!important}\nbody.page-id-1159 .wp-block-post-content>.comunelle-page{width:100%!important;max-width:none!important;margin-left:0!important;margin-right:0!important}\nbody.page-id-1159 main:has(.comunelle-page){max-width:none!important;width:100%!important}\n.comunelle-page{padding:0 clamp(16px,3vw,48px);box-sizing:border-box}\n.comunelle-page .hero{max-width:none;margin-left:0;margin-right:0}\n.comunelle-page article{max-width:none;width:100%;padding:0 0 40px}\n.comunelle-page article>section:not(.comunelle-pdf-panel){text-align:left}\n.comunelle-page .comunelle-dossier{border:1px solid #b9cbc4;border-radius:14px;padding:0;overflow:hidden;margin:36px 0}\n.comunelle-page .comunelle-dossier summary{padding:22px 26px;cursor:pointer;background:#175c4d;color:#fff;font-size:1.25rem;font-weight:700;text-align:left}\n.comunelle-page .comunelle-dossier summary small{display:block;font-size:1rem;font-weight:400;margin-top:6px}\n.comunelle-page .comunelle-article-window{height:70vh;min-height:360px;max-height:850px;overflow:auto;overscroll-behavior:contain;padding:clamp(18px,3vw,38px);background:#fff;scrollbar-gutter:stable;text-align:left}\n.comunelle-page .comunelle-article-window>h2:first-child{margin-top:0}\n.comunelle-page .comunelle-dossier summary:focus-visible,.comunelle-page .comunelle-article-window:focus-visible{outline:3px solid #d5a94e;outline-offset:-3px}\n@media(max-width:600px){.comunelle-page{padding:0 16px}.comunelle-page .comunelle-dossier summary{padding:18px}.comunelle-page .comunelle-article-window{height:65vh;min-height:300px;padding:18px}}\n<\/style><style id=\"comunelle-full-width-fix\">body.page-id-1159 main:has(.comunelle-page),body.page-id-1159 .wp-block-post-content:has(.comunelle-page){box-sizing:border-box!important;width:100%!important;max-width:none!important;padding-left:0!important;padding-right:0!important;margin-left:0!important;margin-right:0!important}body.page-id-1159 .wp-block-post-content>.comunelle-page{box-sizing:border-box!important;width:100%!important;max-width:none!important;padding-left:28px!important;padding-right:28px!important;margin-left:0!important;margin-right:0!important}<\/style>\n\n<section class=\"svdc-seo-related\" style=\"width:min(1180px,calc(100% - 40px));margin:48px auto;padding:clamp(26px,4vw,42px);border-top:5px solid #b42335;border-radius:16px;background:#f4f1ea;color:#10283f\"><div style=\"font:900 .72rem\/1.2 Arial,sans-serif;letter-spacing:.14em;text-transform:uppercase;color:#b42335;margin-bottom:10px\">Approfondisci \u00b7 La Svizzera del Carso<\/div><h2 style=\"margin:0 0 18px;font:700 clamp(1.7rem,3vw,2.5rem)\/1.08 Georgia,serif;color:#10283f\">Continua il percorso<\/h2><div style=\"display:grid;grid-template-columns:repeat(auto-fit,minmax(230px,1fr));gap:10px\"><a href=\"\/sl_si\/carso-unesco-2035\/\" style=\"display:block;padding:14px 16px;border:1px solid #d8e1e7;border-radius:12px;background:#fff;color:#10283f!important;text-decoration:none!important;font-weight:800;line-height:1.35\">CARSO UNESCO 2035 \u2192<\/a><a href=\"\/sl_si\/repe-progetto-di-ricerca-e-patrimonio\/\" style=\"display:block;padding:14px 16px;border:1px solid #d8e1e7;border-radius:12px;background:#fff;color:#10283f!important;text-decoration:none!important;font-weight:800;line-height:1.35\">REPE! Progetto di ricerca e patrimonio \u2192<\/a><a href=\"\/sl_si\/repe-patrimonio-vivo\/\" style=\"display:block;padding:14px 16px;border:1px solid #d8e1e7;border-radius:12px;background:#fff;color:#10283f!important;text-decoration:none!important;font-weight:800;line-height:1.35\">Biblioteca del Carso \u2192<\/a><a href=\"\/sl_si\/piu-antiche-della-svizzera-le-sorprendenti-parenti-delle-comunelle-carsiche\/\" style=\"display:block;padding:14px 16px;border:1px solid #d8e1e7;border-radius:12px;background:#fff;color:#10283f!important;text-decoration:none!important;font-weight:800;line-height:1.35\">Pi\u00f9 antiche della Svizzera: le parenti delle comunelle carsiche \u2192<\/a><\/div><\/section>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le comunelle del Carso Un&#8217;antica democrazia del Carso Terra comune, autogoverno e responsabilit\u00e0 tra passato e futuro Un territorio non si eredita soltanto.Si governa insieme.E si riconsegna. 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